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    Predefinito Parlare di Costituzione...

    ...senza complessi

    Essere orgogliosi. “Come lo siamo del tricolore e dell’Inno di Mameli”, e dunque, “essere orgogliosi della Costituzione”.
    Carlo Azeglio Ciampi, rispettando il compito che è proprio del suo ruolo, “custode della Costituzione”, quasi come nell’accezione schmittiana (svelando un atto di sottile nostalgia per i suoi soggiorni di studio berlinesi, negli anni 30), dai sacri marmi del Vittoriano ha detto che bisogna essere orgogliosi del papello approvato e predisposto dall’Assemblea costituente ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
    Tutto ciò, inaugurando l’anno scolastico, invitando altresì gli scolari a “leggere e commentare con gli insegnanti” la suddetta Costituzione della Repubblica Italiana (mai spreco di maiuscole ci risultò così faticoso) perché pare sia frutto della “lotta di liberazione”, della “democrazia”, della “libertà” e insomma, fondamento di ogni attività legislativa, risultante di quelle categorie che fanno epoca e sostanza in un’era volgare qual è la moderna età costituzionale.
    E poi dice che gli studenti si danno ai manga se l’unico monocrate disponibile offre un argomento così poco appetibile per l’unità politica. Ma così si fa, per carità di patria, ed è per questo che si risolvono gli atti formali nell’impoetico “cemento morale” di Fratelli d’Italia.
    Ogni adunata in tema di Costituzione finisce sempre in un potente sbadiglio, non è un caso, ma un tristo segno dei tempi, che siano stati due poeti a fare un alalà in difesa della suddetta. Penosi al cospetto delle muse e non credibili infine, perché non si dà pathos tra le lagne della retorica democratica, ma i due poeti – Edoardo Sanguineti al Campiello, Andrea Zanzotto a ruota, intervistato dai giornali veneti a dire la sua – si sono distinti nello svolgimento del tema, “Il ruolo dell’intellettuale nella difesa della Costituzione”, come se avessero obblighi prefettizi.

    In questo ovviamente si misura anche la qualità della poesia, in altro modo, scavando tra le zecche stellate della fragorosa notte bolscevica, Vladimir Majakovski poteva cantare il potere statale del Soviet Supremo (così come stabilito dalla dalla Costituzione socialista e federale dell’Urss), ma due impiegati della fu egemonia quali sono Sanguineti e Zanzotto, sono solo degni di citazione nel capitolo delle cataplessie, comunque inseribili nell’antologia onnicomprensiva delle narcolessie e non potevano che far zuppetta con la pallida enfasi repubblicana.
    Con relativo obbligo di certificazione antiberlusconiana.
    Fa benissimo a far bene il suo mestiere il Capo dello Stato, fa gran pena, invece, vedere i poeti aggirarsi tra le “competenze residuali”.

    Manco fosse stato il caso della dannunziana Carta del Carnaro, dove almeno – oltre al sublime comunismo degli arditi – vi era stabilito il privilegio della musica.
    Art.64: “La musica è un’istituzione religiosa e sociale. Ogni mille anni, ogni duemila anni sorge dalla profondità del popolo un inno che si perpetua. Un grande popolo non è soltanto quello che crea il suo Dio a sua somiglianza ma quello che anche crea il suo inno per il suo Dio”.
    Ma quello era il Carnaro, era il tempo del Comandante, altro che i cataplessici dell’arco costituzionale in versione girotondo.

