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Discussione: E io che li stimavo

  1. #11
    Sposo di Teodolinda
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    Predefinito Re: Re: E io che li stimavo

    In origine postato da multietnico
    ma caro lei,sichieda se per caso non siano le sue idee ad essere fuori dalla realtÓ.
    ormai le barriere sono crollate,il mondo Ŕ di tutti,un indiano va a vivere in islanda,un americano in cina,un peruviano in italia e via dicendo.
    la g˛obalizzazione,amico mio,oltre all'integrazione economica porta pure a quella etnica.arricchisce le culture nel confronto di una con le altre,attenua gli estremismi,affratella.
    pensi che bello,un domani lei potrebbe avere una nuora venezuelana o un genero sudanese,conoscerebbe altri usi e costumi,cucine nuove,insomma allargherebbe la sua visione del mondo.ci˛ mi eccita molto,mi porta a pensare che la rottura degli schemi mentali potrÓ portare realmente alla pace,perchŔ spazzerebbe via,con un colpo di bacchetta magica tutti i pregiudizi
    Non entro nel merito dei danni che l'immigrazione causa al nostro lavoro, alla nostra societÓ, al nostro senso di legalitÓ alla nostra salute (informati sull' aumento incredibile di alcune malattie portate dagli stranieri e che da noi erano praticamente scomparse), e alle nostre tasche, poichŔ ci sarebbe da scrivere per giorni interi.
    Quello che mi interessa Ŕ contestare il tuo concetto che vedrebbe l'immigrazione come un arricchimento della cultura del paese ospite e dell'umanitÓ in generale.
    Molto spesso si sente denunciare l'appiattimento che si sta verificando nel mondo, la globalizzazione: tutto sta diventando uguale e le diversitÓ che caratterizzavano le societÓ del passato stanno sparendo.
    L'uguaglianza pu˛ anche essere una grande aspirazione dell'uomo (fatto peraltro utopico nella realizzazione) ma nella cultura il concetto prevalente Ŕ sempre stato quello della diversitÓ. L'uniformitÓ culturale, infatti, tende a livellare, a mescolare tutti i colori dando luogo ad un unico impasto grigiastro.
    La creativitÓ, l'arte, l'immaginazione nascono proprio dalla diversitÓ. La diversitÓ Ŕ un'esigenza che caratterizza soprattutto la natura e la vita da cui traggono forza per migliorarsi ed adattarsi all'ambiente che Ŕ mutevole ed imprevedibile.
    Solo la differenziazione infatti ha consentito il continuo evolversi delle idee, il fiorire delle invenzioni, la ricchezza delle creazioni intellettuali che hanno portato alla nascita di culture sempre pi¨ evolute e ricche di fantasia.
    Oggi la cultura sta correndo un pericolo: quello di perdere l'estrema varietÓ che l' ha caratterizzata finora. Il confondersi delle razze e dei saperi sta provocando una progressiva perditÓ di originalitÓ uccidendo nel volgere di pochi anni particolarismi e caratteri che avevano richiesto millenni per svilupparsi.
    Anche la varietÓ delle lingue tende a scomparire (nel caso itagliano i dialetti).
    Nel campo della cultura la situazione Ŕ simile. Oggi noi siamo gli ultimi spettatori di una situazione irripetibile che ci permette con poche ore di aereo di passare dall'etÓ della pietra al medioevo, o dalle prime lotte operaie dell'ottocento ad un villaggio agricolo feudale. La societÓ mondiale, purtroppo, sta convergendo rapidissimamente verso un unico punto comune il che comporterÓ traumi irreversibili per la nostre e la loro culture e tradizioni.
    L' uguaglianza di cui parli sta seguendo una strada sbagliata; quella che la sta portando a trasformarsi in uniformitÓ.

    Come "forse" puoi capire gli stimoli che ti portano tua zia messicana e tua nuora venezuelana dureranno lo spazio di pochi anni dopodichŔ la tua "eccitazione" e la tua "rottura degli schemi mentali" andranno a farsi benedire con tutto il patrimonio di cultura ereditato dai nostri avi.
    Se questo non ti basta a dimostrazione di quanto ti stai sbagliando e di quale danno chi la pensa come te sta arrecando a me e a tutta l'umanitÓ ti riporto una frase dell'antropologo francese Claude LÚvi-Strauss pronunciata in una conferenza tenuta all'UNESCO:

    "La progressiva fusione di popolazioni anticamente separate dalla distanza geografica e da barriere linguistiche e culturali, ha segnato la fine di un mondo che Ŕ stato quello degli uomini per centinaia di millenni, quando vivevano separati gli uni dagli altri e si evolvevano ognuno in modo differente, sul piano biologico e su quello culturale. Stiamo trascinando l'umanitÓ verso una civiltÓ mondiale, distruttrice di quei vecchi particolarismi ai quali va l'onore di aver creato i valori estetici e spirituali che danno pregio alla vita, e che noi raccogliamo preziosamente nelle biblioteche e nei musei, perchŔ ci sentiamo sempre meno sicuri di essere capaci di produrne altri altrettanto evidenti.
    Se l'umanitÓ non vorrÓ rassegnarsi a diventare la sterile consumatrice di valori che ha saputo creare nel passato, capace soltanto di dar vita a opere bastarde, a invenzioni rozze e purili, dovrÓ imparare di nuovo che ogni vera creazione implica una certa sorditÓ al richiamo di altri valori, quali il sogno di uguaglianza e fraternitÓ, arrivando fino al loro rifiuto se non addirittura alla loro negazione".

