Di pula in frasca 3: Letterine
di Nico Maccentelli
La lettera del Berlusca.
Preoccupato per lo sciopero generale del 24 ottobre, scosso dal plebiscito su Domenica In che lo dà al primo posto tra le cose che di cui la gente dice BASTA, provato dalla litigiosità della sua coalizione, colpito dal black out che ha visto il suo eloquente silenzio, visto vacillare il castello di merda che costituisce l’operazione Telekom Serbia, il nostro Caro Amato Presidente del Consiglio e Conducator del primo paese a socialismo reale capitalistico (televisioni bulgare, giornali bulgari, collier Bulgari…) Cavaliere Silvio Berlusconi, vuole spiegare agli italiani che tutto va bene, nonostante il caro prezzi, la disoccupazione e la precarietà sociale dilagante. Vuole farci ragionare sul fatto che il futuro dei nostri figli è senza garanzie, che saranno senza pensione o pensione da fame e via dicendo… per il bene del paese.
Per questo ci sta preparando una bella letterina (non di quelle che si scosciano su canale 5, ma il rincoglionimento è il denominatore comune di entrambe) e uscirà in televisione a reti unificate e dolby system (TUTTO A SPESE NOSTRE), per arginare il calo di consenso. Che fare?
Se un lettore de l’Unità propone per la lettera un tassello da incollare e rimandare al mittente, io propongo da questo blog un tassello da inserire nella lettera con tre sole parole: VAI A CAGARE!
Certo questa azione è meno cortese e costa leggermente di più (occorre ricevere e rispedire), ma credo che questa risposta sia più in sintonia con gli umori nel paese. Inoltre si sa, in quel posto si ha modo di pensare meglio, magari viene in mente di fare qualche sforzo nella giusta direzione e… chissà che il Cavaliere non decida di dimettersi?
Chi fa il tassello?
Saluti




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