    Essere orgogliosi allora, ma da che il mondo è diventato un mondo profano – con l’Occhio del Grande Architetto dell’Universo circoscritto nel Triangolo dell’Operosa Fabbrica Etica di tutti i Gran Mogol – le costituzioni sono state scritte sempre dopo aver tagliato la testa ai Re, o dopo aver tagliato i ponti col Vecchio Mondo, come nel caso della Costituzione americana e comunque, le costituzioni che esigono arazzi celebrativi grandi tanto da contenere le parrucche d’Inghilterra e tutti i padri della Patria – vanno scritte sempre per la forma, come canovacci dell’approssimazione amministrativa.
    In Francia non hanno fatto altro che cambiare costituzioni, gli inglesi fanno finta di averne una.
    Vanno e vengono per essere contraddette e cestinate, cioè cambiate seguendo la ruota delle generazioni perché sarebbe fin troppo esagerata presunzione affidare un ruolo di sacralità a un siffatto totem, quanto di più sacrilego sia apparso sulla faccia della terra tra gli orridi del suffragio universale a meno che non si voglia fare torto alla condanna stabilita il 10 maggio 1791 da Pio VI e dunque infrattarsi tra le sordide tonache di preti costituzionali, tal qual quello che abbiamo avuto in Italia, don Dossetti, presunto padre della Patria, presunto tra altri presunti padri, fatto salvo Palmiro Togliatti che, almeno, era più sovietico che italiota e perciò intimo del sacrilegio più che della conseguente parodia.
    Essere orgogliosi. Dice bene Carlo Azeglio Ciampi, lo dice meglio di come lo diceva Oscar Luigi Scalfaro, e anche meglio di quanti vogliono cambiarla questa Costituzione, aggiornandola coi riporti. E Ciampi che si erge a difensore dei valori dice infatti le parole più vibrate: sono valori “scolpiti nei nostri cuori”. Ecco, così, siamo al livello della Carta del Carnaro, ancora poco, e gettiamo il cuore oltre l’ostacolo.

    P. Butt. su il Foglio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Costituzioni a ...

    ....confronto

    Il 4 ottobre si apre a Roma la conferenza intergovernativa che varerà la Costituzione europea, sulle sorti della quale continua da mesi il dibattito. Pubblichiamo un confronto tra la Costituzione degli Stati Uniti e quella dell’Ue scritto da William Niskanen, presidente del Cato Institute, esperto di difesa, direttore esecutivo del Council of Economic Advisers del presidente Reagan, e direttore economico della Ford Motor Co.

    Gli europei dovranno esprimere un giudizio sulla proposta di una Costituzione per l’Ue che appare molto diversa da quella degli Stati Uniti.
    Gli Stati Uniti sono la più antica e la più grande Repubblica costituzionale oggi esistente: una nazione che è stata caratterizzata da un eccezionale aumento del proprio territorio, della popolazione e della ricchezza, assorbendo popoli dai più diversi retroterra razziali, etnici e linguistici, in modo ben maggiore di qualsiasi altra nazione attuale.
    Perciò gli europei dovrebbero cercare di comprendere e considerare con attenzione quelle caratteristiche della Costituzione americana che ne hanno costituito l’intelaiatura politica e legale e le hanno garantito il successo nella storia. Parecchie caratteristiche della Costituzione americana hanno contribuito al suo successo e alla sua conservazione come corpo di leggi fondamentali.
    Il preambolo, per esempio, descrive gli obiettivi della Costituzione in soltanto 32 parole, con una prosa incisiva ed essenziale, e formulazioni piuttosto generiche, che, in se stesse, non danno alcuna autorità per qualsiasi specifica decisione politica.
    Il testo, in soli sette articoli, descrive in modo conciso e ben preciso i poteri concessi a vari rami del governo e i poteri negati al governo federale o agli Stati. Tutti gli altri poteri sono riservati agli Stati.
    E la Dichiarazione dei Diritti, con una sola eccezione, è una lista dei diritti dell’individuo davanti allo Stato, e non fonda una serie di pretese individuali per servizi che devono essere resi dallo Stato. L’unica eccezione è il diritto a un processo di fronte a una giuria. Tutti gli altri diritti sono riservati al popolo.
    La nuova proposta di Costituzione europea si differenzia da quella americana per molti aspetti. Il preambolo impiega, in modo alquanto prolisso, 239 parole per descrivere i valori e gli obiettivi comuni dell’Unione; cosa del tutto non necessaria e destinata a suscitare continue polemiche.
    Una sola frase, ad esempio, impegna l’Unione a “lavorare per un’Europa che promuova uno sviluppo sostenibile basato su una crescita economica equilibrata, con un’economia di mercato mirante alla piena occupazione e al progresso sociale”: una frase che contiene almeno cinque termini dal significato ambiguo.
    La nuova Costituzione ha più di 400 articoli, ma ciononostante lascia irrisolte molte questioni importanti. I rapporti tra l’Unione e gli Stati membri, ad esempio, non sono definiti in modo chiaro: un articolo fa supporre che l’Unione potrebbe usare il proprio potere al di là della autorità normalmente concessale nel caso che qualche organismo non specificato decida che l’Unione sia in grado di ottenere risultati migliori di quelli raggiungibili da un determinato Stato membro. Un altro articolo autorizza la Corte di Giustizia a esprimere sentenze preliminari sull’interpretazione della legge unitaria ma senza definire quale organismo abbia l’autorità per prendere una decisione finale.

