Esattamente un anno fa, Tony Blair disse al Parlamento: “Il programma di costruzione di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein è preciso, dettagliato, attivo e in crescita”.
“La politica di contenimento non sta funzionando. Il programma per lo sviluppo di armi di distruzione di massa non è stato interrotto. Proprio ora è in funzione”
Non solo ogni parola è falsa, è anche parte di una grande bugia inventata a Washington poche ore dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 e usata per ingannare il popolo americano e distrarre i media dalle vere ragioni dell'attacco all’Iraq. “E’ stata per il 95% una sciarada”, mi ha detto un ex analista della CIA.
Un’indagine dei documenti e degli archivi che ho realizzato per il mio documentario “Rompere il Silenzio”, e interviste con ex ufficiali dell’intelligence e importanti funzionari di Bush senior hanno dimostrato che Bush e Blair sapevano da molto tempo che Saddam Hussein era stato a tutti gli effetti disarmato.
Sia Colin Powell, Segretario di Stato USA, che Condoleeza Rice, i più stetti consiglieri di Bush, chiarirono prima dell’11 settembre 2001 che Saddam Hussein non era una minaccia, per l’America, l’Europa o il Medio Oriente.
Al Cairo, il 24 febbraio 2001, Powell ha detto: “Lui (Saddam Hussein) non ha sviluppato nessuna significativa capacità di produrre armi di distruzione di massa. Non è in grado nemmeno di utilizzare armi convenzionali contro i suoi confinanti”.
Questo è nettamente l’opposto di quanto Bush e Blair hanno detto in pubblico.
Powell si è perfino vantato che fosse stata la politica USA di “contenimento” ad avere disarmato con tanta efficacia il dittatore iracheno- ancora una volta l’opposto di quanto detto da Blair.
Il 15 maggio 2001, Powell andò oltre e dichiarò che Saddam Hussein non era in grado di “costruire nemmeno l’apparato militare per l’utilizzo prima dello sviluppo di armi di distruzione di massa” e questo “per i prossimi 10 anni”. L’America, concluse, l’aveva con successo messo e lo teneva “in una scatola”.
Due mesi dopo, Condoleeza Rice descrisse un Iraq debole, diviso, militarmente indifeso. “Saddam non controlla il nord del paese”, affermò lei. “siamo riusciti a allontanare l’esercito da lui. Le sue forze militari non sono state riorganizzate”.
Questo è il trattamento che hanno fatto due dei più importanti aiutanti di Bush della loro stessa propaganda e bugie, e la propaganda del governo Blair che ha successivamente fornito le giustificazoini per una guerra non provocata, illegale, per un attacco all’Iraq. Il risultato è stato la morte, secondo studi affidabili, di più di 50.000 persone: civili iracheni, giovanissimi militari iracheni di leva e soldati americani e britannici. Non è stato stimato il numero impressionante, le migliaia, di feriti.
In un mare di propaganda mirante a giustificare questa violenza, prima e durante l’invasione, ci sono state occasionali verità mai apparse nei titoli.
Lo scorso aprile, Condoleeza Rice ha descritto l’11 settembre 2001 come una “enorme opportunità” dicendo che l’America “avrebbe dovuto muoversi così da trarre vantaggio dalle nuove occasioni”.
Prendersi l’Iraq, il secondo maggior produttore di petrolio al mondo, era la prima di queste occasioni.
Alle 14,40 dell’11 settembre, in accordo con un’annotazione fatta dai suoi aiutanti, Donald Rumsfeld, il Segretario della Difesa, disse che voleva “colpire” l’Iraq - anche senza un brandello di prova che Saddam Hussein avesse a che fare con gli attacchi su New York e Washington. “Andate pesanti”, l’annotazione rivela che Rumsfeld disse. “tirate fuori di tutto. Cose riguardanti e non”. Poi l’Iraq venne brevemente sospeso quando si decise di attaccare l’Afghanistan. Era l’ “opzione soft” perché più semplice da spiegare agli americani – anche se nemmeno uno dei dirottatori veniva dall’Afghanistan. Nel frattempo, assicurarsi “il premio più grande”, l’Iraq, diventava una ossessione per Washington e Londra.
Un Ufficio per i Progetti Speciali fu creato in fretta al Pentagono, con l’unico scopo di trasformare informazioni “slegate” e inconsistenti nella nuova politica degli Stati Uniti. Questa fu la fonte dalla quale Downing Street ricevette la maggior parte delle “prove” dell’esistenza di armi di distruzione di massa, che ora sappiamo erano fasulle.
Contrariamente alle smentite di Blair di quel periodo, la decisione di attaccare l’Iraq fu presa ufficialmente il 17 settembre 2001, soltanto 6 giorni dopo gli attacchi di New York e Washigton.
Quel giorno, Bush firmò una direttiva Top Secret con la quale ordinava al Pentagono di cominciare a pianificare l’ “opzione militare” per l’invasione dell’Iraq. Nel luglio 2002, Condoleeza Rice disse a un altro funzionario di Bush di aver espresso dei dubbi sull’invasione dell’Iraq, quest'ultimo le rispose: “la decisione è stata presa. Non sprecar fiato”.
