GWN n.27
in questo numero:

- Pur di opporsi alle biotecnologie si torna al paganesimo. Ambientalisti in adorazione della dea Cerere.

- Alimenti biologici: mitologia dei radical chic

- Anche la Coldiretti ammette il calo dei consumi dei prodotti organici

- Il principe Carlo vende il biologico ma beve ogm

- La scienza non va demonizzata
Mons. Elio Sgreccia si pronuncia sugli OGM

- «La ricerca scientifica è un dono e un dovere sacrosanto», afferma il cardinale Tonini

- Ancora niente di fatto sulla ratifica del protocollo di Kyoto da parte della Russia.

- Scienziati russi e americani contro Kyoto



- Premio Sorella Natura all¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum




Pur di opporsi alle biotecnologie si torna al paganesimo . Ambientalisti in adorazione della dea Cerere.

GWN _ Con un cesto pieno di semi non modificati geneticamente in dono a Cerere, dea delle messi e dell'agricoltura, il Centro Internazionale Crocevia, Greenpeace Italia, Verdi Ambiente Società, Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Associazione rurale italiana e Flai-Cgil hanno lanciato, il 14 ottobre davanti al Tempio di Vesta, il proprio appello in difesa di "un'agricoltura libera da ogm"1 .
"La nostra manifestazione vuole essere un gesto simbolico - ha afferma il presidente del Centro Internazionale Crocevia, Antonio Onorati - contro la contaminazione da ogm, perché ci sembra che, nonostante i 2/3 degli europei abbiano manifestato apertamente di non volerli, si continua a presentare e promuovere provvedimenti a loro favore".
"Di fronte alla responsabilità dei Governi, fino ad oggi incapaci di risolvere il problema, - ha spiegato il presidente del Centro Internazionale Crocevia - ci vediamo costretti a rivolgerci simbolicamente alla Dea Cerere, così come le si rivolgevano i romani in tempo di carestia, per garantire a tutti il diritto di coltivare le sementi libere dagli organismi geneticamente modificati".
L¹aspetto più incredibile della manifestazione e delle dichiarazioni fatte da Antonio Onorati è che in Italia i semi e la ricerca biotech sono vietati, gli unici a non essere liberi nel nostro Paese sono i ricercatori e gli agricoltori, i quali non possono né fare ricerche né utilizzare le biotecnologie vegetali.
Se veramente i due terzi degli europei è contro gli ogm, perché s ha così paura di permetterne la libera vendita?
Dovrebbero essere in pochi quelli che utilizzeranno gli ogm.
O forse si teme che una volta utilizzati, come è avvenuto in gran parte del pianeta, gli agricoltori non ne faranno più a meno?.


