In California l'attore Arnold Schwarzenegger
annuncia la sua candidatura alla guida dello Stato
"Terminator" sceglie la politica
Vuole la sedia del governatore
Assieme a lui una sfilza di candidati di seconda fila
Dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI
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WASHINGTON - Troppo occupati a salvare il mondo Spiderman, Superman e Batman, l'uomo che diventò un fumetto diventa un politico e tenta di salvare almeno la California. Arnold Lois Schwarzenegger, "Ah-nold" nel suo accento tedesco ancora robusto come le spalle, sarà, secondo il copione sicuro, eletto governatore dello Stato più importante, popoloso e finanziariamente disastrato d'America, un incarico secondo soltanto, per importanza e per responsabilità, a quello occupato a Washington dall'amico Bush. Nel Paradiso perduto dell'American dream, la California, "Terminator" si trasforma a 56 anni in "Governor", per scrivere un altro capitolo di quel meraviglioso e serissimo Barnum che è la politica americana.
Per fare l'annuncio che 35 milioni di californiani attendevano e che oggi l'intero universo del pubblico di cinema e dei suoi fan leggerà con le stesse urla isteriche di entusiasmo bisex che l'hanno accolto in studio mercoledì sera, il re delle palestre, dei deltoidi, dei manubri e (come sicuramente non mancheranno di raccontare i suoi nemici e i tabloid) degli integratori, aveva scelto un talk show comico. Non quello sarcastico e nevroticamente newyorker di David Letterman, ma quello pacioccone e nazional-popolare di Jay Leno, a Los Angeles. E subito i custodi della politica politicante hanno gridato alla vergogna. Ma le ricerche sanno da tempo che la metà del pubblico della tv riceve le poche informazioni che ancora interessano non dai telegiornali e non dai quotidiani, ma proprio dagli show satirici della sera.
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E forse "Ah-nold" non conosce molto di budget statali, ma una cosa conosce meglio di chi oggi lo critica: conosce il pubblico che ha fatto del figlio di Gustav il poliziotto di Graz, emigrato negli Usa soltanto con una valigia di muscoli e di autodisciplina teutonica, la star che incassa 22 milioni di dollari, netti e in anticipo, per film come l'ultimo dei suoi Terminator. E oggi può dire a ragione "nessuno può comperarmi, perché ho già un mucchio di soldi".
Non c'è nulla di comico né di cartoonish nella candidatura che ha annunciato spazzando via i circa 500 clown, pornostar, pornografi, farabutti, perditempo, ladri d'auto divenuti fabbricanti di antifurto, che vogliono mettere il loro nome il 7 ottobre prossimo nella scheda degli aspiranti a rimpiazzare il governatore in carica, il detestato democratico Gray Davis, e ora possono tutti considerarsi "Terminated". Compreso lo stesso Davis, accusato di essere responsabile dei 38,2 miliardi di dollari in disavanzo fiscale, e abile manovratore di voti di scambio, favori elettorali e finanziamenti per spot che non gli serviranno. Perché "Ah-nold" è uno spot vivente, un manifesto elettorale grande come il mondo.
Ed è un attore, non un buffone. Ha una modesta laurea presa per corrispondenza dall'Università del Wisconsin, ma conosce più mondo, libri e storia di presidenti entrati alla Casa Bianca digiuni di letteratura e di geopolitica. Costruirsi un corpo e un personaggio come ha saputo fare lui, passando dai pesi di Mister Universo, agli orrori del primo esecrabile film, "Ercole a New York", per arrivare a "Terminator", richiede volontà, fatica e concentrazione assoluta. L'intuizione politica che gli brilla negli occhietti furbi è la stessa che portò un altro attore, infinitamente meno famoso, ma altrettanto astuto, Ronald Reagan, al più importante set del mondo, la Casa Bianca. E' il classico gioco dell'anti-politica, usata come strumento per fare carriera in politica.
Lui, come già Reagan, è il prodotto della miopia arrogante dell'establishment politico, soprattutto democratico. Schwarzenegger è l'ennesima e robusta reincarnazione del mito populista americano dell'antintellettuale, dell'uomo qualunque che parte verso i palazzi del potere "per fare pulizia", come lui ha detto, con i propri risparmi. Il mito ha oggi assunto i colori della destra, dopo i naufragi ideologici e pratici della sinistra, e nel caso di Schwarzenegger, quelli dei repubblicani, contro le obiezioni della moglie, Maria Shriver Kennedy, la nipote di Jfk, che "per la prima volta sarà costretta a votare repubblicano". Dunque il figlio del poliziotto di Graz, divenuto nipote acquisito di John Kennedy, parte per "servire il popolo" della California con la bandiera del partito di Bush. Neppure Hollywood avrebbe osato immaginare tanto.
"Popolo", the people, è la parola che ripete più volte, per rimettere in sesto il Paradiso perduto dal governatore democratico Gray Davis, costretto ora ad affrontare il ballottaggio per destituirlo, firmato da 1 milione 600 mila cittadini, e la sfida per la successione, nello stesso giorno di ottobre. "Lavorerò duro per il popolo perché il popolo lavora duro, voglio che il popolo abbia le occasioni che ho avuto io arrivando in questo paradiso, il popolo sa che mi verranno lanciate contro calunnie, ma il popolo sa che quando arriverò io solleverò di peso il palazzo del governo a Sacramento e per questi ladri è tempo di "hasta la vista baby"".
Non è un manifesto ideologico, è un poster, quello che "The last action hero", l'eroe dei fumetti che balza dallo schermo e s'incarna, offre, è un prossimamente. Il suo "repubblicanesimo liberal populista", che vuole ridurre le tasse ma insieme ricostruire le finanze e le scuole pubbliche devastate, è una proposta eroica, impossibile, dunque perfettamente credibile. Schwarzenegger non porta contratti fasulli, porta excitement, eccitazione, entusiasmo, vita, promessa di scuotere l'accidia di elettori nauseati e di regalare, il prossimo anno, la California democratica al repubblicano Bush e così togliere ogni residua illusione di vittoria ai democratici. Sarà il suo ultimo show, perché soltanto chi è nato negli Stati Uniti può diventare presidente. Sempre che nel frattempo qualcuno non riscriva per lui quell'ostinato copione chiamato Costituzione.
(8 agosto 2003 - La Repubblica)
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Articolo vecchio ma pienamente azzeccato.
Che ne pensate della nuova politica repubblicana alla Terminator?
Secondo me sono molti punti da discutere...
Politica inteso come "pulizia", un ritorno ad una certa visione del sogno americano (ben diverso dall'I have a dream), sano populismo (people).....
E ora cosa farà Terminator.......
Per un caso simile (simile?)di berlusconismo ci fu detto che era una di quelle amattie che se guaruscono con il vaccino...... ma siamo sicuri che sia un malattia per tutti?
A voi............




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