    La differenza più importante tra la Costituzione americana e quella proposta per l’Unione europea, tuttavia, sta nel concetto dei diritti.
    La Dichiarazione dei Diritti americana è una lista di diritti dell’individuo nei confronti dello Stato. Al contrario, la Carta dei Diritti fondamentali, che costituisce la seconda parte della nuova Costituzione europea, include una lunga lista di diritti a servizi forniti dallo Stato.
    Tra questi diritti ci sono, per esempio, quelli all’istruzione, all’assenza retribuita per maternità, agli aiuti del sistema di previdenza sociale, all’assistenza per la casa, ai servizi di sanità, a sostegni di interesse economico generale (…). Queste pretese verso lo Stato rappresentano certamente la più grave fonte di possibili tensioni all’interno dell’Unione. Da una parte, la nuova Costituzione europea afferma che “il libero movimento di persone, beni, servizi e capitali, e la libertà di vivere dove si vuole saranno garantiti all’interno dell’Unione… e qualsiasi discriminazione sulla base della nazionalità sarà proibita”.
    Molto bene.
    Dall’altra parte, ogni cittadino dell’Unione sembra avere diritto a un’ampia serie di servizi sociali in qualunque luogo abbia scelto di risiedere. Ciò avrà come risultato o un massiccio trasferimento di persone in Stati con servizi sociali di qualità migliore oppure un’armonizzazione di questi servizi tra gli Stati membri. Il solo modo di risolvere questa potenziale tensione è di permettere a ogni Stato membro di limitare l’accesso ai servizi sociali sulla base di fattori strettamente personali come il numero degli anni di lavoro o l’aver subito una condanna penale.
    Se ciò non accade, l’Unione europea diventerà un enorme ed equilibrato Welfare State.
    Esattamente come negli Stati Uniti, la nuova Costituzione europea non affronta in modo adeguato l’implicito conflitto tra rifiuto delle discriminazioni e attivismo in difesa delle minoranze e dei ceti più emarginati. Afferma che “bisogna garantire l’uguaglianza tra le donne e gli uomini in tutti i campi, compresi l’occupazione, il lavoro e gli stipendi”; ma questo “non deve impedire il mantenimento o l’adozione di misure che forniscano specifici vantaggi per il sesso sottorappresentato”. Per il momento, sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea, la discriminazione a danno degli individui è illegale ma la discriminazione in favore di determinati individui è in certi casi richiesta. Questa sorta di piccola follia, c’è da sperare, non durerà a lungo.
    Non è necessario un accordo sui principi
    Un ultimo punto: il testo della nuova Costituzione europea è arrogante.
    Una buona parte dei suoi articoli più sostanziali sono presentati come se fossero derivati da un qualche principio supremo (…). Perché una Costituzione sia efficace, è necessario un ampio accordo sugli articoli fondamentali che ne stanno alla base.
    Un altrettanto ampio accordo sui principi non lo è, perché molte persone possono concordare su questi articoli per ragioni del tutto diverse.(…)
    Gli europei dovrebbero stare molto attenti di fronte a qualsiasi testo politico di grande portata che viene sottoposto alla loro approvazione, soprattutto nel caso di una Costituzione che in origine era stata presentata come un trattato stipulato tra gli Stati membri ma che ora appare sempre più come la Costituzione di una nazione europea.

