La Lega azzera le possibilità di successo della presidenza italiana: "Ci sono altre cose da fare", dice il Senatùr. E il suo vice Speroni chiede un referendum popolare sulla Costituzione.


ROMA - Sul carro europeo non ci è mai salito né mai lo farà. Per Umberto Bossi è dunque naturale quasi compiacersi della partenza lenta con cui si messa è in moto la Carta Ue. Anche ieri Berlusconi ha messo le mani avanti, non escludendo che la firma della nuova Costituzione possa arrivare dopo dicembre. Ma il Senatùr va oltre e riduce al lumicino le speranze di vedere concretizzato il nuovo testo durante il semestre a guida italiana. "Mi sembra impossibile che ciò possa accadere", scandisce.

D'altronde lui, a differenza del premier che è presidente di turno dell'Unione, non ha il dovere di essere euro-ottimista. Né è "condannato al successo", come ha detto il presidente dell'Europarlamento Pat Cox durante il Cig. Per Bossi l'agenda politica deve riempirsi così di altre scadenze, più urgenti e più "sentite" dalla sua base.

"Ci sono ancora un sacco di cose da cambiare", ammonisce il ministro leghista parlando a Baveno, dove si tiene la scuola quadri del Carroccio. Tra queste Bossi segnala il settore dello sport. "Lo sport deve tornare alla sua caratterizzazione, alla sua specificità anche il ministro Urbani mi ha detto che molti in Europa la pensano in questo modo".

Poi, secondo Bossi, "c'é il pacchetto della giustizia da rivedere". "Cosa diavolo è per esempio la procura europea? - si chiede il leader del Carroccio -. Dicono che dovrebbe occuparsi di reati di opinione, ma questo mi ricorda un passato che è meglio non ritorni. Mi sembra, tra l'altro, che l'Inghilterra e l'Austria siano contrarie a tutto il pacchetto giustizia".

Le osservazioni sull'Unione si puntellano delle solite accuse di non rispettare la volontà popolare, di sacrificare l'Europa dei cittadini a quella dei burocrati. Circostanza che ha spinto Francesco Speroni, capo gabinetto del Senatùr, ha rilanciare oggi dalle colonne della Padania il referendum popolare sulla Costituzione.

"Dobbiamo stare attenti - sottolinea invece Bossi - che la nuova Europa non diventi una sorta di Super Stato. Noi siamo entrati in Europa a causa della crisi economica, che ci ha obbligati ad entrare considerato il nostro debito pubblico. Però ora dobbiamo stare attenti perché questa non diventi una trappola, c'é il rischio che si perdano competenze dello Stato, competenze che prima aveva lo Stato nazionale, che era più vicino alla gente e che ora invece vanno più lontano. E' difficile vederci qualcosa in più".

(5 OTTOBRE 2003, ORE 16:00)