Dal prossimo anno, il browser sarà modificato per aggirare i brevetti di Eolas che in tribunale ha battuto il gigante. Microsoft ha però ancora una carta da giocare, un browser dimenticato che già nel '91 avviava i plug-in.
Una volta tanto, la comunità Internet e i webmaster fanno il tifo per Microsoft in una delle tante battaglie legali che gli uomini di Gates combattono nei tribunali di mezza America. Perché il braccio di ferro tra Microsoft ed Eolas, che si sta mettendo male per Bill Gates, potrebbe costringerli a rimettere mano ai siti Web e cambiarne il codice.
Eolas infatti ha brevettato il meccanismo che consente a Internet Explorer di far partire automaticamente applet e plug-in, quelle piccole applicazioni che rendono multimediali le pagine Web.
Il guaio è che per il momento Eolas se l'è presa con Microsoft, portandosi a casa un cospicuo assegno (521 milioni di dollari), ma il brevetto è abbastanza generico da coprire in pratica qualunque tipo di plug-in, tanto che lo stesso W3c (il consorzio che sovrintende agli standard Internet, garantendo che siano accessibili a tutti) si è preoccupato e ha messo al lavoro un team di esperti per capire fino a che punto i brevetti Eolas potrebbero cambiare il volto dell'Html, il linguaggio con cui si costruiscono le pagine Web.
Nello specifico, Eolas ha vinto la prima battaglia, quella più importante, che riguarda i tag "embed" e "object": se non si potranno più usare senza pagare royalties alla piccola azienda americana non ci sarà più Flash, basta con le applet Java, la Rete tornerà ad essere il regno del solo testo, com'era ai primordi.
Come è ovvio Microsoft ha fatto ricorso contro la decisione del tribunale che riconosce la violazione dei brevetti Eolas in Internet Explorer, ma intanto prepara un piano d'emergenza: a partire dal prossimo anno tutte le release di Internet Explorer saranno modificate per aggirare i brevetti. Non sarà una modifica indolore, i webmaster saranno costretti a cambiare il codice delle pagine Web per consentire agli utenti di continuare a far partire in automatico le applet. Le informazioni necessarie per chi sviluppa siti sono disponibili sul sito microsoft.
Microsoft ne consiglia la lettura a chi progetta controlli ActiveX, ai web designer che sfruttano ActiveX e applet Java e a chi offre hosting. Senza le modifice suggerite da Redmond, gli utenti saranno costretti a far partire a mano tutte le applet, rispondendo a una finestra di dialogo.
La situazione potrebbe diventare difficile, non solo per Microsoft, ma anche per i milioni di persone che sviluppano siti, dai grandi portali aziendali alle home page personali.
Ma non è ancora finita; con un vero colpo di scena, il 10 ottobre Eolas ha fatto sapere che le modifiche di Internet Explorer non bastano e ha chiesto al tribunale di bloccare tutte le distribuzioni del browser, a meno che Microsoft non accetti di acquistare le licenze d'uso della tecnologia Eolas (che proviene dalle ricerche dell'Università della California). Però se Gates mettesse mano al portafoglio si verrebbe a creare un precedente delicato: caduta la diga Microsoft nessuno sa dove potrebbero arrivare le pretese di Eolas. Le speranze di Microsoft, del W3c (e di Macromedia, di Java e di tutti gli altri) sono appese a un filo sottilissimo: scartabellando tra le pieghe della rete, i legali di Microsoft sono incappati nel misconosciuto e dimenticato Viola Browser, creato da un oscuro ingegnere della Berkley University: già nel '91 poteva usare i plug-in, e ciò potrebbe rendere nulli i brevetti Eolas.




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