Qualcuno ha già letto “Il razzismo”, ultima fatica di Adolfo Morganti? Io l’ho letto rapidamente in libreria (anche perché è un quadernetto, più che un libro), e debbo dire che la delusione è stata maggiore di quella che avevo pronosticato.
Ciò che stupisce è che non c’è alcuna presa di posizione non dico di “estrema destra” (il che può anche non essere un difetto), ma nemmeno tradizionalista; e a ben guardare nemmeno cattolica (almeno l’avesse motivato con posizioni dottrinali). Solo puro antirazzismo del più classico, come è dato ritrovare in TUTTI gli altri libri moderni in circolazione, anzi nei più faziosi (poiché certe analisi di un Germinario – p.es. – Morganti se le sogna). Sembra di leggere un libro scritto da un diessino, infarcito fin dall’inizio dei più biechi stereotipi e di una moralina laico-progressista a chiusura obbligata di ogni affermazione. Colpisce infatti l’obbligo di insistere sul monito affinché lo Sterminio degli ebrei non si ripeta (!), e la nuova Europa possa venire su immune dal virus del razzismo – concetti ripetuti fino alla nausea nel libro.
Ma soprattutto ciò che colpisce è che nella carrellata storica sul razzismo, nella trattazione degli autori razzisti, peraltro completa, MANCA completamente Julius Evola (non vi è mai fatto cenno, né nel testo, né in nota, né in un qualche indice dei nomi – se non sono stato disattento), e con lui quei razzisti non biologisti come Ludwig Clauss, Wilhelm Stapel, Otmar Spann, che Morganti dovrebbe pur conoscere, se non gli sono sconosciute come credo le opere dell’editrice Il Corallo/Settecolori di Pino Grillo, che pubblicarono una piccola antologia di scritti di razzisti non-biologisti. Sarà un caso? Credo sia lecito dubitarne…
Morganti preferisce piuttosto appoggiarsi alla rassegna (per nulla interessata e partigiana!) di George Mosse, da lui stesso riconosciuto con deferenza.
Già tempo fa Morganti aveva edito una prima storia del razzismo di taglio antirazzista (“Il bianco e il nero”), ma ora con quest’ultimo libro ha veramente calcato la mano. Che si sia montato la testa a respirare l’aria del Meeting, e abbia deciso di passare non più dall’entrata di servizio ma dall’ingresso principale?
E’ proprio vero che i traditori diventano sempre più realisti del re … e i destrorsi sono i peggiori di tutti.




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