Prodi chiede una lista unica dell' Ulivo per le europee 2004: che ne pensate?
Secondo con un sistema 100% proporzionale si prende piu' voti divisi che uniti.


Prodi chiede una lista unica dell' Ulivo per le europee 2004: che ne pensate?
Secondo con un sistema 100% proporzionale si prende piu' voti divisi che uniti.


Secondo me non è realizzabile, già i Comunisti Italiani sono contrari.
Livio


Cari compagni, cari amici, sono qui in diretta dalla stanza del Segretariato dei DS al Cavalieri Hilton, dove si è appena riunita l'Internazionale Socialista sulle questioni del Medio Oriente.
Qui D'Alema e Fassino hanno detto che le liste uniche sono praticabili. Cossutta, sempre qui, ha detto che una lista unica non si può fare, mentre un riferimento all'Ulivo è possibile.....
A più tardi per valutazioni a freddo.....
(Io ci sto pensando, ma ancora devo capire qual è il disegno che sta dietro alla proposta di una lista comune e quindi un gruppo comune al Parlamento Europeo..... forse è il problema di trovare una collocazione alla Margherita? Effettivamente ormai il PPE è un partito di centrodestra.... come si troverebbero i nostri moderati che in Italia stanno con noi? E' effettivamente un problema..... aspetto di saperne di più prima di esporre la mia posizione definitiva).


Anche l'UDEUR fà parte del PPE (Se non sbaglio):
Livio


Sì, anche l'Udeur....


Concordo.In origine postato da Oasis
Prodi chiede una lista unica dell' Ulivo per le europee 2004: che ne pensate?
Secondo con un sistema 100% proporzionale si prende piu' voti divisi che uniti.
Le liste comuni nel proporzionale sono sempre state massacrate dagli elettori.
La logica di questo sistema è la "visibilità", il sottolineare la propria identità, al limite il polemizzare soprattutto con i partiti + vicini con i quali si compete per gli stessi elettori.


Sarebbe piu' efficace mettere in ogni partito dell' Ulivo il simbolo dell' Ulivo.
E' vero che l' Ulivo va sempre meglio nel voto di coalizione , ma questo se corre contro il simbolo della Cdl.


io sono d'accordo con la proposta di prodi anche se non so quanto sia realizzabile[IMG]
http://benfy.altervista.org/footerlogo.gif[/IMG]


La Nota Politica
-----------------------------------------------------------------------------------
[color=dark blue]Contraddizioni di Prodi
Pensioni: lo strategico silenzio del Professore piace solo alla sinistra
L'intervento televisivo del presidente del Consiglio è servito a mettere un punto fermo nel dibattito sulla riforma del sistema previdenziale. Rispetto alla proposta illustrata da Berlusconi, tutte le forze politiche e sociali si vanno schierando.
La CdL è costretta, a questo punto, a seguire il suo leader. Anche chi era restìo ad accettare interventi strutturali sulle pensioni, si è ormai allineato. Nella maggioranza c'è anche chi, come noi repubblicani, considera inadeguata questa riforma; ma è comunque meglio dello status quo.
La Confindustria si è riallineata sulle posizioni di Berlusconi. Aveva sostenuto con decisione l'esigenza di rivedere i meccanismi della previdenza e ritiene che finalmente qualcosa venga fatto. Il sindacato ha scelto, invece, la via del rifiuto, inseguendo la chimera dello sciopero generale e delle manifestazioni di massa.
L'opposizione conferma di non avere un progetto politico. Sia pure con diverse sfumature, e qualche isolata eccezione, il centrosinistra si allinea con il sindacato e si schiera contro la riforma. Non perché la ritenga inadeguata, ma perché non vuole alcuna riforma. Un atteggiamento di assoluta conservazione, in evidente contrasto con quanto Schroeder sta facendo in Germania e con le indicazioni che provengono dalla Ue. E qui veniamo al punto dolente. Abbiamo già stigmatizzato in questi giorni, da questo giornale, il "silenzio assordante" di Romano Prodi sulla revisione del sistema previdenziale. Sul "Corriere della Sera" di ieri, Paolo Franchi invita Prodi ad esprimersi, "perché il presidente della Commissione è, almeno sin qui, il candidato premier che dovrà sfidare Silvio Berlusconi e, nelle speranze di molti, anche il leader naturale di un possibile superpartito del centrosinistra".
La contraddizione è rilevante. In passato Prodi si è espresso, come professore prima e indirettamente come presidente della Commissione Europea poi, in favore di una riforma delle pensioni. Magari ancora più incisiva di quella proposta dal governo. Ma lo schieramento che dovrebbe sostenerne la candidatura è contro ogni revisione del sistema previdenziale. E allora Prodi con chi sta ? Con il suo schieramento? Oppure con Berlusconi? O è addirittura più rigorista di Berlusconi, e quindi su questo tema più lontano dal suo potenziale schieramento di quanto non lo sia il presidente del Consiglio?
Prodi non ha esitato ad esprimersi sul partito unico dell'Ulivo, sulla sua collocazione nel Parlamento europeo, sulla sua leadership. Argomenti che molto appassionano gli addetti ai lavori, meno gli italiani.
Gli italiani vorrebbero invece sapere quale riforma del sistema previdenziale egli abbia in mente, se ne ha una, e quindi cosa farebbe se fosse lui alla guida del governo. Perché è su questo che vorremmo giudicarlo, e non su altre questioni.
Anche perché sapremmo, in questo modo, quale potrebbe essere il "tasso riformista" di un governo ulivista. O se invece a indirizzare politicamente un tale governo sarebbero Bertinotti e la sinistra avventurista. E sarebbe giusto che Prodi si pronunciasse, anche nei confronti di Fausto Bertinotti, che potrebbe così sapere e valutare quali sono, sul terreno programmatico, gli impegni che è chiamato ad assumersi in caso di collaborazione con l'Ulivo.
La revisione del sistema previdenziale non è argomento di poco conto. E Prodi lo sa bene, se la Commissione da lui presieduta ha insistito per anni - anche con Francia e Germania, non solo con l'Italia - perché venisse avviata quanto prima. E allora non può rifugiarsi nelle piccole furberie da curato di campagna che spesso gli sono state attribuite. Finirebbe per dar ragione al giornale della "gauche" francese, "Libération", che lo considera il peggior presidente che la Commissione abbia mai avuto, interessato molto più al suo futuro in Italia che ai destini dell'Europa. E che sostiene essere questo giudizio unanime negli ambienti europei. Solo gli italiani - scrive "Libération" - non se ne sono accorti perché i giornali, nel nostro Paese, sono quasi tutti antiberlusconiani, e quindi interessati a non scalfire l'immagine del possibile antagonista dell'attuale premier.
Tutte cose, queste, scritte da "Liberation". Non da noi.
Roma, 2 ottobre 2003
[/color]
tratto dal sito web:
http://www.pri.it


