Immigrati, salta la tregua Bossi-Fini


Il Senatur: resto contrario, sentirò la base. Calderoli: test di italianità. Il vicepremier: "Oppo-sizione da neofascisti. Ma non affonderemo il governo e litigheremo fino al 2006"


ROMA - La tregua sul voto agli immigrati dura meno di 24 ore. Imposta mercoledì dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi e annunciata da Bossi come se fosse cosa sua si è rotta quasi subito. Il tempo che la Lega ha fatto circolare alcune "ipotesi di discussione" come il "test di italianità " e la linea del dialogo tra Gianfranco Fini e il Senatur è caduta in modo per ora inesorabile. A complicar le cose c'è poi il fatto che in serata il capo della Lega ha fatto sapere che sarà il popolo leghista a decidere come comportarsi sul progetto di legge di Fini. Una sorta di referendum sullo stato della maggioranza, e sui rapporti fra il loro partito e la Casa della Libertà. Per il 25 e 26 ottobre sono convocate le assemblee provinciali, in vista di una assemblea federale in programma per il 9 novembre, facile immaginare che sino ad allora la febbre rimarrà alta. Anche perché An rifiuta la mano tesa dai Ds , che ieri avevano fatto sapere che non ci sarebbe "nulla di male a fare una sorta di Turco-Fini".

A far innervosire gli uomini di Fini era stato, in ordine di tempo, prima il Guardasigilli Roberto Castelli, che aveva definito "incostituzionale", e "piena di incongruenze e ingiustizie" la proposta di legge del leader di An. A complicar le cose erano seguite poi le parole del capogruppo leghista alla Camera Alessandro Cé, non può essere che un “passo indietro” di An e Udc sull’ipotesi di cercarsi una maggioranza assembleare.

La questione era già definitivamente impazzita quando arrivavano le dichiarazioni di Roberto Calderoli che ha presentato un altro disegno di legge, in cui si impone un “test di naturalizzazione” per gli stranieri che facciano richiesta di cittadinanza. "Il metodo da noi individuato - ha spiegato il vice presidente del Senato - è quello di richiedere, all'immigrato che intende diventare cittadino italiano, il superamento di un esame che dimostri il reale livello di integrazione nella nostra società. E oltre a comprendere una prova di lingua italiana e locale, in base alla regione di residenza, comprende anche domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni, sistemi istituzionali, sia nazionali che locali".

Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera per Alleanza Nazionale, non ha voluto, o potuto rispondere, a tono, limitandosi a un "che simpatica proposta" che la dice tutta su come i rapporti tra i due alleati siano spezzati. Illuminante in questo senso l'augurio successivo di La Russa: "Speriamo che il progetto Fini sia approvato in questa legislatura, con il consenso determinante della Cdl". Fini, che non si fa intimorire dalla battaglia polemica, replica: "La Lega a volte si comporta come i neofascisti di Forza Nuova". E in un "colloquio" con Repubblica distende un poco i toni e dice, non senza humor: "Non affonderemo il governo e litigheremo fino al 2006".

(17 OTTOBRE 2003; ORE 08:20)