......È possibile fin da ora anticipare i tempi della riforma Dini, attraverso l'estensione del metodo di calcolo contributivo per tutti. È possibile intervenire sulle pensioni d'anzianità, visto che già quest'anno altri 180mila italiani matureranno i requisiti per ottenerle, con una spesa aggiuntiva di 2 miliardi di euro.
Forse è vero - come si ostina a ripetere lo stesso Tremonti - che Marx, oggi, si preoccuperebbe più della Cina, e molto meno del rapporto deficit/Pil.
Ma se fosse vivo, lui che senza saperlo è stato il primo vero teorico della globalizzazione, si preoccuperebbe di come conquistare quel grande mercato, e molto meno dei sistemi protezionistici per neutralizzarlo. E soprattutto, se Marx fosse italiano si chiederebbe perché la Cina è così pericolosa per noi, mentre lo è molto meno per il resto d'Europa. Invece di irridere alla Banca d'Italia, studierebbe con attenzione i dati riassunti dal governatore Antonio Fazio nelle considerazioni finali del 31 maggio. Si chiederebbe perché tra il 1997 e il 2002 lo sviluppo degli scambi internazionali di beni e servizi è stato del 28%, e le esportazioni italiane sono cresciute appena del 16%, mentre quelle della Francia e della Germania sono letteralmente esplose, rispettivamente del 31 e del 38%.
Cercherebbe di capire come mai, a prezzi costanti, la nostra quota di mercato nel mondo è diminuita dal 4,5% nel 1995 al 3,6% nel 2002, con una perdita concentrata nei settori degli apparecchi meccanici, dell'automobile, dell'elettronica e dell'informatica. Indagherebbe sulle cause che, tra il 1997 e il 2002, hanno inchiodato la nostra produzione industriale ad un aumento del 3%, contro l'11% della Francia e il 12% della Germania. Sulle ragioni che, nello stesso arco temporale, hanno bloccato la nostra produttività ad un incremento dello 0,9% all'anno (contro il 2,4% della Germania e il 4,6% della Francia) e che hanno fatto lievitare il nostro costo del lavoro per unità di prodotto del 4,3% (contro l'1,3% registrato in Germania e Francia).
L'Azienda Italia sta perdendo la vera partita in Occidente, cioè sul terreno di casa, e non sui campi impossibili che le Tigri asiatiche dominano a colpi di dumping sociale e salariale. Il declino dell'Italia è prima di tutto verso i giganti d'Europa. La minaccia cinese viene dopo. Continuare ad agitarla - insieme agli spettri del "welfarismo" e del "mercatismo" - è solo un modo per parlar d'altro. Senza risolvere i problemi, anche se sono politicamente complessi. Senza fare le riforme, anche quando sono socialmente scomode. Colbert fu un grande Segretario di Stato. Pareggiò il bilancio di Luigi XIV. Ma introdusse l'imposta di bollo, e il monopolio dei tabacchi. La Thatcher è tutt'altra storia.
(8 settembre 2003)
http://www.repubblica.it/2003/h/sezi...ian/mgian.html