Tutta da ridere: la Lega chiede il test di italianità per gli immigrati... proprio la lega che contro l'italianità ha sempre dibattuto! Siamo proprio il paese di Arlecchino! E non basta: gli immigrati devono sapere il dialetto!!!!
Ma se non lo passerebbe manco Bossi questo esame...
per dirla col suo principale, Bossi va a lavurer!
da repubblica.it:
Arriva in Parlamento una proposta di Roberto Calderoli
Esame di italiano, dialetto e domande di cultura generale
La Lega: "Test agli stranieri
che chiedono la cittadinanza"
Nella Cdl già vacilla la tregua, il capogruppo Ce' all'attacco
"La pace è temporanea, Berlusconi risolva il problema"
ROMA - Appena siglata, la tregua nella Casa delle libertà già scricchiola sotto il peso di nuove, possibili polemiche. All'indomani delle parole del premier Berlusconi sul "vincolo" di maggioranza e della retromarcia di Bossi sulle sue possibili dimissioni da ministro per le Riforme, sono proprio i "colonnelli" leghisti a tornare, in vari modi, sull'argomento.
Sono prese di posizione "politiche", come nel caso di quanto detto da Castelli e Ce', ma anche iniziative in Parlamento, come la proposta di legge di un "test di naturalizzazione" per quegli immigrati che intendono chiedere la cittadinanza italiana.
Nel dettaglio. E' il ministro della Giustizia Castelli il primo a tornare sullo scontro con il leader di An e a dire che "ora tocca al vicepresidente Fini rispondere positivamente al gesto di buona volontà di Bossi". Un gesto che per il Guardasigilli non è dunque una marcia indietro, "come invece l'hanno definito i giornali strumentalizzando la dichiarazione" del leader del Carroccio.
Di analogo tenore le parole pronunciate dal capogruppo leghista alla Camera Alessandro Ce', secondo il quale "Sarebbe un errore scambiare le parole sagge di Bossi come sinonimo di arrendevolezza". Così - fa capire l'esponente lumbard - la tregua annunciata è solo temporanea e serve a dare tempo a Berlusconi per trovare soluzioni più strutturali a una crisi che potrebbe segnare definitivamente la maggioranza".
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Il pallino, insomma, resta al capo del governo, preso in mezzo allo scontro tra le diverse anime della sua coalizione. Perché - è sempre Ce' a parlare - "se Fini teorizza che è giusto votare con la sinistra su temi di grandissima rilevanza come quello dell'anticipazione della cittadinanza agli extracomunitari, allora nella Cdl diventa tutto lecito per tutti". Tutti argomenti, comunque, che saranno discussi all'inizio di novembre nell'Assemblea federale, "l'organismo deputato a prendere le grandi decisioni nei momenti difficili".
Il clima, insomma, è tutt'altro che tranquillo, e a spargere altro sale sulle ferite del centrodestra arriva in Parlamento - proprio nel giorno in cui An deposita la sua proposta sul voto locale agli immigrati - una proposta che rischia di apparire una (provocatoria) risposta del Carroccio al vicepremier Fini. E' l'"esame" di naturalizzazione per gli stranieri contenuto in una legge presentata dal vice presidente del Senato e numero due del Carroccio, Roberto Calderoli.
In sostanza, la proposta di Calderoli prevede di sottoporre gli immigrati che chiedono la cittadinanza italiana ad una prova che certifichi la loro conoscenza non solo dell'italiano, ma anche del dialetto parlato nella regione di residenza. Perché, secondo Calderoli, le regole attualmente in vigore rendono la concessione della cittadinanza "un mero procedimento burocratico" che non tiene conto della "capacità dello straniero di parlare la nostra lingua, della sua conoscenza dei nostri usi e costumi, della nostra storia, del nostro sistema istituzionale e delle regole basilari della nostra società".
I leghisti vogliono insomma un esame vero e proprio, nel quale l'immigrato che aspira alla cittadinanza deve "dimostrare il reale livello di integrazione nella nostra società: una prova di lingua italiana e locale, domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi istituzionali, sia nazionali che locali".
(16 ottobre 2003)




Rispondi Citando
è evidente che alzano troppo il gomito