    •   Alt 

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  2. #12
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    Predefinito

    Secondo il mio modesto parere, e senza entrare nel merito della discussione, visto l'accanimento e la foga da babbucchione dimostrata, "multietnico" non Ŕ altro che uno dei tanti cloni antileghisti tipo "tertulliano"......

  3. #13
    Sposo di Teodolinda
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    Predefinito

    In origine postato da multietnico
    quando si esauriscono le argomentazioni si passa alle offese personali
    che squallore
    Mi sembra che sia tu quello senza argomentazioni. La prova Ŕ che al di lÓ di qualche slogan buonista a sostegno dell 'immigrazione non sei stato in grado di motivare meglio le tue posizioni (peraltro obiettivamente indifendibili).

  4. #14
    Padania libera dai padioti
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: E io che li stimavo

    In origine postato da multietnico
    2 grossi errori:
    1)la padania Ŕ una concezione astratta,semplicemente Ŕ una zona geografica,multietnica,multiculturale.
    2)la socirtÓ multietnica ormai Ŕ irreversibile.calo demografico,necessitÓ di manodopera,legami da matrimonio con italiani,tutto ci˛ ormai non si pu˛ mica eliminare.
    non so di quali segnali parla....
    i segnali che arrivano a me,invece,sono esattamente nel senso che le spiegavo.



    per inciso,poi.la civiltÓ,nelle sue zone,l'hanno portata i romani,altrimenti i suoi avi le trasmettevano solo le frecce di pietra e le pelli di camoscio
    sa ved˛m
    Riguardo alla Padania c'era qualcuno 150 anni fa che diceva le stesse cose dell'italia.L'italia non Ŕ una nazione questo Ŕ un fatto incontrovertibile.Gli italiani non sono un popolo.Non esistono come popolo sono un'invenzione.
    Gli italiani come popolo hanno solo collezionato memorabili figure di emme, sono incapaci di far valere i loro interessi.Possono ogni tanto vincere quache campionto del mondo di calcio come i Brasiliani


    Le societÓ multietniche sono le societÓ pi¨ ingiuste del mondo e destinate a un ineluttabile destino di dolore e di ingiustizia sociale.


    Nulla Ŕ irreversibile a meno che non lo si voglia.

    Non esistono evidenze numeriche che dimostrano che gli immigrati servono allo sviluppo e/o a pagare le pensioni.

    Esistono studi dettagliati fatti anche da esperti in materia previdenziale e del lavoro che negano che il lavoro extra sia una soluzione nel medio lungo periodo.Anzi proprio il contrario.

    E del tutto evidente che esistono persone che non vogliono vedere il problema in maniera asettica anche perchŔ non hanno la forza morale e/o intellettuale per farlo.

    Ma il problema cicciobello Ŕ tutto tuo.



    Ho scoperto che qualcosa di irriversibile c'Ŕ effettivamente.
    La tua stoltezza.

    Ciao babbeo.


  5. #15
    faccia di merda
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    Predefinito

    multietnico impiccati...fai un favore a tutti!!!
    prenditeli tu in casa, i tuoi amici marrocchini e slavi!!

  6. #16
    email non funzionante
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    Predefinito L' orchestra rossa

    Vi state accorgendo anche voi che ogni tanto, come dal nulla, sorge in qualche punto d' Europa una farneticazione mondialista, sfacciatamente filocapitalista, che vede improvvisamente d' accordo la gente piu' impensabile? Le sortite di Fini, le riforme di Schr÷der, il filoamericanismo del laburista Blair, che non esita a tirarsi addosso il sacrosanto odio del suo Popolo? E poi uno Schwarzenegger qualunque viele eletto governatore per i muscoli e per i film?

    Non ho l' hobby della dietrologia, ma mi sembra sospetto. Qua siamo in balia di una teppaglia corrotta in malafede, che si fa eleggere da chi ha una precisa idea e poi fa l' esatto opposto, prendendo a calci in culo i suoi elettori.

    Mai nessuno che li fermi, che abbia per esempio il coraggio di andare a elezioni anticipate. Se Berluska avesse le palle, adesso lo farebbe, invece manda commenti mansueti all' ex-fascista alleato della Confindustria, come ai tempi di Mussolini.
    Il consenso di Schr÷der e' sceso a 26% (tutti gli altri non e' che si astengano, sono contro di lui, v. World Wide Forum) e lui continua imperterrito a distruggere il suo Paese.

    Brutta me la vedo

 

 
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