KASSIR (HEZBOLLAH): MI AUGURO CHE LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI POSSA AVER LUOGO PRIMA DEL RAMADAN
Beirut, ottobre - Mentre continuano intense, con la mediazione tedesca, le trattative fra il movimento di liberazione libanese Hezbollah e lo Stato di Israele su uno scambio di prigionieri, Arabmonitor ha intervistato Abdallah Kassir, uno degli otto parlamentari di Hezbollah presenti nell'Assemblea libanese.
Sappiamo che le trattative sullo scambio dei prigionieri sono di competenza esclusiva del segretario generale di Hezbollah, tuttavia vorremo sapere se ha una qualche dichiarazione da farci sulla questione ?
"Siamo impegnati a proseguire le ricerche inerenti a Ron Arad (è l'aviatore israeliano abbattuto nel 1986 sui cieli del Libano e da allora scomparso: Israele pone come condizione, per concludere le trattative con Hezbollah, informazioni sulla sorte di Arad, di cui sembrano essersi perse le tracce)".
Fonti stampa sostengono che in cambio dei quattro israeliani catturati da Hezbollah, chiedete la liberazione di 465 detenuti libanesi, palestinesi, siriani, giordani dalle carceri israeliane. Ci può confermare il numero ?
"Il numero si avvicina alla cifra in discussione". (Tra i detenuti di cui Hezbollah ha chiesto la liberazione ci sono i 19 libanesi in carcere in Israele, inoltre il leader del Movimento islamico arabo israeliano Raed Salah e il leader della resistenza palestinese Marwan Barghouti)".
Quando potrebbe aver luogo lo scambio ?
"Mi auguro che possa avvenire prima dell'inizio del Ramadan (esso è previsto per la terza decade di ottobre)".
Intendete continuare a rispondere militarmente, con la vostra difesa antiaerea, alle violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele ?
"Consideriamo ovvio e naturale difendere militarmente lo spazio aereo nazionale dalle intrusioni. Solo lo stop alle violazioni dello spazio aereo indurrà Hezbollah a cambiare atteggiamento".
Teme che l'Unione europea possa inserire sulla lista nera anche la vostra organizzazione, come ha fatto di recente con Hamas ?
"Noi abbiamo l'onore di essere sulla lista nera degli Stati Uniti da tempo. Se l'Europa decide di farlo, agisce contro i propri interessi. Hezbollah è un movimento di liberazione. E' un partito politico. Ha le sue istituzioni, Ha i suoi deputati. Non ha nessuna struttura all'estero. Sappiamo che ci sono in Europa Paesi che insistono con forza, perché il nostro movimento finisca sulla lista nera e tra essi si distinguono soprattutto la Gran Bretagna e la Spagna".
Che giudizio date della presidenza italiana dell'Unione europea nelle scelte inerenti al Medio Oriente ?
"Silvio Berlusconi esegue gli ordini statunitensi, ma ci risulta che le piazze italiane rimangono solidali con i movimenti di liberazione".
In passato deputati di Hezbollah hanno visitato ufficialmente dei Paesi europei. Avete tuttora dei rapporti con i Paesi europei ?
"Deputati di Hezbollah, come rappresentanti del Parlamento libanese, sono stati anche di recente in alcuni Paesi europei, tra cui la Svizzera, la Germania, la Gran Bretagna. Abbiamo poi rapporti con le ambasciate presenti a Beirut. La Germania è impegnata nella mediazione per lo scambio dei prigionieri. Le occasioni di contatto quindi non mancano".
Che ne pensa della legge in discussione al Congresso Usa che vuole sanzionare la Siria, accusata di una serie interminabile di colpe, tra cui anche la presenza in Libano ?
"La legge (Syrian Accountability Act) è il mezzzo di pressione scelto nei confronti di Damasco. Contro l'Iran si usa il ricatto del nucleare. Contro l'Iraq è stata utilizzata la calunnia delle armi di distruzione di massa. Contro l'Arabia Saudita, Hamas, Hezbollah si sfrutta l'undici settembre. Obiettivo e metodi sono sempre uguali, cambia solo l'etichetta. Ma l'effetto negativo per gli americani è garantito: l'odio nei loro confronti non fa che aumentare".
Esiste in Libano qualcuno disposto a servire interessi esterni ?
"Ritengo che oggi sia molto difficile convincere qualcuno in questo Paese a chiedere un aiuto esterno".




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