http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...189480,00.html

"Ecuador, la puntualità regolata per legge


Nel Paese andino l'essere in ritardo è un'usanza. Uno studio rivela: così si perdono migliaia di dollari, fino al 3,4% del Pil l'anno. Ma dal 12 ottobre si cambia: arrivano i controllori dell'orologio.
di Michela Coricelli

Un paese di ritardatari, appuntamenti rimandati, orari troppo "flessibili". L'Ecuador ha deciso di cambiare: da ora in poi l'orologio detterà legge, e non ci saranno più scuse per cominciare i lavori parlamentari con un'ora di ritardo o per arrivare in classe mezz'ora dopo l'inizio delle lezioni. Non si tratta di casi sporadici, come accade in qualsiasi altra regione del mondo: gli stessi abitanti ammettono che esiste un problema diffuso a tutti i livelli della società, con effetti dannosi. La chiamano "ora ecuadoriana", e non è altro che mancanza di puntualità. Generalizzata.
Uno degli ambienti più colpiti da questa "malattia" è la politica: l'inaugurazione della piazza di un municipio avviene due ore più tardi del previsto? E' normale. Un sindaco si presenta a una conferenza stampa un'ora dopo? Un classico.

Ora basta: dalle 12 del primo ottobre, tutte le lancette (o quasi) sono state sincronizzate. Il paese andino ha lanciato una campagna nazionale a favore della puntualità: un'iniziativa curiosa (apparentemente bizzarra), ma assolutamente necessaria. Anche dal punto di vista economico. La cosiddetta "ora ecuadoriana" provoca perdite troppo pesanti. Il ritardo è un "lusso" che l'Ecuador non può permettersi.
Secondo uno studio elaborato dall'associazione Partecipazione Cittadina (promotrice della campagna), se ogni lavoratore arrivasse in ritardo di 15 minuti, il paese potrebbe perdere fino al 3,4% del Pil annuo. Soltanto a Riobamba la mancanza di puntualità brucia 100.000 dollari al giorno. I ritardi negli atti pubblici (conferenze, elezioni, sessioni parlamentari) equivalgono a una perdita di 10.000 dollari. "Fare la coda in attesa dell'autobus, aspettare il turno alla Sicurezza Sociale e altre pratiche burocratiche - spiega uno degli organizzatori nel sito del quotidiano El Comercio - fa perdere ad ogni cittadino 10 giorni all'anno".



I "controllori" dell'ora pubblica saranno gli studenti. In 28 città del paese sono state organizzate squadre di "guardiani" della puntualità, giovani - armati di orologio- con il compito di osservare l'andamento della campagna nella vita pubblica: registreranno l'entrata dei funzionari negli uffici, l'arrivo dei rappresentanti politici e l'inizio della giornata produttiva nelle imprese. Annoteranno tutto (ora d'ingresso, d'uscita, compimento delle scadenze). Attenzione ai ritardi: alla fine di ogni settimana il rapporto degli studenti sulla puntualità verrà pubblicato nei quotidiani e diffuso dalla tv. Lo slogan è chiaro: "Compiere il proprio dovere in tempo".

(4 OTTOBRE 2003, ORE 9)"