Alimenti biologici: mitologia dei radical chic

GWN _ Un critica seria a quello che nel mondo ricco viene chiamato ³cibo biologico² è stata pubblicata sul Times di Londra2 .
Il prof. Dick Taverne (presidente del Sense About Science), ha scritto: «Proprio ieri la Soil Association è stata interpellata per poter rifornire le scuole di alimenti di tipo biologico.
Se pensate che ciò possa sembrare salutare, vi sbagliate di grosso. Ogni cuoco che viene passato in televisione così come le riviste che danno consigli sul modo di vivere ci dicono sempre che il cibo biologico ha un sapore migliore ed è più salutare degli altri tipi di alimenti. I supermercati lo promuovono in continuazione e il Governo dona sussidi agli agricoltori affinché abbiano la possibilità di coltivarlo. Stando a quanto si dice, noi inglesi potremmo, addirittura, godere di una salute migliore e la nostra campagna potrebbe tornare ,ancora una volta, a prosperare rigogliosamente, se solo tutti ci dessimo alla coltivazione biologica.
In realtà, la mania per il cibo biologico è costruita su di un mito. Essa ha preso avvio da una bufala scientifica, ha continuato ad imperversare senza nessuna ragione, su nessuna delle affermazioni fatte in merito a questo argomento sono state addotte delle prove valide, e se continuerà a prendere piede in questo modo, arriverà a danneggiare la salute della nazione intera.
A cominciare dai sommi sacerdoti del movimento per i cibi biologici che ci dicono quanto le sostanze chimiche naturali siano buone mentre quelle sintetiche sono cattive. Ciò non è nient¹altro che un¹assurdità bell¹e buona. Una molecola è una molecola, sia che essa sia il risultato di un processo sintetico che di uno naturale. Molte droghe sintetiche che uccidono i batteri sono altamente benefiche; così come molte sostanze chimiche naturali sono in realtà altamente venefiche. L¹Arsenio, il ricino e l¹aflotoxina sono le sostanze chimiche naturali più nocive esistenti in natura. Tuttavia la presunta superiorità del prodotto naturale su quello sintetico è la pietra fondante su cui poggia il movimento per i cibi biologici.
Per continuare, le regole che i coltivatori di cibi biologici sono costretti a rispettare sono un prodigio di inconsistenza. Esse consentono l¹uso di sostanze pesticide, come per esempio l¹utilizzo del molto tossico Bacillus thuringiensis (Bt), mentre la Soil Association, che è colei che detta legge in materia, si oppone aspramente all¹impiego parziale del gene Bt all¹interno di piantagioni GM, sebbene questo possa evitare il dover ricorrere all¹utilizzo degli spray. In realtà, le irrorazioni a base di Bt uccidono molti insetti di grande utilità che non sono nocivi, andando così a scapito dell¹ambiente, laddove , invece, una coltura GM che fa uso del Bt colpirebbe solamente degli insetti in particolare. E ancora, è consentito l¹uso di un anticrittogamico inorganico, il solfato di rame; mentre, cosa ancora più stupefacente, vengono banditi gli anticrittogamici più innocui.
Ma il cibo biologico non è più salutare perché contiene meno residui di pesticidi? Questi timori sui residui dei pesticidi rappresentano un altro mito. Come Sir John Krebs, capo della Food Standards Agency, ha detto già una volta : una singola tazza di caffè contiene, come minimo, tanti agenti cangerogini naturali da uguagliare l¹effetto dei pesticidi cancerogeni presenti in una normale dieta.
Ma ha un sapore migliore però? Molte persone giurano che è proprio vero; tuttavia, le prove con i paraocchi utilizzate per esempio nei supermercati, dimostrano che nessuno riesce a distinguere la differenza: questa convinzione è una vera e propria montatura giornalistica.
Stessa cosa per la biodiversità, uno studio portato avanti alla Boarded Farms nell¹Essex, e che ha messo a confronto il simile con il simile, vale a dire, le colture di tipo biologico e quelle di tipo non biologico appartenenti agli stessi coltivatori, infatti, ha dimostrato che il vero problema è costituito dal modo in cui queste coltivazioni vengono condotte.
Le coltivazioni di tipo convenzionale che vengono gestite in maniera oculata, non risultavano dannose per gli animali e le piante selvatiche; difatti, un sistema che preveda una conduzione integrata dell¹azienda agricola risultava migliore di una coltivazione biologica rispettosa della biodiversità, ed inoltre impiegava meno energia e lavoro.
E ancora, ogni volta che delle affermazioni riguardanti le coltivazioni biologiche vengono esaminate in maniera oggettiva, queste vengono immediatamente rigettate indietro.
Una volta, quando venne sollevata una rimostranza presso la Advertising Standards Authority nei confronti dei volantini diffusi dalla Soil Association, nei quali vi era scritto che il cibo biologico è più gustoso, più salutare e più rispettoso per l¹ambiente, essa venne subito accolta e i volantini dovettero essere immediatamente ritirati.
Alcuni sostengono che non è un problema se affermazioni di questo tipo risultano false e se il cibo biologico costa di più, fino a quando i consumatori saranno disposti a pagare e i coltivatori saranno disposti a trarne guadagno. Ma certo, invece, che questo è un problema. Fin quando la frutta e la verdura biologica saranno così costose, e fin quando i prodotti biologici conquisteranno sempre una maggiore fetta di mercato, le famiglie a basso reddito e i bambini che frequentano scuole che non godono di alti finanziamenti, saranno costretti a mangiare meno frutta e sempre meno verdura.
Così facendo, perderanno il loro sistema protettivo nei confronti del cancro, che si può ottenere seguendo un sano regime alimentare, e per questo molti di loro moriranno più giovani. Il cibo scadente può essere un lusso per le ricche (e rumorose) classi medie, ma non per quelle che hanno un salario inferiore.
Ma forse, la cosa più straordinaria per ciò che riguarda l¹agricoltura biologica sta nella volontà del Governo intenzionato ad espanderla. E noi contribuenti ne paghiamo le spese». (Mirko Testa)