    Copyright Washington Times – Il Foglio
    Traduzione di Aldo Piccato

    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    Beh siamo ancora ben lontani dalla creazione della struttura di una "nazione europea" federale......anche se verso questa direzione qualche passo lo si è fatto. Si prefigura una Europa degli Stati, una confederazione un po' ingarbugliata.....almeno a prima vista. L'Europa dei popoli........mah.........sarebbe incompatibile con l'euroburocrazia sempre più simile all'italoburocrazia quanto a tendenza permanente all'infefficienza e alla cecità, oltre che al grottesco.

    Saluti liberali

  4. #4
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    Predefinito Magna Carta logorroica non...

    ….decide nulla

    Giuseppe Mazzini e Altiero Spinelli volevano gli Stati Uniti d’Europa sul modello di quelli d’America; Gore Vidal dice adesso che per lui dovrebbero essere gli Usa a ristrutturarsi in “Unione americana” sul modello di quella Europea.
    Il bello dei punti di vista umani è che sono sempre variegati… Ma è davvero possibile accostare la Cig di Roma alla mitica Convenzione di Filadelfia del 1787 o a altri precedenti? Evidentemente l’Europa non è un paese unitario che decide di federalizzarsi, come hanno fatto l’Argentina nel 1816 e nel 1853, il Messico nel 1824, 1857 e 1867, il Venezuela nel 1866, la Colombia tra 1863 e 1886, l’Austria nel 1867, il Brasile nel 1891, il Belgio nel 1993.
    O come oggi dicono di voler fare l’Italia e l’Iraq.
    Sia gli Stati Uniti che i membri dell’Ue, invece, sono entità sovrane che si mettono insieme, come avvenne in Canada nel 1867, in Australia nel 1901 in Sudafrica nel 1910 e in India nel 1947.
    Sia pure per l’unione di ex colonie che stavano in realtà già insieme, sotto la comune dominazione britannica.
    Ma questo è anche il caso degli Usa.
    E delle ex colonie spagnole che tra 1819 e 1830 cercarono invano di costituirsi in federazione latino-americana.
    E dei cantoni svizzeri che nel 1848 formarono una federazione all’americana dopo secoli di convivenza.
    E, a proposito di 1848, della Dieta di Francoforte che in quello stesso anno cercò invano di dare coerenza ai pezzi di un puzzle comunque già esistito come Sacro Romano Impero, Confederazione del Reno e Confederazione Germanica, e che si sarebbe poi ricongiunto nella Confederazione del Nord del 1866, nell’impero federale del 1871 e nella Repubblica federale del 1919.
    Per diventare poi il-Reich totalitario del 1933, e essere ricostruito in Repubblica federale nel 1949 con l’incontro tra i rappresentanti dei governi dei diversi Laender sotto l’occupazione degli Alleati occidentali.
    Se vogliamo, fu quella una Cig pantedesca.

    Se si creasse un governo europeo responsabile di fronte al Parlamento trasformando la Commissione così com’è in una camera alta responsabile per gli affari di competenza degli Stati membri, riavremmo esattamente il modello del Bundesrat.
    Gli Stati Uniti tra 1781 e 1789, al tempo in cui gli Articoli di Confederazione attribuivano un debole potere esecutivo e legislativo a un Congresso di delegati di Stati deliberanti a maggioranza qualificata di almeno 9 su 13 voti, è invece il precedente della Commissione.
    Di cui i padri fondatori americani si liberarono in capo a otto anni, per evitare il caos.
    Mentre il Patto svizzero del 1815, con una Dieta di rappresentanti di Cantoni con mandato imperativo più un esecutivo a girare tra i cantoni a cadenza biennale, assomiglia al complesso oggi costituito da Commissione più presidenza di turno.
    La scelta americana del 1787, come quella svizzera del 1848, evocano quel dilemma di fondo su cui l’Europa in realtà non ha ancora deciso di decidere, e che riguarda l’annullamento o no di identità plurisecolari in un Super-Stato rispetto a cui Germania, Francia e Italia diventino davvero quello che sono California e Florida negli Usa.

