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Risultati da 1 a 10 di 78
  1. #1
    Manuel
    Ospite

    Predefinito Diritto di voto amministrativo agli immigrati Fini lancia la proposta

    «I tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate». Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini a conclusione della Conferenza sulle politiche europee sull'immigrazione.
    «Al 31 dicembre 2003 - ha spiegato Fini tracciando un bilancio della legge sull'immigrazione - prevediamo almeno 650mila extracomunitari che avranno regolare contratto di lavoro e contributi pagati». E a proposito delle quote d'ingresso degli immigrati, previsto dalla legge Bossi-Fini ha aggiunto: «non escludiamo affatto in futuro, non fra anni ma fra qualche mese, di fare a meno del meccanismo delle quote d'ingresso» e «completata la rete telematica e messa in correlazione domanda e offerta si può pensare di fare entrare in italia, a prescindere dalle quote, tanti lavoratori stranieri quanti saranno i contratti di lavoro».
    LA REAZIONE DELLA LEGA - La proposta di Fini ha scatenato immediatamente la dura reazione della Lega. Reazione ancora più accentuata dopo che autorevoli esponenti dell'Udc, come Bruno Tabacci presidente della Commissione Attività produttive della Camera, si erano detti favorevoli alla proposta di Fini. «Il voto agli immigrati - ha detto Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega, riferendosi alle aperture che oggi Gianfranco Fini ha fatto sul tema e alle posizioni dell'UDc - non è un tema che fa parte dell'agenda di governo. Se Fini insiste, il governo va a casa». La posizione di Calderoli è rilanciata da Alessandro Cè, capogruppo della Lega alla Camera: «Mi auguro - ha detto - che Fini per questioni di visibilità non voglia andare al voto anticipato». «La Costituzione all'articolo 48 garantisce ai cittadini il voto - aggiunge Cè - e i cittadini sono gli italiani. Fini dimentica la distinzione tra popolo e popolazione, che si ha, quest'ultima, quando un certo numero di persone risiede su un territorio. Il popolo invece ha un idem sentire in termini di cultura». Il capogruppo della Lega conclude: «Non capisco se Fini voglia fare rumore, casino o se voglia andare ad elezioni anticipate. Le sue dichiarazioni sono poco sagge e poco motivate».
    LA CONTROREPLICA DI FINI - La reazione di Fini al duro attacco della Lega non si è fatta attendere. «Confermo - ha aggiunto Fini - che a mio avviso sono maturi i tempi per discutere del diritto di voto amministrativo per gli immigrati che vivono, lavorano, pagano le tasse in Italia e hanno ottenuto la carta di soggiorno. Sono maturi anche perchè la nuova legeg funziona ed ha dimostrato di garantire l'integrazione di centinaia di migliaia di stranieri che lavorano con regolare contratto. Integrazione significa parità di diritti e di doveri ed è un obiettivo che il Governo di centrodestra ha sempre tenuto presente insieme a quello della legalità, del giusto rigore verso i clandestini. Spero che la Lega dimostri di esserne cosciente: non avere la nazionalità italiana non può voler dire essere cittadini di serie B. Quanto al plauso della sinistra, mi lascia indifferente. È palesemente strumentale se solo si pensa alla caterva di insulti che ha accompagnato la legge 189».

  2. #2
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    Predefinito

    Solo il diritto di voto spetta ai fratelli immigrati?
    Visto che sono meno (per ora) degli autoctoni,dovrebbero poter votare almeno 3-4 volte per ogni elezione.

  3. #3
    Manuel
    Ospite

    Predefinito Ci siamo capiti?

    Silvio Berlusconi deve richiamare 'tutti al senso di responsabilita'', dichiara il vice premier Fini. 'Nella coalizione non puo' esserci qualcuno che ha libera patente di corsa e scorrazza a destra e sinistra, perche' tanto parla ai suoi elettori, e altri che al contrario esercitano il senso di responsabilita''. 'Sono stato chiaro - aggiunge Fini -. Quando dico tutti vuol dire tutti. E da noi vuol dire in particolar modo uno. Ci siamo capiti'.

  4. #4
    Manuel
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Dragonball
    Solo il diritto di voto spetta ai fratelli immigrati?
    Visto che sono meno (per ora) degli autoctoni,dovrebbero poter votare almeno 3-4 volte per ogni elezione.
    Dragonball devi tener presente che si parla di voto ammistrativo e non politico dove naturamente è necessaria anche la cittadinanza italiana e non solo la residenza.

