Lettera aperta al direttore di "Linea"
Egregio direttore,
leggo nell'articolo di Luca Leonello Rimbotti "Le basi biologiche della socialità", su "Linea" del 12 ottobre,
che "il panteismo è la base stessa della nostra tradizione culturale europea" e che "l'attacco alla natura , e la sua riduzione a puro bacino di saccheggio per l'uomo unico essere padrone del creato, ha provenienza biblica, laddove tutte le specie animali e l'intero orbe terracqueo vengono indicati come servi dell'uomo. Questa è la più antica documentazione di una concezione materialista e utilitarista della natura, degradata a strumento inerte tra le mani di un essere che, emancipandosi delle leggi di natura e creandone di sue, rinnega la sua stessa sostanza di esere vivente tra esseri viventi. Anche il cristianesimo ci mise del suo, accentuando la visione antropocentrica del creato".
Precisiamo intanto che non il panteismo ma proprio il cristianesimo è "la base stessa della nostra tradizione culturale europea" e che il panteismo gnostico, che ha prodotto fenomeni quali l'eresia catara, la massoneria e la New Age, è semmai la base degli attacchi peggiori che tale tradizione abbia subito.
In secondo luogo è deplorevole la caricatura che Rimbotti fa della dottrina cristiana, la quale insegna che la natura è stata creata da Dio, non dall'uomo, come cosa buona, che l'uomo non ha il potere di "emanciparsi dalla leggi di natura" proprio perché esse hanno origine divina, e che Egli non ha dato alla Sua creatura un potere incondizionato sulle cose ma gli ha ordinato di servirsene con saggezza e
di rispettarle. L'attuale indiscriminato sfruttamento della natura non è certo figlio, quindi, del cristianesimo, ma proprio di una cultura che, avendo rinnegato l'idea di Dio, considera da una parte l'uomo misura di tutte le cose (altro che antropocentrismo cristiano: il cristianesimo è teocentrico).e dall'altra, contraddittoriamente, lo vede come il "cancro della natura", da eliminare, per esempio attraverso il neomalthusianesimo, purché la natura viva. .E' strano e triste che queste cose si leggano su un giornale che della tradizione autentica dovrebbe fare la sua bandiera. ma tanto questo giornale non pubblica le lettere dei lettori...
Franco Damiani
Villafranca Padovana




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