Anche la Coldiretti ammette il calo dei consumi dei prodotti organici

GWN - Cresce il numero delle mamme che non è contenta dei menù biologici imposti nelle mense scolastiche.
La qualità del cibo è bassa, i contenuti alimentari minori rispetto agli altri prodotti, i costi sono maggiori ed ai bambini non piace. Alle mamme sembra non piacere la scelta dittatoriale che impone solo il menù biologico senza avere nessuna possibile alternativa.
La moda dei cosiddetti ³alimenti biologici² comincia a mostrare i suoi limiti, ed i consumatori la stanno già abbandonando.
Anche la Coldiretti, che pure ha investito la propria immagine e tantissimi denari in campagne promozionale, è costretta ad ammettere che ³produzione e consumi di alimenti biologici stanno calando²3 .
Secondo la Coldiretti nel 2002 sia le imprese agricole (-8,9%) sia la superficie dedicata al biologico (-5,6% ) si sono ridotte. Una flessione che riguarda anche gli alimenti biologici confezionati acquistati dalle famiglie italiane che hanno fatto segnare una diminuzione in quantità dell'1,6%. Il calo più consistente ha interessato gli acquisti di prodotti per l'infanzia (-16 %), seguiti da frutta e verdura (-3%), latte e derivati (-3%), bevande (-2%) e pasta e riso (-1%), mentre sono aumentate le quantità acquistate di carne e derivati (+9%) e uova (+29%).
Di fronte ad evidenti segni di stagnazione di un mercato che sembra non avere futuro, anche perché nessuno è disposto a pagare di più un prodotto che vale di meno, la Coldiretti se la prende con le importazioni estere e soprattutto cerca di spostare tutta l¹attenzione nella lotta contro i prodotti OGM.
Invece di valorizzare i prodotti tipici italiani favorendo la ricerca biotech da parte degli italiani, la Coldiretti solleva un gran polverone contro gli ogm.
La Coldiretti è così terrorizzata di un confronto qualitativo sui prodotti agricoli, che sta cercando in ogni modo di impedire che gli ogm possano arrivare ai consumatori.
Ma non è con la confusione che si potrà continuare a gabbare le persone.
La verità, prima o poi emerge, e non c¹è trucco che possa durare a lungo.
Vale a questo punto una massima che Riccardo Chiaberge ha scritto sul supplemento culturale del Sole 24 Ore: «La verità è troppo banale per fare audience, va bene per i creduloni; gli scafati chic preferiscono la bufala; per dimostrare che non la bevono, se la mangiano4 »


Il principe Carlo vende il biologico ma beve ogm

GWN _ «Il principe Carlo è uno degli organismi più geneticamente modificati del pianeta5 ». Lo ha detto lo scienziato Robert Winston in un sarcastico commento circa la campagna condotta dall'erede al trono contro gli Ogm. Il professore ha espresso la sua critica durante una conferenza a cui erano presenti 800 persone, alle quali ha mostrato due fotografie del principe su uno schermo gigante. Nella prima immagine, Carlo beveva una tazza di tè, nella seconda riceveva un garofano. "Il principe Carlo ha condotto una campagna contro gli ogm in cui ha espresso tutta la sua repulsione verso questi organismi. Eppure, eccolo qua che beve tè Assam, geneticamente modificato in grandi quantità, mentre a questa esposizione di fiori riceve un garofano, uno dei fiori più modificati di tutti". Lo scienziato ha successivamente espresso la sua ammirazione per la principessa Anna per via del suo aiuto ai paesi del Terzo mondo ed ha accusato coloro che si oppongono agli Ogm di ignorare i potenziali benefici della biotecnologia nella lotta alla fame nel mondo.


