Perquisite sede e abitazioni di un gruppo dedito ad occupazioni abusive






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ROMA - Ieri mattina la polizia ha perquisito, su disposizioni della Procura della capitale, il centro sociale "Action Roma" e le case del leader romano dei cosiddetti "disobbedienti", Guido Lutrario, del consigliere comunale capitolino Nunzio D'Erme, di due esponenti del centro sociale "Corto Circuito", Fabrizio Nizzi e Andrea Alzetta, e del leader dei collettivi dell'università La Sapienza Francesco Raparelli.
Le perquisizioni, a quanto si è saputo in giornata, sono state ordinate nell'ambito delle indagini sulle occupazioni di edifici compiute da gruppi di giovani che frequentano Action, e non avrebbero alcun legame con le manifestazioni di sabato scorso. A tutti e cinque le persone coinvolte è stato contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio immobiliare.
Il procedimento penale scaturisce a seguito delle ripetute occupazioni di stabili abbandonati da parte di aderenti ad "Action Roma". Composta in massima parte da elementi di centri sociali capitolini, "Action Roma" nasce con lo scopo di «risolvere il problema casa» attraverso metodologie mutuate all'antagonismo di sinistra. Cioè, semplicemente occupando di fatto la proprietà altrui.
Attualmente, dispone di sportelli di informazione con sedi che si trovano all'interno dei "centri sociali" e una direzione che si trova in via Masurio Sabino, stabile a sua volta occupato dal luglio 2000.
Nel corso dell'intervento della Digos, è stato sequestrato materiale relativo alla sigla, nonchè materiale cartaceo e informatico.
La sigla di "Action" nacque nel marzo 2003 e debuttò con l'occupazione di uno stabile in via Collatina 383 di proprietà di una società statunitense. Gli elementi di Action sono intervenuti in una decina di occupazioni e al momento occupano circa sei stabili. Dopo gli scontri avvenuti sabato scorso in occasione della Conferenza Intergovernativa svoltasi all'Eur, digos e polizia sequestrarono un tir, dal quale alcuni manifestanti avevano prelevato oggetti contundenti per dare l'assalto ad una sede della Fideuram.
Dalle indagini della digos è risultato che il tir era stato noleggiato da un soggetto appartenente ai giovani comunisti messo successivamente a disposizione di "Corto Circuito".
Nella vicenda è rimasto coinvolto anche Nunzio D'Erme, consigliere comunale con delega del sindaco Walter Veltroni alla partecipazione democratica e al bilancio partecipato. D'Erme aveva preso parte, insieme a Lutrario, al blitz dei Disobbedienti che avevano gettato letame davanti a palazzo Grazioli e al sit-in di sabato mattina in piazza Colonna, venendo denunciato dalla polizia.
L'opposizione di centrodestra in Consiglio comunale, ieri, ha chiesto la revoca della delega a D'Erme, le cui dichiarazioni di ieri sono state definite «del tutto inaccettabili» da Veltroni.
«Prendiamo atto - ha affermato a sua volta l'esponente di Forza Italia Paolo Barelli - della presa di posizione del Sindaco Veltroni, che ha finalmente condannato dopo tre giorni di silenzio l'attivo coinvolgimento del consigliere comunale e suo delegato Nunzio D'Erme negli inqualificabili fatti avvenuti lo scorso 3 ottobre, di fronte a Palazzo Grazioli. Meglio tardi che mai».
«In ogni caso - prosegue l'esponente di opposizione - siamo in attesa dei provvedimenti annunciati lunedì, quelli veri», insiste. «Resta la sensazione di una sinistra torbida, nella quale si muovono influenti personaggi dei centri sociali che di giorno rivestono incarichi ufficiali e magari alla sera sono impegnati in azioni di occupazione o vandalismo. Forse l'Ulivo dovrebbe far chiarezza al suo interno, invece di schierarsi a favore di simili personaggi, come hanno fatto Falomi e Zingaretti, incardinati nel sistema di gestione della città. La sinistra mostri a Roma e al Paese il suo vero volto». Guidio Lutrario, uno dei 5 "disobbedienti" le cui abitazioni sono state perquisite, ha proferito minacce esplicite: «Se questo significa essere delinquenti, allora noi li siamo: ma a Roma continueranno le occupazioni».
Intanto, ieri sono stati concessi gli arresti domiciliari a Giacomo Triggiani, di 20 anni, di Arezzo e Mirko Poggi, di 33, di Reggio Emilia, arrestati nel corso negli scontri con la polizia all'Eur sabato scorso. Ieri mattina Triggiani, che è accusato di lesioni gravi a pubblico ufficiale, è stato interrogato dal pubblico ministero Nunzia D'Elia. Secondo quanto si è appreso, Triggiani avrebbe respinto tutti gli addebiti che gli sono stati contestati. Poggi è ancora ricoverato nell'ospedale San Giacomo. Anch'egli è accusato di lesioni gravi a pubblico ufficiale con l'aggravante di avere avuto il volto coperto.
Sopra: la sede romana degli squatter di "Action". Contro di loro sono state effettuate perquisizioni e sono stati ipotizzati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio immobiliare. La loro reazione, per ora, è stata una conferenza stampa (a sinistra) tenuta ieri