Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Lezioni di informazione

    Stampa&Stampa
    Alla Bbc si parla dell’Unità, alla Rai no
    Alfio Bernabei
    LONDRA C’era Radio Londra. C’è
    ancora. La proverbiale imparzialità
    e correttezza della vecchia Bbc non
    si smentisce
    . Nella rubrica della rassegna
    stampa estera andata in onda
    ieri mattina nel principale notiziario
    della giornata diventato famoso
    come The Today Programme,
    il turno è toccato all’Italia. È
    stata fatta un’analisi dei contenuti
    dei giornali italiani che erano appena
    usciti. L’Unità è stata citata non
    una, non due, ma tre volte
    . Silvio
    Berlusconi che ha spesso accusato i
    media esteri e quelli inglesi in particolare,
    come l’Economist, di far
    parte di una specie di congiura ispirata
    dalla sinistra - qui se la ridono
    naturalmente
    - magari penserà che
    l’emittente sia stata infiltratata, sia
    pure con un certo ritardo, da criptocomunisti
    o minata antropologicamente
    dall’instabilità mentale
    che affligge i giudici. Il virus si spande.
    Ma Tasmin Smith, la corrispondente
    da Roma, non ha fatto
    altro che attenersi con scrupolo alle
    direttive che la Bbc impartisce al
    suo personale
    e che impongono di
    dare identico spazio al governo e
    all’opposizione, alla “destra” e alla
    “sinistra”, equilibrando i commenti
    con imparzialità e trasparenza
    .
    Tra gli argomenti sui giornali italiani
    di ieri, ha detto Smith, c’erano
    in particolare l’Iraq e le dichiarazioni
    di Luciano Violante sul governo
    e la mafia. «C’è grande preoccupazione
    sui tremila soldati italiani in
    Iraq e ci si domanda fino a quando
    dovrebbero rimanere»
    ha detto
    Smith riportando le voci che parlano
    di altri sei mesi. «Il Corriere
    della sera scrive: “In un nuovo Iraq
    l’Europa e l’America stanno vicini”
    e parla di un ruolo umanitario per
    le truppe italiane. La Repubblica
    chiede un voto in Parlamento mentre
    l’Unità si domanda: “Ancora
    sei mesi?” e risponde “No, dobbiamo
    mettere fine all’occupazione
    anglo-americana subito”». Smith
    descrive una vignetta che allude ad
    un possibile ruolo umanitario per i
    soldati italiani: quello di fare una
    trasfusione ai sondaggi di Bush.
    «Sulla stampa di destra di proprietà
    della famiglia Berlusconi l’argomento
    è quasi assente dalle prime
    pagine»
    , osserva la corrispondente.
    Nota che ci sono articoli nelle pagine
    interne su Il Giornale, mentre
    un editoriale su Il Foglio, «che è
    pure di proprietà di Berlusconi»
    ,
    attacca quelli che hanno marciato
    per la pace.
    Quanto alla mafia, è diventato
    difficile illustrare lo stato attuale
    delle cose senza prima riferirsi al
    giudizio di Berlusconi sui giudici,
    cosa che la Bbc fa, ricordando che,
    secondo il premier, sono persone
    “mentalmente instabili”. «Adesso
    un deputato di sinistra accusa il
    governo di essere incapace di controllare
    la mafia»
    , riporta la corrispondente.
    «La Repubblica e L’Unità
    scrivono che si è tornati ai ricatti
    e che con Berlusconi premier la mafia
    non ha più paura. La stampa di
    destra definisce tali commenti
    “delinquenza politica”»
    .
    La rassegna si conclude col riferimento
    ad un episodio che illustra
    come si comporta Berlusconi quando
    non gli piace l’esito di un programma
    televisivo
    . Smith cita un
    articolo sull’Unità che fa il punto
    sugli sviluppi relativi alla trasmissione
    durante la quale i telespettatori
    hanno votato per dire che ne
    hanno avuto abbastanza del loro
    premier. L’articolo le da modo di
    spiegare agli inglesi come si è sviluppata
    la debacle politica su un
    show satirico e riferisce che Berlusconi
    potrebbe anche portare i responsabili
    dello show in tribunale
    .
    Semplice rassegna stampa come
    si faceva un tempo, con L’Unità
    presente, una, due, tre volte, insieme
    agli altri giornali. La Rai
    ascolta la Bbc?



    La RAI ascolta Mediaset...

  2. #2
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    Predefinito ...e, intanto, i nostri IGNORANTI

    Tremonti va da Cucuzza
    Ulivo e sindacati insorgono
    La Margherita: "Violata una disposizione della Vigilanza"

    ROMA - La riforma delle pensioni proposta
    dal governo "stabilizza il sistema", "non è drammatica" ed "è quello che andava fatto". Ma soprattutto sarà "l'ultima riforma delle pensioni" e punterà "a dare fiducia nell'avvenire: perché se non c'è fiducia la gente non fa i figli e non fa gli investimenti". Giulio Tremonti difende la riforma della previdenza e lo fa da Michele Cucuzza nel programma pomeridiano Rai "La vita in diretta". Fatto questo che fa infuriare l'opposizione che parla di "uso fazioso della Rai" e spinge i sindacati a chiedere il "diritto di replica".

