“ LETTERA DI UNO SPERGIURO “
comparsa a firma di GIANFRANCO FINI, sul “Secolo d’Italia”
del 23 maggio 1988, alla morte di ALMIRANTE.
“ E’ morto un grande italiano (omissis). Era un italiano coerente, tenace, pulito, coraggioso.
E’ stato uno dei più grandi protagonisti della Storia, non solo politica, di questa Italia che anche lui si ostinava a chiamare”adorabile”. L’ha percorsa tutta come un apostolo instancabile dell’Idea che egli, con un pugno di coraggiosi ha rialzato quando la sconfitta l’aveva gettata a terra (omissis). L’ha attraversata tutta, villaggio per villaggio, città per città, contrada per contrada, valle per valle, per quaranta lunghissimi anni CON, IN ALTO, ALTISSIMA, LA BANDIERA PULITA E STUPENDA DELL’ONORE DELLA FEDELTA’ AL SUO FASCISMO, CHE OGGI E’ IL NOSTRO fedeltà alle radici che sono le radici di un popolo e non di una parte, che”sono” la Storia di questa gente meravigliosa che lui ha tanto amato anche quando la legge della fazione la scagliava contro questo partito suo e nostro.
E’ morto un uomo che non può morire. Un uomo che ci ha consegnato quella Idea, quella Bandiera, quell’onore che in questo momento ci dice di dovere andare avanti. LO FAREMO, ALMIRANTE. TE LO GIURIAMO col cuore gonfio di dolore ma con l’animo colmo di fierezza per essere stati con te in tutti questi anni meravigliosi e terribili nei quali tu ci hai insegnato che le prove più difficili possono e debbono essere vinte. Tu Almirante hai vinto la prova della persecuzione giudiziaria dei primi anni 70…(omissis). Hai vinto la prova della scissione di “palazzo”quando i trenta denari della corruzione piegarono i vili. Tu Almirante hai vinto tutto questo e ci hai consegnato un partito forte , orgoglioso e pulito. E, forti, orgogliosi e puliti, come tu, col tuo esempio mirabile, ci hai insegnato ad essere, andremo avanti insieme con te(omissis). Grazie per quello che mi hai insegnato!




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