Visualizzazione Stampabile
-
A circa 8 anni, in gruppo, raids in un market di paese... giocavamo alla gang.
Cose tipo nastro adesivo, apertura e mangiatura in loco di wafers et similia, il top sono stati un cacciavitino e un modellino di macchinetta.
Fantastico anche il furto di un pacchetto di sigarette da macchina lasciata incustodita con annessa prima sigaretta e malessere.
Strepitoso ultimo colpo, l'assalto ad un bar nel giorno di chiusura, un cornetto, qualche pacchetto di caramelle e "ciungomme".
Ho ancora fissa in mente la vergogna che provavo quando mia madre è venuta a saperlo (grazie a uno schifoso "pentito"), nessuna punizione fisica, un bel discorsetto impietoso di ottima qualità.
-
Fino ai 13 anni rubavo spesso, pure soldi, ero quasi un professionista, che ricordi non mi hanno mai beccato tranne 1 volta, al supermercato, ma avevo esagerato, mi ero intascato di tutto avevo un giubbotto con protuberanze da tutte le parti, convinto che l'avrei passata ancora liscia, invece no mi portarono nello stanzino, chiamarono i genitori che mi fecero il culo. Da quel giorno stop.
-
Citazione:
In origine postato da Alberich
Nani da giardino (7)
fai parte del Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino? :confused:
( http://members.xoom.virgilio.it/spaino/Nanon95.hmtl )
-
attualmente posaceneri per la mia collezione.
Nel passato pennarelli, dolciumi e nient'altro, mi sembra
Poi furti agli amici: libri, vestiti e dischi. Ma in questo campo sono stato equamente ladro e derubato
-
Spero cari amici che questi episodi (forse un pò più gravi del mio furto di palline del calcio balilla) rientrino nell'ambito di quella che in sociologia è chamata devianza primaria, che comprende quelle persone che attuano comportamenti devianti per un periodo limitato nel tempo, per esempio, un individuo facoltoso che dichiara al fisco meno redditi di quelli che percepisce oppure (ed è il vostro caso) uno studente universitario che ruba qualcosa in un supermercato.
Quando non si viene scoperti (e questo forse è il vostro caso) la persona tende a considerare il comportamento deviante come non rilevante nell'idea che ha sviluppato di sè per cui la sua vita continuerà come quell'episodio fosse, appunto, solo un episodio non significativo.
Se però il trasgressore che compie il primo episodio di devianza primaria viene scoperto viene posto di fronte all’evidenza di quello che ha compiuto (Punizione Sociale) e questo porta ad una presa di coscienza che lo conduce a sviluppare un nuovo concetto di sé.
Poi, l’individuo commette nuovamente una azione deviante in conformità alla nuova idea di sé stesso che ha sviluppato (Ulteriore Devianza Primaria).
A ciò segue una punizione più forte ed un allontanamento, che configura una visione di soggetto pericoloso e quindi di etichettamento.
Un ulteriore deviazione, traduce i sentimenti di ostilità e risentimento nei confronti di coloro che attuano le sanzioni.
Si mette quindi in crisi il quoziente di tolleranza che porta ad una formale stigmatizzazione da parte della comunità.
In altri termini, all’interno di ogni società esiste una soglia di tolleranza nei confronti della devianza e quando questa soglia viene superata scatta la stigmatizzazione vera e propria.
Un ulteriore fase comprende, a questo punto, il rafforzamento del comportamento deviante in reazione alla stigmatizzazione ed alle punizioni; in tal senso, ormai le punizioni hanno solo il potere di potenziare maggiormente il comportamento deviante che intendono eliminare.
In conclusione, c’è la definitiva accettazione dello status sociale deviante con conseguente sforzo di adattamento sulla base del ruolo relativo.
Ecco, questo è il passaggio da bravo ragazzo che fa una cazzata a criminale riconosciuto e punito socialmente come tale.
