Oramai ogni giorno o quasi si susseguono notizie di questo genere....anche le forze dell'ordine oramai hanno preso na bella piega...lungi da me l'idea che tutti siano così....ma mi pare che da qualche anno a questa parte o per na roba o per un'altra i casi di malaffare di questi signori che dovrebbero essere al servizio in difesa del cittadino e dello stato stiano diventando decisamente troppi.....non sarebbe ora di una bella pulizia?
I Ros sotto inchiesta
Per i pm milanesi nel reparto scelto dei carabinieri c'era una vera e propria associazione a delinquere: costruivano operazioni anti-droga per fare carriera. Indagato anche un pm e il comandante Ganzer.
ROMA – Un’inchiesta scomoda, girata di Procura in Procura, finché la Cassazione non decide di assegnarla ai magistrati milanesi, che la portano fino in fondo. E così, sette anni dopo l’apertura del fascicolo da parte del pm bresciano Fabio Salamone, salta fuori il marcio che, stando alle indagini, è annidato in decine di operazioni del Ros, il Reparto operativo speciale dei carabinieri, negli anni ’90: si creavano i reati per poi operare gli arresti.
Secondo le accuse svelate dal quotidiano La Repubblica una parte del reparto di punta dell’Arma avrebbe operato fuori dalle leggi per fabbricare false operazioni e ricavarne vantaggi per la carriera. Un vortice di droga e denaro sporco, di cui spesso si perdono le tracce, immesso nell’ambiente criminale nazionale e internazionale non da qualche ufficiale ambizioso, ma da un asto gruppo, che per i giudici si costituisce in una vera e propria associazione a delinquere, guidata da Gianpaolo Ganzer, oggi capo del Ros, e da un altro graduato, Mario Obinu, attualmente nel Sisde, il servizio segreto civile. Il tutto con la complicità di un magistrato di Bergamo, Mario Conti, che ai militari avrebbe fornito la necessaria legittimazione, rilasciando autorizzazioni a intercettazioni telefoniche e operazioni su tutto il territorio praticamente in bianco. Ovvero prima ancora che i reati esistessero.
Secondo i giudici in sostanza, i carabinieri sotto accusa avrebbero sfruttato le nuove norme che accordano più liberta d’azione ai militari per le indagini che richiedono azioni sotto copertura. Norme che consentono ad esempio di chiedere di ritardare il sequestro di droga per preparare una trappola, oppure evitare di arrestare un pesce piccolo per catturarne uno più grosso. Il Ros in quegli anni le avrebbe però sfruttate per contattare spacciatori internazionali, usare denaro provento di spaccio per comprare droga all’estero, farla arrivare e poi diffondere la notizia e incastrare gli acquirenti. Quindi vantare il successo degli arresti. Manovre illecite che, secondo i magistrati dell’antimafia milanese, tra i quali anche l’esperto procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici, sarebbero andate ben oltre la legge. I 20 carabinieri indagati e il sostituto procuratore, oggi in servizio alla Dda di Brescia, si sarebbero insomma sporcati le mani, commettendo abuso d’ufficio e peculato. I pm hanno comunicato la chiusura delle indagini, all’orizzonte si intravede quindi la richiesta di rinvio a giudizio per carabinieri, pm e gli spacciatori loro presutni complici.
(22 OTTOBRE 2003, ORE 8:40)




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