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Originally posted by Ichthys
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Allora, sui concetti di illuminazione in linea di principio siamo d'accordo. Però ora, parlando del passo specifico, non mi dire che dobbiamo discutere della differenza tra "luci" e "lumi" di cui non ignoro la differenza. Non dobbiamo discutere di un termine tradotto, ma del termine utilizzato nelle scritture greche: phos. Il termine indica la luce fisica o la luce divina. Nella letteratura greca non è attestato altro significato se non, al massimo, "luce della verità", "verità", "giustizia". Ora, la lingua greca ha un lessico ricchissimo e non ha bisogno, come il latino e le lingue romanze, di ricorrere continuamente a significati metaforici. Di termini che indicano la luce dell'intelletto ve ne sono molti. Se l'autore della Lettera di Giacomo avesse voluto indicare inequivocabilmente quello che dici tu, pensi davvero che, pur avendo tanti termini a disposizione, si sarebbe messo a scrivere altro rischiando di falsare il significato nelle interpretazioni?
So che sei un esperto di linguistica e non voglio certo insegnarti nulla, anzi ho tutto da imparare. Tuttavia non ho fatto altro che riportarti il passo tratto dalla Vulgata di San Gerolamo, con la relativa spiegazione dal punto di vista teologico e teleologico riferito al significato intrinseco ed evidentemente metaforico del termine Lumi vs Luci.
Tutto il Vangelo, dai sinottici al giovanneo, è fatto di metafore. Per questo, lo saprai certamente, la Chiesa insegna che il fedele non deve azzardare la propria interpretazione ai sacri testi (a guisa protestante) perché potrebbe risultare fallace ed inesatta.
Soltanto la Chiesa, nel suo corpo docente, può insegnare ed interpretare correttamente il senso delle sacre scritture per trasmetterne infallibilmente il reale significato ai fedeli.
Questo io credo, da umile ed ultimo dei fedeli della Santa ed indefettibile Chiesa Cattolica.
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A questo aggiungo che i membri della Chiesa Cattolica non sono nemmeno d'accordo sulle interpretazioni. Tu hai cercato di dimostrarmi che il passo si riferiva alla luce dell'intelletto, mentre, ad esempio, la Bibbia Cattolica edita a cura dei Gesuiti di "La Civiltà Cattolica" nella spiegazione parla di "luminari celesti, stelle, etc." e aggiunge "Le immagini che seguono sono suggerite dal movimento degli astri". In altre Bibbie canoniche, invece, si spiega con "luci spirituali".
L’hai scritto tu stesso: “In altre Bibbie canoniche, invece, si spiega con "luci spirituali".
Questa è la corretta interpretazione, ogni altro tentativo non è della Chiesa, o almeno della Chiesa pre-conciliare alla quale, come sai, faccio riferimento.
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Se invece di racchiudere lo gnosticismo nei soliti luoghi comuni ne avessi letto con precisione la dottrina relativa al Vecchio Testamento non faresti questa osservazione. Gli gnostici considerano il Vecchio Testamento un libro falso e pieno di menzogne e falsi insegnamenti (come quello del sacrificio di animali a Dio).
Non è la prima volta che ne parliamo e non penso di aver riportato luoghi comuni.
So bene quale valore (nullo o addirittura malefico) dà lo gnosticismo all’antico testamento.
L’antico testamento ha valore per un cattolico perché testimonia e preannuncia l’avvento di Cristo. Non a caso il cattolico prende in fallo il giudeo rammentandogli i passi (numerosissimi) biblici che alludono a Gesù come si manifestò più di 2000 anni fa.
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Come nell'uomo v'è una scintilla di luce immersa nella materia immonda del suo corpo, allo stesso modo nel Vecchio Testamento v'è una scintilla di Verità immersa in un mare di menzogne e questo spiega il perché Gesù recupera questo e abolisce quell'altro. Si tratta di un libro ispirato da entità maligne nel quale Dio ha tentato di far penetrare una scintilla di Verità per scardinarne il sistema, analogamente a quando ha inviato suo figlio Gesù Cristo nel mondo per scardinarne il sistema.
Gesù della legge testamentaria (10 comandamenti) non è venuto a cambiare uno “iota”, Egli infatti afferma:
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. (Matteo 5; 13-20).
Per testimonianza di Cristo se ne ricava che nell’antico testamento non vi è nulla di maligno.
L’AT, tuttavia, dopo la venuta di Cristo decade naturalmente, perché, come detto più sopra, rende testimonianza alla venuta di Cristo.
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Ma Mosè non ha visto il vero Dio che era sotto forma di fiamme, ne gli ha parlato, la Verità si è introdotta a sua insaputa. "Nessuno ha mai visto Dio" (I Giovanni, 1,18) "e nessuno tra gli uomini lo ha veduto, ne può vederlo" (I Timoteo, 6,16); [Gesù:] "tutti quelli che vennero prima di me furono dei ladri e dei briganti" (Giovanni, 10,8).
Enoc ed Elia furono assunti da vivi in cielo al cospetto di Dio. Dovranno tornare sulla terra per morire come tutti gli uomini. Essi l’hanno visto e lo testimonieranno al mondo prima della Parusia.
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Abramo, i patriarchi, fino a Giovanni Battista, sono i servi inconsapevoli di questo essere. Giovanni dubitò che Gesù fosse il Messia (Matteo, 11,2-3), però poi ha ammesso "Egli deve crescere, io invece diminuire".
Tutti gli apostoli dubitarono di Cristo (ricordi il discorso “scandaloso” di Gesù sulla montagna?) non solo Giovanni.
Tuttavia, per ragione dei “lumi” concessi loro dallo Spirito Santo, alla fine credettero. Addirittura Giovanni divenne il discepolo prediletto da Gesù, tanto da meritare il titolo (in rappresentanza di tutta l’umanità) di: “figlio della madre di Cristo Dio”.
Bellarmino
P.S.
Carissimo, sapevo che accettando di discutere con te avrei impegnato molto del mio pochissimo tempo a disposizione.
Perciò ti chiedo scusa fin d’ora se non sarò molto solerte nel risponderti in seguito.
B.