Per noi vecchi nipotini di Stalin è davvero una salutare lezione quella impartitaci dalla CDL.
Ammetto che sia valsa la pena attendere il 13 maggio del 2001 per ammirare cosi tanta democrazia tutta in una volta.
Vi assicuro che sto prendendo freneticamente appunti per evitare che in futuro noi cattocomunisti si abbia a ripetere gli stessi errori del passato
Dunque, correggetemi se sbaglio: la democrazia nella sua versione più nobile e pura, quella cidiellina, prevede che un magnate televisivo, e dunque concessionario di un bene statale (nella fattispecie l' etere), se desidera fare il Primo Ministro non sia assolutamente tenuto a disfarsi delle sue tv. Difatti, tale versione della democrazia non vede nulla di strano nel fatto che il signore in questione diventi poi, al momento di rinnovare dette concessioni, controparte di sé stesso. Sempre questa democrazia non ha obiezioni da muovere, ma, anzi, trova sia augurabile che in campagna elettorale le sue tv trasmettano tranquillamente pubblicità elettorale affinché i soldi escano dalle tasche del Primo Ministro ed entrino in quelle del concessionario statale. Quest' ultimo provvederà poi a foraggiare nuovamente il Primo Ministro acciocché egli possa permettersi un numero sempre maggiore di spot o cartelloni pubblicitari e avanti cosi, facendo muovere i denari in circolo, fino al giorno delle elezioni.
Continuiamo.
La democrazia ch' è tornata il 13 maggio 2001 espressamente prevede che il Presidente del Consiglio, ove indiziato di reati, non debba assolutamente recarsi in tribunale a discolparsi dalle accuse come un plebeo qualunque, ma si faccia approvare leggi ad hoc che rinviino all' infinito il giorno del processo affinché le ipotesi di reato cadano in prescrizione.
Se ciò non dovesse accadere, si dovrà reintrodurre l' immunità per le 5 più alte cariche dello Stato prevista dalla costituzione del 1946. Costituzione che solo pochi mesi fa era d' impronta bolscevica ma se serve agli scopi del Premier può benissimo tornare ad essere un modello da imitare.
Insomma, cari amici azzurri, sono sopraffatto dalla commozione e dall' entusiasmo nel vedere cosi tanta democrazia all' opera tutta in una volta. Vi chiedo quindi di procedere con più cautela, di somministrarcela a rate questa democrazia si nobile e pura.
Non ci siamo abituati, non vorremmo ci desse alla testa.
Gianni Guelfi




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