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2. 6 dicembre: cosa bolle davvero in pentola

Prima il Corriere della Sera con il pistolotto allucinogeno di Magdi Allam.
Ieri sera Emilio Fede a Porta a Porta. Oggi due intere pagine sul quotidiano
di Feltri. Manca ancora un mese e mezzo alla manifestazione del 6 dicembre
per l'Iraq ma la campagna per farla fallire e' in pieno svolgimento.
Crollata la scemenza di una presunta alleanza coi fascisti, la trama di
questa campagna viene delineandosi ora con nettezza. La linea e' sempre
l'imbeccato Allam a fornirla, sul Corriere di ieri: *in Iraq non c'e' alcuna
resistenza, chi spara sui soldati USA sono solo terroristi inviati da Al
Qaida*. Ergo: chiunque dica di sostenere la resistenza del popolo iracheno,
e' in realta' in combutta con Bin Laden. Siamo all'assurdo, dato che ogni
persona sana di mente sa bene che la guerriglia irachena e' vastissima e
gode di un ampio sostegno popolare. Ma queste assurdita' servono a
criminalizzare la manifestazione, a sabotarla, spaventando chi voglia
parteciparvi. A questo proposito precisiamo:
1. Il Campo non e' il promotore di questa manifestazione, bensi' tra gli
aderenti. La manifestazione è autoconvocata, cioe' promossa da centinaia e
centinaia di persone dai diversi orientamenti: antimperialisti, pacifisti,
ambientalisti, islamici e cattolici, che anche questa volta hanno deciso di
unirsi per gridare il loro no all'occupazione militare dell'Iraq, in cio'
esprimendo l'opinione della maggioranza degli italiani.
2. Si tenta di far passare la manifestazione come una sfilata di esagitati.
Nulla di piu' falso. Come piu' volte sottolineato dai promotori, la
manifestazione, per nulla ambigua nei contenuti, sara' pacifica, aperta,
dialogante e democratica.
3. L'accusa falsa di simpatie col terrorismo, e' in realta' funzionale a
spingere il governo a proibire la manifestazione. Se cio' accadesse saremmo
davanti ad un evento gravissimo. Saremmo come ai tempi del fascismo, che
carcerava e confinava tutti coloro che si opponevano alla conquista
coloniale dell'Etiopia. E' il governo (e l'opposizione ulivista a quanto
pare) che sono collusi col terrorismo (quello USA) e che violano il dettato
costituzionale usando la forza armata per dirimere i conflitti
internazionali. E' il governo che viola gli stessi accordi NATO inviando sue
truppe mercenarie ben al di la' delle stesse zone contemplate dal Trattato
NATO.
4. Perche' chiediamo il ritiro dei soldati italiani ci accusano di essere
*antipatrioti*. In verita' gli *antipatrioti* sono coloro che gettano
l'Italia ai piedi degli USA e che inviano truppe d'occupazione per togliere
a Bush le castagne dal fuoco. Sono quelli che mettono a repentaglio la pace
e l'amicizia che lega il popolo italiano ai popoli oppessi, agli ultimi
della terra --che non dimenticano i tre milioni del 15 febbraio.
5. Non si puo' spiegare la musica ai sordi. Ma possiamo e dobbiamo fare
appello a tutti i compagni a tutti i cittadini affinche' firmino l'appello
per la manifestazione del 6 dicembre. La situazione e' preoccupante. Se
Berlusconi impedisce agli italiani di condannare la sua politica estera, se
chiunque si sente dalla parte della Resistenza irachena è tacciato di essere
*antipatriota* e *terrorista*, non e' in gioco solo una manifestazione, ma
il diritto stesso di manifestare, ovvero la stessa democrazia. Facciamo poi
appello ai compagni che che si son messi di traverso: smettetela di giocare
al massacro! C'e' ancora tempo per fare del 6/12 una manifestazione di
tutti,
Sinistra, se ci sei batti un colpo!