Alcuni interessanti estratti da un libretto che consiglio a tutti, specialmente ai più giovani, visto il taglio diretto, dialogativo e piacevolmente scorrevole del testo.
Inserisco questa segnalazione per riportare i frequentatori di questo forum su di alcuni pochi, essenziali e fondamentali punti: la questione immigratoria e la salvaguardia dell'identità razziale e culturale di un popolo.
Proprio in questo forum ho leggo recentemente di voli pindarici e utopie universaliste, che vorrebbero farci accettare la distruzione della nostra identità come cosa giusta e sana, da accogliere col sorriso sulle labbra, in quanto inevitabile ed evento catartico rigeneratore del sangue cattivo di noi europei.
Io invece continuo a non starci, per cui beccatevi alcuni estratti dalla difesa di Franco Freda, accusato qualche anno fa di ricostituzione di partito fascista e di propaganda razzista:
"Chi sente vivere dentro di sè come radici arcaiche i fondamenti della comunità razziale cui appartiene è razzista. Chi conferma il vincolo che lo richiama alla propria razza, lo avverte con i sentimenti, lo testimonia con i pensieri, lo rafforza con le opere è razzista"
"Razzismo significa non disprezzo delle altre razze ma fedeltà alla propria razza, riconoscimento della specifica forma di vita che la segna, rispetto di tutti i nessi, interiori ed esteriori, superiori ed inferiori che la ordinano"
"Chi partecipa di una visione del mondo che, analogicamente rispetto a quella democratica, dobbiamo definire aristocratica, non può che ancorarsi a canoni di comportamento di tipo gerarchico. Gerarchia significa rispetto delle differenze. Significa rispetto dei gradi e delle qualità dell'anima."
"Mi pare che lei abbia compreso benissimo, con la sua sensibilità e il suo acume, che io non sono persona intollerante. Io sono persona intransigente, il che è ben diverso. Individualmente, sono molto tollerante e molto indugente. Sono intransigente laddove si tratta di questioni e decisioni che riguardano il destino delle nostre generazioni future."
"E' questa, della crescita dell'albero, l'unica forma naturale di evoluzione che io - seguendo gli insegnamenti di Goethe e di Spengler - riconosco normale e giusta. E l'albero cresce e progredisce senza distaccarsi dal suo territorio, si perfeziona sviluppando la sua chioma in conformità con lo sviluppo delle sue radici. Qualora venisse sradicata dalla sua terra, questa magnifica figura di vita vegetale si dissolverebbe - così come la sua forma di vita si estenuerebbe, decadrebbe e, alla fine, si estinguerebbe qualora lo spazio assegnatole dalla natura venisse occupato da altre piante."
"Mi scusi, signor pubblico ministero: ha detto "iniziative umanitarie"? In una Nazione che ha otto milioni di poveri? In una Nazione in cui i pensionati con cinquecentomilalire al mese non riescono a risolvere il problema dell'alloggio, noi dovremmo occuparci dei problemi degli stranieri?? Otto milioni di poveri ci sono in questa Nazione! Io debbo considerare i poveri del mio Paese, i vecchi del mio Paese, non gli allogeni, i cui figli sottrarranno posti di lavoro ai figli del popolo del mio Paese. Per cui considero vere organizzazioni criminali quelle che lei definisce organizzazioni "umanitarie" - in primo luogo la Caritas, per esempio."



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