Amnesty International soddisfatta per la scarcerazione dell'oppositore
siriano Muhammad Said al-Sakhri
La Sezione Italiana di Amnesty International ha appreso oggi con grande
soddisfazione la notizia della scarcerazione dell'oppositore politico
siriano Muhammad Said al-Sakhri.
Al-Sakhri era sbarcato il 23 novembre scorso all'aeroporto di Milano
Malpensa, insieme alla moglie e ai quattro figli di 2, 6, 9 e 11 anni,
proveniente da Baghdad (dove la famiglia aveva vissuto in esilio per oltre
vent'anni) via Amman. All'arrivo, gli al-Sakhri avevano presentato domanda
di asilo politico, che le autorità italiane avevano respinto in modo del
tutto sommario. Il 28 novembre l'intera famiglia era stata rimpatriata in
Siria. La moglie e i bambini erano stati rilasciati dopo diverse
settimane, mentre Muhammad Sai'd al-Sakhri da allora fino a ieri sera è
stato trattenuto senza la possibilità di comunicare con l'esterno.
"Questa è una grande notizia per tutti gli attivisti per i diritti umani.
Ora chiediamo alle autorità siriane di chiarire le motivazioni per cui
al-Sakhri è rimasto in carcere in isolamento per quasi un anno e di
accertare se abbia subito torture o maltrattamenti" - ha dichiarato Daniela Carboni, responsabile dei rapporti istituzionali della Sezione
Italiana di Amnesty International. "Continuiamo a sollecitare inoltre un'inchiesta indipendente e completa per chiarire le ragioni della sua espulsione
dall'Italia, nonostante il diritto internazionale proibisca il rimpatrio
forzato di una persona in un paese nel quale la sua vita o la sua libertà
sarebbero in pericolo".
Nel corso di questi mesi i soci e i sostenitori della Sezione Italiana di
Amnesty International hanno inviato migliaia di appelli ai ministri Pisanu
e Frattini e al governo siriano, chiedendo la scarcerazione di Muhammad
al-Sakhri.




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