La scienza non va demonizzata
Mons. Elio Sgreccia si pronuncia sugli OGM

GWN _ «Non ci deve essere chiusura per l'intervento dell'uomo sulle piante e sugli animali anche nel campo genetico6 ». Lo ha affermato mons. Elio Sgreccia, vice-presidente della Pontificia Accademia per la Vita e direttore del Centro di Bioetica della Università Cattolica a One O Five Live, il canale in FM della Radio Vaticana, nel corso di un programma dedicato al rapporto tra la Chiesa e gli Ogm. Un conto, ha detto è "il discorso bioetico su animali e piante, altro sono le biotecnologie sull'uomo, a mio avviso ma anche a parere di gruppi di studio che abbiamo già attivato, sono da mantenere in evidenza. Credo che bisogna dare credito alla scienza. Ad una scienza eticamente ispirata. Non ci devono essere allarmi gonfiati , ma dall'altra parte se ci sono rischi devono essere sottoposti a controlli". "Qualora l'intervento genetico su piante ed animali risulti esente da danni e
utile all'uomo non ci deve essere chiusura. Finora non sono stati denunciati gravissimi rischi, se non come allarmi generici».
«Il discorso sulle biotecnologie - ha spiegato mons. Sgreccia - non deve essere utilizzato semplicemente per il protezionismo economico, cioè per paura che i prodotti preesistenti possano diventare in concorrenza con i nuovi a loro svantaggio". "Su questi problemi e su altri importanti in questo periodo e scorcio di storia, il segreto sta nel congiungere la scienza, con le sue indubbie capacità di avanzare e di verificare la verità oggettiva di carattere sperimentale, con i valori umani ed i bisogni della persona umana
guardando anche ai processi economici globalizzati».



«La ricerca scientifica è un dono e un dovere sacrosanto», afferma il cardinale Tonini

GWN _ «La Chiesa ha il dovere di raccogliere il grido dei disperati. Se il cibo transgenico consente davvero di sfamare un miliardo di poveri sarebbe un crimine sbarrare la strada agli Ogm. La ricerca scientifica è un dono e un dovere sacrosanto7 ». In un'intervista a LA STAMPA, il cardinale Ersilio Tonini ha messo in guardia da quello che definisce il "deplorevole egoismo"che spinge l'Europa a boicottare le coltivazioni biotech "per chiusura protezionistica, per paura che diminuiscano i prezzi dei propri prodotti agricoli". "Nella Bibbia - dice il cardinale - sta scritto che l'uomo deve utilizzare la natura per scoprirne i tesori, perciò gli Ogm, come ogni scoperta scientifica, sono un'esaltazione della vita, dell'intelligenza umana, della grandezza del dono divino. Nella visione cristiana la conoscenza é un dovere e una responsabilità. E ciò non vale solo per l'uso delle biotecnologie in campo agroalimentare, ma per ogni settore della scienza. Giovanni Paolo II in un discorso ai genetisti, li ha esortati a procedere con il massimo fervore nella ricerca sul genoma umano. Solo così un domani sarà possibile eliminare definitivamente morbi impietosi e malattie oggi ritenute incurabili. Certo servono regolamentazioni della ricerca (l'uomo non può mai essere usato come strumento di ricerca), però mortificare l'intelligenza umana per partito preso è un grave peccato.
Sugli Ogm la Chiesa si sta muovendo con grande libertà e lungimiranza. Senza timori infondati e ragionando a misura di pianeta".

Ancora niente di fatto sulla ratifica del protocollo di Kyoto da parte della Russia.