L’ultimo cinismo di questa operazione è stato dimostrato da Rumsfeld stesso soltanto la scorsa settimana. Quando gli è stato chiesto perché, secondo lui, la maggioranza degli americani credeva ancora che Saddam Hussein fosse dietro gli attacchi dell’11 settembre, ha risposto: “non ho visto nessuna indicazione che possa condurmi a pensare a ciò”.
È questo che rende l'inchiesta di Hutton, a Londra, una simulazione. Creando un’inchiesta solo sulla morte dell’esperto di armi David Kelly, Blair si è assicurato che non ci sarà un’inchiesta pubblica sulle vere ragioni per le quali Bush ha attaccato l’Iraq e su quando esattamente venne presa questa decisione. Si è assicurato che non ci saranno titoli che mostrino lo scambio di email tra Downing Street e la Casa Bianca, ma solo pettegolezzi da Whitehall e i misfatti di Blair verranno spalmati sui suoi portavoce.
La reale scala di questa operazione coperta rende praticamente ridicolo l’esame approfondito al quale è stato sottoposto il reporter della BBC, Andrew Gilligan, sulle “anomalie” nelle annotazioni della sua intervista con David Kelly, quando la storia che Gilligan ha raccontato, dell’ipocrisia e degli inganni del governo, era sostanzialmente vera.
Coloro che pontificano contro Gilligan hanno mancato di rispondere a una domanda vitale: perché Lord Hutton non ha riconvocato Tony Blair per un esame approfondito? Perche a Blair non stato chieso come mai la sovranità britannica è stata ceduta a una cricca di Washington il cui estremismo non è più in discussione nemmeno dagli osservatori più conservatori?
Nessuno conosce gli estremisti di Bush meglio di Ray McGovern, un ex importante funzionario della CIA e amico personale di George Bush senior, il padre del Predidente. In “Breaking The Silence”, mi ha detto. “A loro si riferivano nei circoli che frequentavo, quando davo istruzioni ai massimi levelli della politica, come ai “pazzi” “.
“Chi si riferiva a loro come “ai pazzi”?” Chiesi.
“Tutti noi… negli alti circoli della politica così come nei circoli dell’intelligence… Ci sono una quantità di documenti che provano che stavano pianificando questi attacchi da molto tempo e che l’11/9 ha accelerato i loro piani. (La questione delle armi di distruzione di massa) è stata interamente montata, così come la connessione tra l’Iraq e al Qaeda. Sono stati sempre i PR… Josef Goebbels ha avuto questo dictat: “Se dici qualcosa abbastanza spesso, le persone ci crederanno”. Mi ha detto: “Penso che dobbiamo essere tutti preoccupati per il fascismo (negli Stati Uniti)”.
I “pazzi” includono John Bolton, Sottosegretario di Stato, che ha fatto dell’annullamento dei trattati missilistici con i russi e del costruire la minaccia della Corea del Nord una missione personale, e Douglas Feith, un Sottosegretario alla Difesa, che guida un’unità di propaganda segreta che “rielabora” le informazioni sulle armi dell’Iraq. Li ho intervistati entrambi a Washington.
Bolton si è vantato con me che l’assassinio di almeno 10.000 civili iracheni nell’invasione era “una cifra abbastanza bassa considerando la dimensione dell’operazione militare”.
Per aver sollevato la questione dei civili iracheni uccisi e aver chiesto quale paese l’America attaccherà successivamente, mi è stato detto: “Devi essere un membro del partito comunista”.
Al Pentagono, Feith, il numero 3 dopo Rumsfeld, ha parlato della “precisione” delle armi americane e ha negato che tanti civili fossero stati uccisi. Quando ho sollecitato risposte più precise, un colonnello dell’esercito ha ordinato al mio cameramen: “Smetti di registrare!”. A Washington, l’intera questione degli iracheni uccisi è improponibile. Quelle sono non-persone; più resistono all’occupazione anglo-americana più vengono liquidati come “terroristi”.
E’ questa carneficina in Iraq, un crimine per qualunque legge internazionale, che rende l’inchiesta di Hutton assurda.
Mentre la sua autorità e mentre gli avvocati giocano il loro gioco semantico, lo spettro di migliaia di essere umani massacrati non viene mai menzionato e i testimoni di quest’immane crimine non vengono chiamati a testimoniare
Jo Wilding, una giovane laureata in legge, è tra questi testimoni. Lei faceva parte di un gruppo di osservatori di per la tutela dei diritti umani a Baghdad durante il bombardamento. Lei e gli altri hanno vissuto con le famiglie irachene mentre missili e bombe a grappolo esplodevano attorno a loro. Quando possibile sono andati sui luoghi delle esplosioni, dove vi erano morti tra i vivili, per poter accompagnare le vittime agli ospedali o nelle camere mortuarie, offendosi come testimoni e dottori.
Hanno annotato tutto meticolosamente.
Lei ha visto bambini fatti a pezzi dalle schegge e che gridavano per la mancanza di anestetici o antidolorifici. Ha visto Fatima, una madre macchiata del sangue dei suoi 8 bambini. Ha visto strade, moschee e case di contadini bombardate durante le scorrerie dell’aviazione. “Nulla può spiegare loro”, mi ha detto, “che si è trattato di altro rispetto a un attacco deliberato contro civili”.
Considerando che queste atrocità sono state condotte a nome nostro, perché non ci è stata data alcuna prova cruciale? E perché viene permesso a Blair di fare ancora discorsi a uso personale, per se stesso, e a nessun altro?




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