  5. #5
    Manuel
    Ospite

    Predefinito

    Una proposta sul voto agli immigrati fatta dai consiglieri comunali di Genova


    MOZIONE

    I sottoscritti consiglieri:

    Considerato che:
    • Le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche degli ultimi anni impongono una riflessione attenta sui principi della cittadinanza, della partecipazione, della coesione sociale e sugli strumenti di cui una pubblica amministrazione deve dotarsi per una loro piena e dispiegata applicazione;
    • Per sviluppare un lavoro in questa direzione, il Comune di Genova ha aderito alla ³Carta europea dei diritti dell¹uomo nella cittಠproposta dal Comune di Venezia;
    • Alla ³Carta europea dei diritti dell¹uomo nella cittಠhanno aderito tantissimi comuni italiani ed europei, di grandi e piccole dimensioni, e con amministrazioni di ogni colore politico;
    • Tra le varie questioni relative alla cittadinanza, una delle più pressanti è quella relativa alle trasformazioni che la popolazione migrante sempre crescente pone alle nostre comunità;

    Considerato infatti che:
    • sempre più la nostra città (come del resto tutto il mondo occidentale) è meta di cittadini stranieri che cercano lavoro e una vita serena spesso fuggendo da situazioni di gravi difficoltà (guerre, persecuzioni politiche, povertà e carestie) presenti nei loro paesi di origine;
    • la popolazione migrante di provenienza extra UE residente a Genova si attesta oramai intorno alle 20 mila unità;
    • questo numero è destinato ad aumentare sino a circa 30 mila unità, alla conclusione del percorso della Sanatoria prevista dalla legge Bossi-Fini;
    • secondo i dati ancora parziali della Prefettura la sanatoria dovrebbe concludersi a Genova con circa il 95% delle domande accolte;
    • quest¹ultimo dato testimonia di quanto, nonostante le gravissime ristrettezze imposte dalla legge Bossi-Fini, la stragrande maggioranza delle persone immigrate intenda vivere nel nostro paese e nella nostra città rispettando le normali regole della convivenza civile e democratica;

    In virtù del fatto che:
    • se ad un cittadino viene richiesto il rispetto dei doveri della cittadinanza democratica, a ciò dovrebbe corrispondere perlomeno in uno stato di diritto avanzato l¹attribuzione, a quello stesso cittadino, di pieni diritti della cittadinanza democratica ;
    • il primo, e probabilmente più importante dei diritti in una democrazia rappresentativa, è il diritto di elettorato attivo e passivo;
    • i diritti di elettorato attivo e passivo ai cittadini extracomunitari alle elezioni amministrative sono già riconosciuti in Irlanda (dal 1963), in Svezia (dal 1975), in Danimarca (dal 1981), in Olanda (dal 1985)e in Norvegia (dal 1993).

    Considerato inoltre che:
    • non è ³principio della legge² la riserva del voto ai soli italiani alle elezioni amministrative: infatti votano in Italia i cittadini della Unione Europea nelle elezioni amministrative;
    • l¹art. 9 del Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) prevede espressamente il diritto di voto per gli stranieri extra UE, dicendo al suo comma 4 che ³Šil titolare della carta di soggiorno può: (...) partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l'elettorato quando previsto dall'ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992.²
    • Le modifiche recenti al Titolo V della Costituzione attribuiscono ruoli e competenze più forti agli Enti Locali e alle Regioni;
    • Uno dei temi affrontati dalla ³Carta europea dei diritti dell¹uomo nella cittಠè proprio quello relativo all¹attribuzione del voto alle elezioni amministrative per tutti i cittadini residenti, indipendentemente dal loro paese di provenienza;
    • Lo Statuto di un Comune è il luogo che definisce il patto di cittadinanza e le regole democratiche della convivenza nella comunità di riferimento

    IMPEGNANO IL SINDACO e IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE in qualità di Presidente della Prima Commissione consigliare

    a elaborare - in seno alla Commissione ed entro la fine dell¹anno - una proposta di modifica di Statuto del Comune di Genova che preveda il diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini stranieri di provenienza extra UE o apolidi residenti nel territorio Comunale ;

    ad elaborare proposte di modifiche dello statuto che recepiscano in generale i principi esposti nella ³Carta europea dei diritti dell¹uomo nella città²

  6. #6
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    Predefinito

    Era ora! A.N. deve smetterla di vivere nell'ambiguità, e mostrare il suo vero volto.
    Fini deve aver valutato che è ora di gettare la maschera, e fare outing definitivo. E' sempre tardi. Troppa militanza in buonafede è stata ingannata.