GWN _ Lo scorso 29 settembre, in apertura di una conferenza di cinque giorni sul cambiamento climatico, il presidente Putin ha ribadito che il governo russo sta studiando con impegno la questione ma la ratifica del protocollo fa parte di un complesso e non chiaro problema. Non si aspettano, perciò, esiti positivi in tempi rapidi. Inoltre, tra il serio ed il faceto, Putin ha aggiunto che per la Russia qualche grado di più non sarebbe poi così male e permetterebbe di risparmiare parte del denaro che si spende per combattere il freddo.
In realtà il problema è squisitamente Œcontabile¹: 113 paesi, che rappresentano il 44 % di emissioni di gas serra, hanno ratificato il protocollo di Kyoto; gli USA, (36% delle emissioni totali), per bocca del presidente Bush due anni fa lo hanno rifiutato, opponendo una serie di motivi non del tutto infondati, a detta di alcuni esponenti della comunità scientifica. La Russia, invece, detiene, o almeno deteneva nel 1990, il 17% delle emissioni. Poiché è necessario l¹accordo dei paesi che detengono in tutto il 55 % delle emissioni, l¹ago della bilancia è la Russia: essa potrebbe, col suo assenso, dare il via all¹entrata in vigore del protocollo o bloccare tutto in caso contrario. Un¹occasione del genere non è da poco.
Il segretario generale dell¹ONU, Kofi Annan, ha auspicato Œardentemente¹, in un messaggio inviato alla conferenza, il sì della Russia.
D¹altra parte, poiché le attuali emissioni russe sono di parecchio inferiori a quelle stimate nel 1990, la Russia potrebbe cedere la quota eccedente ad altri paesi, agevolandoli nel raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, che sono, è bene ricordarlo, la riduzione entro il 2012 da parte dei paesi industrializzati del 5,2% dei livelli del 1990 di emissioni di gas serra. Canadà, Giappone ed Unione Europea si sarebbero già dichiarati interessati all¹acquisto di quote Œd¹inquinamento¹ dalla Russia.
Gruppi ed esponenti ambientalisti, come Steven Guibeault di Greenpeace, insistono sul vantaggio economico che la Russia avrebbe dalla ratifica del protocollo e la pressione su Mosca sta crescendo anche da parte di colossi energetici come Gazprom.
Ma qualcosa non convince i russi: essi vogliono maggiori garanzie economiche in cambio ed una fonte anonima del Cremlino parla di una base di partenza di almeno 3 miliardi di dollari.
Viktor Danilov-Danilyan, già ministro dell¹ecologia, sostiene che le maggiori compagnie petrolifere russe sono contrarie al protocollo e questo potrebbe trasformarsi in un forte argomento politico.
Comunque siano le cose, alle fredde latitudini russe pare non vi sia fretta e neppure entusiasmo per questo famigerato protocollo di Kyoto.
La notizia, poco diffusa in Italia ed Europa, è comparsa sul Washington Post del 30 settembre u.s8 .

Scienziati russi e americani contro Kyoto
GWN _ Si è svolta a Mosca dal 29 settembre al 3 ottobre 2003, la World climate change conference. Una riunione scientifica a cui hanno preso parte duemila esperti, e che ha visto emergere un agguerrito fronte di studiosi i quali hanno contestato le conclusioni dell'ultimo rapporto dell¹Interngovernmental Panel on Climate Change (IPCC) secondo cui: « Nei cambiamenti climatici osservati c'è la discernibile impronta dell'uomo ».
Come riportato anche dalla pagina scientifica del Corriere della Sera «a guidare il fronte degli scettici è stato proprio il vicepresidente dell' Ipcc, il russo Yuri Izrael, che ha convocato una tavola rotonda fuori programma, dando ampio spazio ai sostenitori del cambiamento climatico naturale. « Non ci sono sufficienti basi scientifiche per affermare che le attività umane alterano l'atmosfera e il clima - ha affermato Izrael - . Finché non avremo prove certe, non potremo ratificare un meccanismo di riduzione dei gas serra così costoso come Kyoto 9 » .
A sostegno di Izrael si sono schierati anche l'accademico Kirill Kondratyev, secondo cui i cicli naturali regolatori del clima sono insensibili all'attuale impatto umano, e il fisico americano Richard Lindzen (intervenuto in teleconferenza).
Lindzen è considerato a ragione uno dei più autorevoli scienziati nel campo climatico. E¹ Lindzen che ha fornito al presidente Bush le argomentazioni scientifiche che hanno convinto il Presidente a non ratificare il Protocollo di Kyoto.