    E’ appunto quando non si vuole far capire che si è deciso di non decidere che scappano fuori le bozze di Costituzione da mille pagine e oltre.
    Il testo originale della Costituzione degli Stati Uniti è appena sei volte la lunghezza di questo articolo. E anche con i successivi emendamenti entra tutto comodamente in una singola pagina di giornale.
    Per la serie “a ognuno la sua Cig”.
    Può se non altro far riflettere il breve ricordo del “Congresso Anfizionico” convocato da Bolívar a Panama nel 1826 per far siglare agli Stati del continente un “Trattato di Unione, Lega e Confederazione perpetua” che non ratificherà poi nessuno. A proposito di “radici classiche”: Congresso “Anfizionico” nell’istmo di Panama come la “Lega Anfizionica” che nell’istmo di Corinto tenevano le antiche città-Stato greche, e che non aveva impedito loro di scannarsi a vicenda, per poi cadere sotto il dominio macedone e romano.
    Non si sa se per quel precedente iettatorio, ma invece di federare il continente, il libertador vide andare in pezzi lo stesso nucleo “fondatore” della sua Grande Colombia.
    L’Ecuador se ne andò, fra l’altro, perché scontento della non menzione della religione cattolica fatta nel primo testo costituzionale; il Venezuela perché scontento della menzione che per riparare ne era stata fatta nel secondo testo.
    Anche questa storia, non suona familiare?
    Maurizio Stefanini


    da il Foglio

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Carta tremebonda non ....

    ....guarda alle spalle

    Entriamo nel futuro camminando all’indietro e affermando che il percorso da noi seguito è la sola via possibile e credibile attraverso il dedalo di sesso e violenza, casuali e non casuali, che ci ha condotto in questa particolare regione della foresta del nostro Sogno di una Notte di Mezza Estate.
    Persino i più visionari guidano guardando nello specchietto retrovisore per vedere una mappa dell’ignoto che hanno davanti. La nostra computer technology rafforza tutto ciò, con i suoi 0 e i suoi 1 che possono offrire una caotica e praticamente infinita possibilità di risultati diversi.
    Il nostro seme, al pari di quello di Abramo, è come la sabbia, e le dune di sabbia del deserto cambiano continuamente forma, senza lasciarsi intrappolare. Non abbiamo più la fiduciosa certezza per la tecnologia del motore a vapore e per la fisica deista newtoniana che faceva credere alla prospettiva di una progressione meccanica (tesi-antitesi-sintesi) verso un Giorno del Giudizio liberale o marxista, una fine della Storia.
    Ora non siamo altro che i diseredati figli del relativismo di Einstein, di Jung, del cubismo e del Progetto genoma umano.

    Le Costituzioni inglese, americana e francese furono alimentate dalla fiducia nell’Età della Ragione.
    La Costituzione europea desidererebbe essere la figlia della ragione, ma considerando i frutti fatali del XX secolo e dell’Età della Ragione, ha avuto il terrore di guardare in faccia il mostro che si nasconde, pieno di sangue, dietro le sue spalle, e che è suo padre.
    O meglio padri al plurale, perché nella sua aspirazione davvero postmoderna a negare tutti i “grandi temi”, il comitato che ha elaborato questa road map per l’Europa ha di fatto inserito nel documento sei o forse sette visioni differenti, in gran parte reciprocamente escludentesi e antagonistiche, che con una minor fede nelle belle speranze e una maggiore attenzione allo specchietto retrovisore per vedere i mostri e capire come affrontarli sarebbe stato invece preparato a risolvere.
    Per prima cosa c’è il contenimento della Germania, quel mostro emerso da una congerie di 40 Stati nel 1870. La “cara piccola Germania”, come la chiamava la regina Vittoria, era stata il “cuscinetto molle” tra i Borboni e gli Asburgo, ma in quel momento divenne il più grande complesso militar-industriale d’Europa.
    La Costituzione non affronta il problema di come si potrà mantenere, dopo una riunificazione unilaterale, l’obiettivo originario della Comunità europea di contenere la Germania.
    Se non viene risolto questo problema, che senso ha, chiedono gli inglesi, prendere parte a una società in cui un solo azionista possiede il 33 per cento delle azioni?

