Mentre crescono le adesioni alla proposta di una manifestazione nazionale il 6 dicembre con il popolo iracheno che resiste (vedi sotto), precisiamo:
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4 gatti (si, si, nel senso letterale di quattro), stanno facendo una gran baccano su internet (dove e' facile seminare zizzania) allo scopo di sabotare la manifestazione autoconvocata del prossimo 6 dicembre «in difesa del popolo iracheno che resiste» ‹l'unica manifestazione del genere in questo contesto di assordante silenzio del movimento contro la guerra e della sinistra, in tutt'altre beghe purtroppo affacendata.
La ragione che adducono per spiegare questo loro sabotaggio e' che tra i promotori e della manifestazione vi sarebbero (anche in questo caso citiamo letteralmente) «fascisti e stragisti di ogni risma» (!).
All'inizio ritenevamo che si trattasse di un brutto scherzo. Invece la Banda dei Quattro Gatti, in preda allo sfascismo, insiste, lancia anatemi, spaventa le persone.
Onde evitare equivoci ci vediamo costretti a precisare l'ovvieta': queste accuse sono del tutto prive di fondamento. Sono false.
I promotori non solo si considerano, ma sono universalmente noti, per essere degli antimperialisti. In quanto tali non hanno nulla a che fare col fascismo, che dell'imperialismo e' stata una tra le forme piu' virulente e razziste.
La Banda dei Quattro Gatti insinua poi che in certi ambienti della destra radicale si «guarda con interesse» alla manifestazione del sei dicembre. E noi che c'entriamo? Quest'accusa e' dello stesso tipo di quella che ci venne mossa ai tempi dell'Intifada da parte dei media di regime: siccome anche una certa destra estremista si considera filopalestinese, noi fummo tacciati di essere antisemiti.
Respingiamo decisi ogni eventuale tentativo di strumentalizzazione, cosi come lo sfascismo di chi, sabato 6 dicembre, preferirebbe starsene a casa invece di manifestare.
La terza accusa, brandita come una clava, e' infine quella che tra le centinaia di firmatari dell'appello ci sarebbero «noti... fascisti» (?).
L'appello sta circolando in rete in modo massiccio, pubblicamente. Cosa dovremmo fare, chiedere la storia politica di ogni firmatario? Chi ha un minimo di esperienza sa che gli eventuali tentativi di infiltrazione politica si possono combattere solo con la linea politica, ed a questo proposito ci pare di essere stati estremamente chiari.
Indicando la necessita' di una manifestazione antimperialista a sostegno del popolo iracheno che resiste abbiamo subito precisato che essa accoglie tutti, tutti quelli che condividono i valori universali di fratellanza, eguaglianza e liberta'. Dubitiamo che ci siano reazionari che possano accettare questi principi, che il fascismo storico ha annientato e quello teorico ripudia come la peste.
Se poi si vuole intendere che ci sarebbe tra i firmatari chi in tempi lontani ha militato in partiti reazionari, noi rispondiamo che non abbiamo tempo da perdere con maniacali analisi dei pedigree di ognuno.
Ci preme il successo della manifestazione autoconvocata, e quindi accoglieremo a braccia aperte tutti quelli che vogliono unirsi a noi per sostenere la causa della liberazione dell'iraq dagli occupanti, anche coloro che fino a l'altro ieri fossero stati dalla parte sbagliata.
Ci sono ancora due mesi al 6 dicembre, ci auguriamo che ognuno senta il dovere di aiutarci a raccogliere tante adesioni, iniziando con la diffusione dell'Appello qui sotto.
Maria Grazia Ardizzone e Leonardo Mazzei




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