Premio Sorella Natura all¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
GWN _ Nella splendida cornice del Sacro Convento di Assisi, all¹interno del quale sui trova la Tomba di San Francesco, si è svolta il 3 ottobre la cerimonia di consegna del premio Internazionale Sorella Natura.
In nome della Fondazione Sorella Natura, il Cardinale Giovan Battista Re ha consegnato a P. Paolo Scarafoni, L.C., Rettore Magnifico dell¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, una riproduzione originale del Codice 338, risalente al 1200 e contenente scritti autografi di San Francesco d¹Assisi, con la prima stesura del Cantico delle Creature, e una scultura di Simon Benetton, come riconoscimento dell'impegno e della sensibilità' per la corretta cultura ambientale, posta in atto con l'istituzione dei Master in Scienze Ambientali e in Bioetica.
Oltre al Rettore dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, sono stati premiati anche Riccardo Muti, Direttore artistico del Teatro alla Scala, e Stefano Folli, Direttore del Corriere della Sera.
Nell'occasione Padre Paolo Scarafoni, che recentemente è stato nominato membro della Pontificia Accademia Teologica, ha spiegato che: «L¹Illuminismo prima e l¹idealismo poi hanno portato lo spirito umano alla auto-esaltazione, con atteggiamento fideistico di adesione a sé e affermazione di sé. I risultati di questa impostazione sbagliata sono ogni giorno più evidenti ai nostri occhi, guardando la storia del secolo scorso: guerre mondiali, stermini di massa in quantità inimmaginabili, dittature e oppressioni mai viste prima; conseguenze sfavorevoli per la natura, con disastri ecologici mai realizzati prima. Molti cristiani e molti teologi si sono chiesti se Dio avesse abbandonato l¹uomo, e come mai avesse concesso tanto spazio alla libertà dell¹azione umana folle»
«Nella seconda metà del secolo scorso - ha continuato Il rettore dell¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - si è sviluppata una reazione in senso contrario che ha posto la natura e il cosmo al centro dell¹attenzione e ha considerato il genere umano come il male e il nemico da combattere, la disgrazia del cosmo intero. Da qui tutte le misure per mettere limiti all¹azione umana, e al propagarsi stesso della specie umana. La posizione che vede l¹uomo come la maledizione del creato rimane nello stesso schema mentale di stampo illuministico idealista che ha provocato tanti danni».
A questo punto Padre Scarafoni ha illustrato il punto di vista cristiano: «Nella visione cristiana l¹uomo è una creatura che fa parte del cosmo, che è creato da Dio. Egli è la più bella delle creature, perché è intelligente e libero, e può collaborare con Dio nel suo disegno provvidenziale. L¹azione umana è libera, ma è l¹azione di una creatura, e deve rispondere a un ordine creato che va riconosciuto, apprezzato, promosso ed eseguito con responsabilità;
Nella visione cristiana la storia viene vista nel cosmo, non fuori dal cosmo. Vediamo la vicenda di Cristo: per quanto vogliamo esaltarlo Egli non è la ³rappresentazione dell¹Idea dello spirito² come diceva Hegel. Egli si è incarnato in un uomo singolo, reale limitato nello spazio e nel tempo, cioè come una creatura concreta in mezzo a tante altre, e non ci ha insegnato a ribellarci a questo stato, ma a gestirlo con responsabilità e impegno per il bene degli altri uomini, e del mondo intero».
«Nella visione cristiana - ha sottolineato il Rettore - tutto il creato ha una finalizzazione, un¹escatologia. La storia umana giunge al suo fine, ma anche tutta la creazione, la natura, il cosmo, giungono al fine.
Una visione dunque dell¹uomo che è creatura in un cosmo creato; un uomo soggetto a Dio, che rinunzia alle pretesa assurda di essere padrone assoluto, ma che vuole lavorare e collaborare con Dio con responsabilità e dedizione».
Padre Scarafoni ha concluso affermando che : «Bisogna introdurre di nuovo la visione della creazione, in cui Dio stabilisce un ordine e l¹uomo collabora con Lui. L¹uomo attuale, del terzo millennio, avrà il coraggio di collocarsi al secondo posto dopo Dio? Parlo soprattutto dell¹uomo europeo e americano, l¹uomo ³colto² che decide le sorti del mondo. Tanti milioni di uomini semplici, tutto il regno animale, le montagne, le acque dei fiumi e dei mari, i cieli stellati e il firmamento tutto aspettano con ansia questo passo di buon senso.
La splendida cornice in cui oggi ci troviamo, sulla tomba e alla scuola di San Francesco, l¹uomo innamorato di Dio, di Cristo e del suo creato, che considerava tutte le creature sorelle, ci sprona e ci autorizza a rilanciare questa visione culturale. Essa non mortificherà le potenzialità e la creatività dell¹uomo, ma anzi le esalterà maggiormente, difendendole meglio dai possibili danni verso cui possono andare incontro. Non permetterà inoltre che l¹uomo perda una visione positiva di sé stesso e del suo operato».