Il sesso orale in auto? Costa tre mesi di galera
Appartarsi in auto e lasciarsi andare a un rapporto di sesso orale costa tre mesi di reclusione senza scuse e senza attenuanti, anche se si è scelto prudentemente di attendere la notte e si è parcheggiata l'auto in una strada deserta. La sentenza di condanna è stata pienamente ribadita dalla Cassazione a Marisa, 68 primavere sulle spalle e l'ardore sempreverde delle ragazzine, colta sul fatto da una sospettosa pattuglia della polizia insieme al suo amore che aveva condotto in un isolato parcheggio romano e a cui stava regalando i suoi baci appassionati.
"Atti osceni in luogo pubblico", proclamava il verbale della polizia. E una sentenza del tribunale di Roma ribadita dalla Corte d'Appello nel 2002 la condannava a tre mesi di reclusione.
Marisa aveva sostenuto che non ci fosse "dolo" ma al massimo "colpa", visto che riteneva "di non essere vista nel luogo da lei prescelto". Tesi giudicata "priva di ogni giuridico rilievo" dai giudici della Cassazione secondo cui l'illiceità dei comportamenti osceni "non è esclusa dal fatto che essi vengano compiuti in ora notturna o in luogo non frequentato a meno che l'autore del fatto non abbia adottato specifiche cautele, come l'appannamento o la copertura dei vetri della macchina".
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