G.Fini ancora alla guida di AN?
Mandato da Laura Venerdì, 10 Ottobre 2003, 157 uur.
Di immensa attualità pare in questi giornila teorizzazione di E.Sogno: la storia dimostra che in alcuni momenti della vita politica di uno Stato la Destra (intesa in senso storico) e la Sinistra (intesa in senso storico) si alleano per combattere il filone politico liberale. Destra e Sinistra si caratterizzano per la forte componente autoritaria, totalitaria.Nulla di nuovo nel comportamento di Fini.
Fini è e rimane un "conservatore", un personaggio politico che più che esporre una idea politica, controlla col bilancino il consenso e ne teme la riduzione, non in quanto non consentirebbe la realizzazione di una idea e di un programma politico, ma semmai diminuirebbero i punti di visibilità della sua formazione. Fini non considera però che la sua formazione politica risente di un retaggio forte da I Repubblica e che alcune forme istituzionali sono modificate, ad es oggi esistono le coalizioni e il dovere di fedeltà a tali formazioni. La strada percossa da G.Fini, se "tirata troppo la corda", rischia di fare scivolare la coalizione in un vicolo cieco, che, con o senza il ricorso ad elezioni anticipate, rompe i rapporti, pregiudicando il futuro.
Dal momento che la Lega si mostra alleato fedele dell'alleanza, ed essendo improponibile per la Destra convergere in una coalizione a Sinistra, G.Fini rischia l'isolamento. E' questo il pericolo attuale al quale và incontro A.N. e non mancano i "destri" capaci di percepirlo, non a caso diventa forte il dissenso interno al partito nei confronti del proprio leader (corrente Storace, Urso..), al punto che questo potrebbe produrre defezioni interne insanabili o addirittura la sostituzione dell'attuale leader, qualora gli scossoni interni non pregiudichino la tenuta dell'impalcatura strutturale.
Le esternazioni ultime di G.Fini potrebbero aprire la successione alla monoliticità attuale di un partito, che stenta a trovare una identità e caratterizzazione.
Laura Caramia (Mesagne BR)