Non so quanti lo sanno ma purtroppo anche da noi esiste il traffico dei rifiuti smaltiti illegalmente in discariche clandestine: insomma sia pure in piccolo abbiamo una situazione che ricorda gli aspetti peggiori della Campania.
Neanche due settimane fa è stato arrestato (ai domiciliari) uno dei pricipi dell’autotrasporto umbro, Massimo Dolciami. L’accusa è quella di avere favorito, attraverso il trasporto (dalla Toscana), il traffico e la diffusione di fanghi pericolosi facendoli passare per semplici inerti. Poi la discarica (a Viterbo) cui erano destinati (il proprietario è indagato) cedeva il materiale per farne conglomerati edilizi con cui realizzare abitazioni. Se fosse tutto vero sarebbe un bel bidone che ricorda ilclassico "pacco" alla napoletana per guadagnare da quanto invece costerebbe per essere smaltito.
Ci sono poi sei aziende che si occupano di rifiuti, tra cui la più forte si chiama Sirio Ecologica, (che purtoppo è eugubina)che ha fatto da mesi fallimento mettendo in cassa integrazione i suoi 60 operai e su cui gravano pesantissimi sospetti . Ma c'è anche il processo, quello per la discarica di Orvieto “Le Crete” in cui sono undici gli amministratori finiti davanti al gup Nicla Restivo perché i rifiuti portano le inchieste in tribunale. L'inchiesta sulla Sirio va avanti da mesi; il processo su “Le Crete” è slittato a giugno l’altra mattina, ma risale a quando in Umbria arrivarono vagoni di robaccia campana.
Si parte con l'inchiesta. In crisi da mesi, da diverse settimane bilanci e contabilità della Sirio sono entrati in un fascicolo aperto dal pm (ormai specializzato in riciclaggio) Gabriele Paci e dallo Sco della polizia in cui si ipotizza il più pesante dei reati economici: avere riciclato il denaro, essere vissuti anche di quella liquidità e essersi trovati in difficoltà quando è finita. Un sospetto drammatico, soprattutto perché segna il destino della Sirio vincolandolo ad un traffico di soldi sporchi provenienti in questo caso dalla Campania.
Per conto dell'azienda eugubina sono finiti nel registro degli indagati in cinque, tra questi uno dei fondatori della Sirio. Oltre ad altri quattro indagati legati ad altre aziende in qualche modo riconducibili alla Sirio.