.....morto

Ci permettiamo di insistere. C’è una possibilità su un milione che Osama sia vivo.
Le altre 999.999 possibilità sono che sia morto.
Dunque è morto. Come lo sappiamo? A fil di logica.
Primo. Converrebbe ad al Qaida dimostrare che il suo profeta è ancora in questa terra: la sua sopravvivenza sarebbe motivo di gioia e di incitamento per la sua armata notturna.
Secondo. C’è un modo sicuro e sperimentato per dimostrarlo. Un video anche amatoriale con un chiaro riferimento a un giorno qualsiasi (ieri, oggi), magari la data di un giornale, un suo discorso in cui il movimento labiale sia sincronizzato con le parole pronunciate, e un discorso di vera attualità nella sua lingua, che è maligna ma non è mai banale. Finché non venga prodotto quel documento, facile da confezionarsi anche in clandestinità, con mezzi tecnologici da bambini, quell’unica possibilità su un milione che egli sia vivo deve essere logicamente esclusa. Anzi, più insistono a mandare in giro messaggi video dubbi, senza data, o nastri di incerta attribuzione, contenenti minacce formulate in una lingua terroristica piatta, così diversa dalle sue omelie coraniche wahabite contro i crociati ebrei e cristiani, più dovremmo concluderne che i suoi loquaci sottopancia hanno perso il loro capo.
Perché sembra vero il contrario, a leggere i giornali e a guardare i tg di tutto il mondo? Perché assistiamo al solito rituale del messaggio apocrifo, che viene accolto per vero con grande strepito dalla stampa mondiale, e poi convalidato dalla Cia sempre con la stessa formula della “probabile autenticità”? Semplice anche questo, a fil di logica. Se non arrivano a dimostrare che è morto, cosa impossibile perché dimostrare il nulla di un corpo sepolto o incenerito nelle montagne dell’Asia centrale non è umanamente e forse neanche divinamente possibile, agli americani conviene usare lo spauracchio di Osama, come in aenigmate, come in uno speculum, per confermare la guerra al terrorismo in tutta la sua portanza e necessità.

Esattamente come per il Papa, che nel 1982 fu oggetto di un tentato omicidio risalente a una direttiva venuta dall’est e malamente realizzata da un sicario “lupo grigio”, che confessò tutto e dimostrò la bulgarian connection, ma non abbiamo mai avuto il diritto di saperlo, anche se lo sappiamo nei dettagli. Infatti né l’Unione sovietica né gli americani avevano interesse per ragioni politiche ovvie allo scoppio di quello scandalo ingovernabile.
E il Vaticano preferì com’è normale una storia provvidenziale legata al terzo segreto di Fatima al posto dello squallido esito di una banale inchiesta investigativa.
Morale: certe verità sono sotto il controllo del potere, i media sono parte di questo controllo, e per quanto il mondo sia diventato terribilmente buono è sempre meglio decrittarlo con la logica politica piuttosto che con qualsiasi altro strumento.
La presente morale riguarda la logica e i 999.999 elementi di fatto alla data di oggi, e se domani (e sottolineiamo il se) Osama dovesse tornare a sgambettare tra noi, quella sarebbe una notizia che rivela l’avverarsi di una probabilità di uno su un milione, non la smentita di questa morale della favola.

saluti