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Tra tutti gli ex ordinovisti, a dargli più preoccupazioni è
Martino Siciliano.
Siciliano vive in Francia, nella zona di Tolosa, dal 1979.
Con i suoi ex compagni d'armi sembrava non avesse che
contatti episodici. Dopo aver trovato un impiego in Fran-
cia in una discoteca gestita da italiani, s'è trasformato in
rappresentante di commercio mettendosi a lavorare per
due imprese tedesche, una di giocattoli e l'altra di articoli
da campeggio. Di tutti gli ex militanti di Ordine Nuovo, è
quello che ne è uscito peggio: vegeta nel lavoro e corre vo-
ce di una sua debolezza psicologica.
Non milita più dal 1972, data in cui venne sospeso da
Ordine Nuovo dopo avere inviato al capo del movimento,
Pino Rauti, una lettera che denunciava i metodi sbrigativi
dei suoi colleghi del gruppo milanese della Fenice, e in
particolare di Giancarlo Rognoni. In quella lettera si par-
lava di eliminazione fisica di avversari politici e di contat-
ti con la criminalità comune.
Da allora Siciliano vive nel rimorso. L'espulsione da
Ordine Nuovo gli ha aperto definitivamente gli occhi sui
metodi dei suoi ex compagni. Ha capito, sebbene un po'
tardi, che quando, nelle riunioni di cellula, i suoi capi par-
lavano «delle stragi come mezzi di lotta politica», non
scherzavano. Non solo: ha maturato la certezza che a met-
tere le bombe in piazza Fontana non è stato altri che il suo
amico d'infanzia Delfo Zorzi.
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Questo passo è tratto dal libro "Piazza Fontana" di Calvi e Laurent, edito da Mondadori nel 1997, ritirato dalla circolazione dopo pochissimo e mai più riedito. In circolazione ne esistono pochissime copie sfuggite al rastrellamento. La copia da cui è stato tratto il passo, è stata trovata su una bancarella per puro caso.
Chi volesse leggere il resto, può prelevare lo scan completo del libro in formato word (360 kb zippati) dal sito http://www.geocities.com/libreriaantagonista , alla pagina "libri gratis".




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