Le dichiarazioni dei redditi della Famiglia nel 2007. Sono contenuti in un fascicolo segreto del Fisco
Quanto guadagna un Agnelli?
John è il più ricco e al “povero” Lapo appena 74mila euro
TORINO 02/10/2009 - La famiglia Agnelli sotto la lente d’ingrandimento del Fisco. E, in modo particolare, della task force dell’Agenzia delle Entrate guidata dal coordinatore regionale del Piemonte, Vincenzo Palitta. «Abbiamo incominciato ad indagare - ha detto Palitta al settimanale Panorama - da quando Margherita Agnelli ha citato in giudizio i consulenti del padre».
Già, perché il fisco sospetta che il “tesoretto” dell’Avvocato nascosto all’estero ci sia davvero e lo stima in una cifra compresa fra gli 800 milioni e 2 miliardi di euro.
Un fascicolo, quello relativo agli Agnelli, pieno zeppo di documenti, comprese le dichiarazioni dei redditi del 2007 di alcuni dei membri della famiglia. E, secondo Panorama, che ha potuto visionare la documentazione, il più ricco sarebbe John Elkann, vicepresidente della Fiat e nipote dell’Avvocato con 2,215 milioni di euro. Segue, a ruota, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli con 1,227 milioni. Poi: Clara Giovanna Agnelli, 391 mila; Pio Teodorani Fabbri (secondo marito di Maria Sole) 287 mila; Andrea Agnelli, figlio di Umberto, 167 mila; Lapo Elkann 74 mila; Maria Sole Agnelli (sorella dell’Avvocato), 94 mila; Allegra Caracciolo, vedova di Umberto Agnelli, 70 mila.
Tutti gli altri documenti sarebbero rigorosamente top secret come la reale calendarizzazione del contraddittorio (è il termine tecnico) previsto e annunciato con largo anticipo da Italia Oggi, tra Donna Marella e Margherita davanti agli ispettori del Fisco.
Tutto ciò in attesa che l’azione civile intentata da Margherita riprenda davanti al giudice Brunella Rosso presso il Tribunale di Torino.
Dunque, la caccia al tesoro è cominciata e gli 007 contano molto sui documenti prodotti in giudizio da Margherita, su quella famosa “mappa del tesoro” abbozzata dalla figlia dell’Avvocato che condurrebbe alle Antille, nello specifico nelle isole Vergini Britanniche. A cinque società offshore: la Calamus Trading, la Fima, la Sikestone Invest, la Sigma Corporation e la Springrest Inc. Conti correnti, titoli, investimenti e partecipazioni su tutti i mercati internazionali, in modo particolare su quello di Hong Kong, Londra e su alcune piazze degli Stati Uniti e del Canada. Un vero e proprio forziere contenente 20 miliardi di euro (ma la cifra è stimata per difetto secondo Margherita) che Gianni Agnelli avrebbe messo insieme in tempi lontani (più di vent’anni fa) e che sarebbero stati gestiti, secondo quanto sospetta la figlia dell’Avvocato, dai consulenti più fidati del papà.
A novembre si vedrà se il giudice torinese chiamato a decidere, opterà per proseguire nella causa o meno, altrimenti quella “mappa”, ammesso che sia mai esistita, l’Avvocato se la sarà portata nella tomba, insieme a tutti i suoi segreti.
bardesono@cronacaqui.it
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