In origine postato da nuvolarossa
La Nota Politica
-----------------------------------------------------------------------------------
[color=dark blue]Contraddizioni di Prodi
Pensioni: lo strategico silenzio del Professore piace solo alla sinistra
... Gli italiani vorrebbero invece sapere quale riforma del sistema previdenziale egli abbia in mente, se ne ha una, e quindi cosa farebbe se fosse lui alla guida del governo. Perché è su questo che vorremmo giudicarlo, e non su altre questioni.
Anche perché sapremmo, in questo modo, quale potrebbe essere il "tasso riformista" di un governo ulivista. O se invece a indirizzare politicamente un tale governo sarebbero Bertinotti e la sinistra avventurista. E sarebbe giusto che Prodi si pronunciasse, anche nei confronti di Fausto Bertinotti, che potrebbe così sapere e valutare quali sono, sul terreno programmatico, gli impegni che è chiamato ad assumersi in caso di collaborazione con l'Ulivo.
[/u]
Roma, 2 ottobre 2003
[/color]
tratto dal sito web:
http://www.pri.it
http://www.repubblica.it/2003/i/sezi...hed/sched.html
"Il preambolo della Costituzione europea si apre con una citazione in greco antico di Tucidide: "La nostra Costituzione si chiama democrazia perchè il potere non è nelle mani di pochi, ma dei più"."
Un tasso di riformismo elevato rende il preambolo una caricatura, trasformandolo: "La nostra Costituzione si chiama Plutocrazia, perché il potere non è nelle mani dei più, bensì dei pochi, anzi specialmente di uno."
Cos'è un tasso di riformismo elevato?
1. Dopo aver immiserito gli stipendi per oltre un decennio, programmare di continuare ad erodere...
2. Avere come meta della flessibilità la riduzione del costo del lavoro fino ad un dollaro al giorno a costo di portare in Europa quelli disposti a farlo per costringere gli altri.
3. Dunque meta della flessibilità: schiavismo.
4. Avere come meta della riforma delle Pensioni, del Welfare e della Sanità, la privatizzazione del "se la cavi chi può", ponendo le condizioni all'americana di una cinquantina di milioni senza medicare prima e senza tetto dopo.
5. Massimizzare il profitto iperliberale fino alla nomina dei nuovi padroni del mondo per le vie discutibili di un'etica di mercato che non può per sua natura, conflitto d'interesse ed incompetenza giuridica trasformare la rapina sistematica in proprietà privata, definitiva e globale.
6. Promuovere il cittadino plutocratico alla Fantozzi e sfumato entro l'ampio spettro tra intellingentsia e manovalanza servile, fino alla bestialità.
7. Costringere ogni essere umano a competere per non prendere quest'ultimo posto ed a fare della ruffianeria fantozziana (lucidascarpe del padrone e quelli che Licio chiama burattini) il principale metodo di selezione.
Ecco perché Prodi vuole un compattamento delle forze con un programma comune per un liberismo ed un riformismo moderati e conformi alla decenza della civiltà europea (non c'interessa e non abbiamo bisogno del valico newyorkese della 42.ma strada), trattandosi dell'unico modo per controllare la cospirazione organizzata e subliminale di tutti quelli che sono incompatibili con la dichiarazione di Tucidite.
La paura è che mettendo insieme molte nazioni per accordarsi circa la decenza dei limiti al riformismo ed al liberismo, la Plutocrazia possa perdere il treno...
Questa è la funzione della Vera Europa (far perdere il treno agli individui ed ai continenti che minacciano l'equilibrio dell'Umanesimo Europeo) e la ragione di un riferimento alla sua vera origine - quando finalmente si mise fine all'idea ed alla pratica neroniane e si cambiò il calendario una volta per sempre.
Anno Domini MMIII
Saluti