-
Da pischello un po' di tutto,dalle figurine all'edicola ai blitz notturni alla scuola media per rubare estintori o barattoli di vernice (ovviamente utilizzati sul posto per fare casino..:D )
Poi mi sono limitato ai cd che mi prestavano,ma di tanto in tanto e mai ad amici.
-
Citazione:
In origine postato da Paolo82
Poi mi sono limitato ai cd che mi prestavano,ma di tanto in tanto e mai ad amici.
Beh, quì ci vorrebbe l'analisi di Alessandra (ma tant'è :rolleyes: ), comunque in questo caso mi pare proprio non si tratti di furto ma semmai di un prestito per cui dovrebbe decorrere il termine di 10 anni per l'usucapione.
Correggetemi se dico qualche fesseria!
-
no, sono un battitore libero:D
-
Citazione:
In origine postato da Vincent
Beh, quì ci vorrebbe l'analisi di Alessandra (ma tant'è :rolleyes: ), comunque in questo caso mi pare proprio non si tratti di furto ma semmai di un prestito per cui dovrebbe decorrere il termine di 10 anni per l'usucapione.
Correggetemi se dico qualche fesseria!
Nella maggior parte dei casi è vero,si tratta di prestiti.
E' quando iniziano a chiamarti "Terra bruciata" e a fare storie per darti i cd che dei iniziare a rifletterci su..:D :D: D
-
Citazione:
In origine postato da Vincent
Spero cari amici che questi episodi (forse un pò più gravi del mio furto di palline del calcio balilla) rientrino nell'ambito di quella che in sociologia è chamata devianza primaria, che comprende quelle persone che attuano comportamenti devianti per un periodo limitato nel tempo, per esempio, un individuo facoltoso che dichiara al fisco meno redditi di quelli che percepisce oppure (ed è il vostro caso) uno studente universitario che ruba qualcosa in un supermercato.
Quando non si viene scoperti (e questo forse è il vostro caso) la persona tende a considerare il comportamento deviante come non rilevante nell'idea che ha sviluppato di sè per cui la sua vita continuerà come quell'episodio fosse, appunto, solo un episodio non significativo.
Se però il trasgressore che compie il primo episodio di devianza primaria viene scoperto viene posto di fronte all’evidenza di quello che ha compiuto (Punizione Sociale) e questo porta ad una presa di coscienza che lo conduce a sviluppare un nuovo concetto di sé.
Poi, l’individuo commette nuovamente una azione deviante in conformità alla nuova idea di sé stesso che ha sviluppato (Ulteriore Devianza Primaria).
A ciò segue una punizione più forte ed un allontanamento, che configura una visione di soggetto pericoloso e quindi di etichettamento.
Un ulteriore deviazione, traduce i sentimenti di ostilità e risentimento nei confronti di coloro che attuano le sanzioni.
Si mette quindi in crisi il quoziente di tolleranza che porta ad una formale stigmatizzazione da parte della comunità.
In altri termini, all’interno di ogni società esiste una soglia di tolleranza nei confronti della devianza e quando questa soglia viene superata scatta la stigmatizzazione vera e propria.
Un ulteriore fase comprende, a questo punto, il rafforzamento del comportamento deviante in reazione alla stigmatizzazione ed alle punizioni; in tal senso, ormai le punizioni hanno solo il potere di potenziare maggiormente il comportamento deviante che intendono eliminare.
In conclusione, c’è la definitiva accettazione dello status sociale deviante con conseguente sforzo di adattamento sulla base del ruolo relativo.
Ecco, questo è il passaggio da bravo ragazzo che fa una cazzata a criminale riconosciuto e punito socialmente come tale.
buona analisi
volevo aggiungere che quando rubacchiavo (fino ai 13 anni) ricordo che non era tanto per mancanza di soldi (non è che fossi ricco ma per comprare 2 cazzate ci arrivavo),
e quando ero sicuro di averla passata liscia la mia felicità non era data dall'oggetto/denaro di cui ero venuto in possesso, ma dal fatto di non essere stato scoperto, mi sentivo furbo insomma. La prima volta che mi hanno beccato di fatti non ci ho più provato.