    Tremonti ha spiegato che "restare a lavorare è un diritto e non è un obbligo" ma che "se resti a lavorare hai un incentivo, un superbonus di circa il 40%." Il superbonus - ha poi aggiunto - "è esente da imposta e grosso modo fanno una bella somma e sono soldi che alle famiglie consentiranno di tirare avanti un po' meglio".

    Per chi è già in pensione - ha detto il ministro - "non cambia nulla. Sono blindati e la pensione è eterna, quindi nessuna paura". Il ministro ha quindi parlato dei tempi della riforma: "tutto è assolutamente tranquillo e da qui al 2008 non cambia nulla; uno può andare in pensione di anzianità come adesso. E' un periodo lungo che servirà per introdurre il nuovo sistema".

    Dopo questa data, ha poi aggiunto, "il vecchio sistema non sta in piedi e fino al 2030 si spende troppo e nessun governo, né di destra, né di sinistra, né tecnico sarebbe in grado di permettersi di pagare il conto pensionistico. I numeri non sono né di destra né di sinistra". Anche dopo il 2008 e fino al 2015, inoltre, "si può andare in pensione prima: ma devi accettare un calcolo della pensione fatto sui contributi effettivamente versati".

    Poi il ministro ha concluso: "è fondamentale dare fiducia nell'avvenire: se la gente non ha fiducia non fa figli, non fa investimenti. E una riforma di questo tipo, se uno pensa che è l'ultima perché dopo viene tutto stabilizzato, darà fiducia".

    Tremonti esce dagli studi e scoppia la polemica. ''Una brutta pagina per il servizio pubblico'', commentano a caldo i sindacati. ''Il ministro - dicono Cgil, Cisl e Uil - da solo, nel pomeriggio nel corso di un programma di intrattenimento ha avuto l'opportunità di spiegare le ragioni del governo a sostegno della riforma del sistema previdenziale'', e nessun esponente sindacale è stato invece invitato ad esporre le motivazioni opposte. Così i sindacati pongono "una sola domanda: a quando il diritto di replica, nelle stesse modalità, per Cgil, Cisl e Uil?''.

    E sulla stessa falsariga si trovano le opposizioni. "I cittadini - ha detto il deputato Ds Giuseppe Giulietti - non possono più dire il loro basta a Berlusconi perché i fax di Bonolis sono stati messi 'sotto sequestro dalla Rai'. In compenso il ministro Tremonti può occupare, senza contraddittorio i grandi contenitori familiari del pomeriggio".

    "Quello che è accaduto oggi su Raiuno - dice l'esponente diessino - è parte di un piano per la comunicazione preparato dal governo, al quale la Rai dovrà dare esecuzione come un fedele servitore. A questo punto non resta che regolamentare anche i grandi contenitori come una ordinaria tribuna elettorale. Questa ipotesi non mi appassiona, ma la Rai di oggi non è in grado di garantire le pari opportunità nè alle forze politiche nè alle forze sociali. La Rai di fronte allo sconcio di questi giorni sul tema delle pensioni dovrebbe definire un vero e proprio piano di risarcimento a favore delle organizzazioni sindacali".

    "E' una violazione dell'atto di indirizzo approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai l'11 marzo 2003, che limita la presenza dei politici in programmi di intrattenimento", ha detto il vicepresidente della Vigilanza Giampaolo D'Andrea della Margherita. "L'ennesimo episodio di un uso di parte e fazioso del servizio pubblico radiotelevisivo pagato con il canone di tutti i cittadini", ha rincarato la dose il senatore diessino Antonello Falomi.


    (15 ottobre 2003)

  3. #3
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    Considerato che c'è stata di fatto una violazione ... in questo caso a chi spetta ... intervenire?

    B.

  4. #4
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    In Origine Postato da Barbanera
    Considerato che c'è stata di fatto una violazione ... in questo caso a chi spetta ... intervenire?

    B.
    A "loro"....

  5. #5
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    In sciopero anche giornali e tv

    MILANO Anche i giornalisti sciopereranno contro la riforma
    delle pensioni. Per assicurare la massima informazione in
    occasione dello sciopero generale del 24 ottobre, l'astensione
    dal lavoro è stata spostata all'intera giornata del 23 ottobre
    (radio-tv) e del 27 ottobre (quotidiani-agenzie di stampa).
    La Fnsi - è scritto nella approvata con un solo voto
    contrario, che ha proclamato una giornata di sciopero - ha
    chiesto «un chiarimento urgente al Governo sul merito della
    riforma previdenziale, senza però finora ottenere risposta.
    Lo sciopero si rende indispensabile come prima forma di
    protesta contro un testo che comporterebbe, se tradotto in
    legge, una grave lesione dell'autonomia previdenziale dei
    giornalisti, incentrata su un Istituto, l'Inpgi, che non è
    finanziato dallo Stato ma che riesce a garantire la propria
    sostenibilità finanziaria mediante scelte autonome decise
    d'intesa con il Sindacato dei giornalisti. Per questo l'Inpgi è
    uno degli elementi di garanzia e di tutela dell’indipendenza
    e della libertà del giornalismo italiano».
    La Fnsi ha espresso «comprensione e solidarietà a tutti gli
    altri lavoratori ed alle confederazioni sindacali che hanno
    proclamato lo sciopero generale contro l'ipotesi di riforma
    della previdenza che penalizza l'intero mondo del lavoro
    dipendente».

 

 

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