    In secondo luogo, c’è la reintegrazione dei paesi del vecchio blocco comunista e l’elaborazione di una sorta di Piano Marshall per evitare una ricaduta nel comunismo.
    Per di più, in questo modo si vuole attenuare l’egemonia tedesca o aprire le porte alla sua espansione economica?

    Terzo, mentre i francesi preferiscono avere i tedeschi dentro la tenda in modo che piscino fuori piuttosto che fuori dalla tenda a pisciare dentro, vorrebbero che gli americani se ne restassero fuori e, fondandosi sulle giustificazioni del veto dato da de Gaulle all’ingresso dell’Inghilterra, non sarebbero affatto tristi per l’esclusione di un’Inghilterra che considerano il cavallo di Troia degli Stati Uniti. La messa in vigore dei provvedimenti sul Mercato sociale contenuti nella Carta dei Diritti fondamentali costringerebbe l’Inghilterra, e altri, a uscire dall’Ue. Senza dubbio avrebbe lo stesso risultato anche “la strutturazione progressiva di una politica di difesa comune”. L’Inghilterra spende per la difesa il 4 per cento del pil e sta riducendo la consistenza delle sue forze armate per avere il denaro necessario per stare al passo con la Network Centric Warfare ad alta teconologia degli Stati Uniti. L’Europa al momento spende meno del 2 per cento e le sarebbe necessario un massiccio aumento delle tasse e/o altrettanto massicci tagli al welfare per raggiungere una capacità difensiva adeguata e autonoma (da che cosa? La Nato?, e da chi? L’America?).

    In questa Costituzione l’antiamericanismo ha preso il posto che una volta aveva in Europa l’antisemitismo.
    C’è poi il punto di vista dei paesi piccoli che si considerano come i poveri contadini emigrati negli Stati Uniti elevati alla condizione di cittadini di una grande potenza. A questa categoria appartiene il desiderio del premier greco per “un’unione politica concreta” o quello degli olandesi per il trasferimento dei seggi permanenti dell’Inghilterra e della Francia nel Consiglio di sicurezza dell’Onu a una nuova “persona legale” europea.
    C’è infine la visione da “Vecchia Europa” di una Fortezza Europa centrata sulla Rhineland, con molta cura per il welfare, tasse elevate e alti sussidi di disoccupazione, come proclama l’invocazione sulla prima pagina della Costituzione: “Tutte le correnti filosofiche dell’Illuminismo”, con la significativa esclusione di quella facente capo ad Adam Smith.
    Perché la visione degli inglesi è quella di un’area di libero commercio europeo e basta.
    Se si tratta di un vero mercato, deve produrre denaro con il massimo di efficienza e il minimo di trambusto e burocrazia.
    La più dinamica “mano invisibile” in Europa è rappresentata dagli immigrati, e anche in questo caso la Costituzione è vaga sul significato del termine “europeo”.

    Giuliano Amato ha dato questa definizione alla Convenzione:
    “L’Europa concepisce se stessa come qualcosa di specifico… c’è un ‘europeità’ comune a tutti i popoli europei… questa ‘europeità’ merita di essere conservata e sviluppata, lasciando tuttavia aperto il problema di stabilire in che cosa essa consista”. Ritorniamo al mai ben precisato “cuscinetto molle”.
    L’Europa, quale è definita dalla Costituzione appare falsa quanto quell’invenzione medievale di un’Europa unita, il Sacro Romano Impero, che, come sottolineò il grande scopritore di falsi, Voltaire, “non era né Sacro, né Impero, né Romano”.

    Richard Newbury

    da il Foglio

    saluti

 

 

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