  7. #7
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    Predefinito Re: Diritto di voto amministrativo agli immigrati Fini lancia la proposta

    In origine postato da Manuel
    «I tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate». Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini a conclusione della Conferenza sulle politiche europee sull'immigrazione.
    «Al 31 dicembre 2003 - ha spiegato Fini tracciando un bilancio della legge sull'immigrazione - prevediamo almeno 650mila extracomunitari che avranno regolare contratto di lavoro e contributi pagati». E a proposito delle quote d'ingresso degli immigrati, previsto dalla legge Bossi-Fini ha aggiunto: «non escludiamo affatto in futuro, non fra anni ma fra qualche mese, di fare a meno del meccanismo delle quote d'ingresso» e «completata la rete telematica e messa in correlazione domanda e offerta si può pensare di fare entrare in italia, a prescindere dalle quote, tanti lavoratori stranieri quanti saranno i contratti di lavoro».
    LA REAZIONE DELLA LEGA - La proposta di Fini ha scatenato immediatamente la dura reazione della Lega. Reazione ancora più accentuata dopo che autorevoli esponenti dell'Udc, come Bruno Tabacci presidente della Commissione Attività produttive della Camera, si erano detti favorevoli alla proposta di Fini. «Il voto agli immigrati - ha detto Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega, riferendosi alle aperture che oggi Gianfranco Fini ha fatto sul tema e alle posizioni dell'UDc - non è un tema che fa parte dell'agenda di governo. Se Fini insiste, il governo va a casa». La posizione di Calderoli è rilanciata da Alessandro Cè, capogruppo della Lega alla Camera: «Mi auguro - ha detto - che Fini per questioni di visibilità non voglia andare al voto anticipato». «La Costituzione all'articolo 48 garantisce ai cittadini il voto - aggiunge Cè - e i cittadini sono gli italiani. Fini dimentica la distinzione tra popolo e popolazione, che si ha, quest'ultima, quando un certo numero di persone risiede su un territorio. Il popolo invece ha un idem sentire in termini di cultura». Il capogruppo della Lega conclude: «Non capisco se Fini voglia fare rumore, casino o se voglia andare ad elezioni anticipate. Le sue dichiarazioni sono poco sagge e poco motivate».
    LA CONTROREPLICA DI FINI - La reazione di Fini al duro attacco della Lega non si è fatta attendere. «Confermo - ha aggiunto Fini - che a mio avviso sono maturi i tempi per discutere del diritto di voto amministrativo per gli immigrati che vivono, lavorano, pagano le tasse in Italia e hanno ottenuto la carta di soggiorno. Sono maturi anche perchè la nuova legge funziona ed ha dimostrato di garantire l'integrazione di centinaia di migliaia di stranieri che lavorano con regolare contratto. Integrazione significa parità di diritti e di doveri ed è un obiettivo che il Governo di centrodestra ha sempre tenuto presente insieme a quello della legalità, del giusto rigore verso i clandestini. Spero che la Lega dimostri di esserne cosciente: non avere la nazionalità italiana non può voler dire essere cittadini di serie B. Quanto al plauso della sinistra, mi lascia indifferente. È palesemente strumentale se solo si pensa alla caterva di insulti che ha accompagnato la legge 189».
    Ecco spiegato il perché di tutti gli sbarchi di clandestini da quando la Cdl è al governo. Li han fatti entrare apposta con la promessa del voto!

    g.g.

  8. #8
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Re: Ci siamo capiti?

    In origine postato da Manuel
    Silvio Berlusconi deve richiamare 'tutti al senso di responsabilita'', dichiara il vice premier Fini. 'Nella coalizione non puo' esserci qualcuno che ha libera patente di corsa e scorrazza a destra e sinistra, .

    E' esattamente quello che ha fatto lui....con chi aveva concordato quest'uscita?.....ne aveva prima parlato con gli alleati o si è preso la licenza di scorazzare a destra e a sinistra da solo

  9. #9
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito

    Ma lo scimmione Feccia cosa ne dice? chissà se gli danno il diritto di voto, così torna a votare radicale ahahah

  10. #10
    memoria storica di PoL
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