Scannerizzato per Voi il Dossier del Resto del Carlino di oggi 19.10.03 sui Diari di Edda Ciano....In giornata sarà completo...
Diari di Edda Ciano
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Ho letto l'inserto sul "giorno". Sinceramente, nutro forti dubbi. Mi sembra, in fine, un tentativo di rivalutazione in chiave democratica del leader del fascismo. Se credessi a ciò che è scritto in queste pagine, il mio giudizio storico sul duce andrebbe rivisto con attenzione.
I primi forti dubbi mi sorgono dalla lungimiranza quasi profetica che il Duce dimostra in ogni sua frase: (es. i francesi non temono la germania perchè considerano inattaccabile la linea maginot...ma si sbagliano), quando la lungimiranza non è profetica, è comunque maggiore di quella di tutti gli altri leader europei, hitler compreso. Mussolini sa sempre tutto e gli altri si comportano come deficenti.
In secondo luogo, tutto ciò per cui il fascismo è comunemente attaccatto (escluse le leggi razziali, e me ne stupisco) in pratica non fu voluto da Mussolini.
Il fascismo è stato una dittatura. Mussolini pensava a "un grande governo democratico con i socialisti".
L'omicidio Matteotti. Il Duce non lo voleva, anzi ne ha risentito più di tutti, perchè ha impedito il grande governo democratico con i socialisti.
L'alleanza con la Germania. Tutta colpa di Francia e Inghilterra, con cui il Duce avrebbe voluto allearsi, ma erano troppo arroganti, troppo bellicosi.
L'aggressione alla Francia. E' stata la Francia a chiederlo, infatti preferiva venire a patti con il vincitore italiano piuttosto che con quello germanico.
Inoltre Mussolini definisce pazzesca la possibile alleanza con la Germania, quando invece era nell'ordine naturale delle cose. Il fascismo può avere due ragioni di essere nella storia, che ognuno giudica come vuole. Prima) una alternativa al capitalismo: in tal caso sarebbe stato assurdo schierarsi contro la Germania, la cui vittoria avrebbe consentito di porre le basi per una economia di tipo diverso, altrimenti destinata a fallire. Seconda) legislazione razziale. Preferisco non commentarla, ma anche in questo caso sarebbe stato ben strano schierarsi contro la germania.
Proviamo a considerare il fatto che l'Italia avesse partecipato alla seconda guerra mondiale a fianco delle "potenze plutocratiche". Che cosa mai sarebbe stato, questo fascismo? Insomma, Mussolini non si rendeva conto di quello che il fascismo in effetti era? Applicò le leggi razziali solo per far dispetto alle arroganti potenze occidentali? E fu antisistemico per occasione storica?
Insomma, tutto questo a me sembra ben strano.


Mussolini applico' le leggi razziali per dare funoi negli occhi a quellì'Hitlker con il quale era stato obbligato ad allearsi dalla cecita' politca di una parte della classe politica inglese , lo dice anche Chuchill nel primo libro della sue Memorie.In origine postato da milesphoenicis
Ho letto l'inserto sul "giorno". Sinceramente, nutro forti dubbi. Mi sembra, in fine, un tentativo di rivalutazione in chiave democratica del leader del fascismo. Se credessi a ciò che è scritto in queste pagine, il mio giudizio storico sul duce andrebbe rivisto con attenzione.
I primi forti dubbi mi sorgono dalla lungimiranza quasi profetica che il Duce dimostra in ogni sua frase: (es. i francesi non temono la germania perchè considerano inattaccabile la linea maginot...ma si sbagliano), quando la lungimiranza non è profetica, è comunque maggiore di quella di tutti gli altri leader europei, hitler compreso. Mussolini sa sempre tutto e gli altri si comportano come deficenti.
In secondo luogo, tutto ciò per cui il fascismo è comunemente attaccatto (escluse le leggi razziali, e me ne stupisco) in pratica non fu voluto da Mussolini.
Il fascismo è stato una dittatura. Mussolini pensava a "un grande governo democratico con i socialisti".
L'omicidio Matteotti. Il Duce non lo voleva, anzi ne ha risentito più di tutti, perchè ha impedito il grande governo democratico con i socialisti.
L'alleanza con la Germania. Tutta colpa di Francia e Inghilterra, con cui il Duce avrebbe voluto allearsi, ma erano troppo arroganti, troppo bellicosi.
L'aggressione alla Francia. E' stata la Francia a chiederlo, infatti preferiva venire a patti con il vincitore italiano piuttosto che con quello germanico.
Inoltre Mussolini definisce pazzesca la possibile alleanza con la Germania, quando invece era nell'ordine naturale delle cose. Il fascismo può avere due ragioni di essere nella storia, che ognuno giudica come vuole. Prima) una alternativa al capitalismo: in tal caso sarebbe stato assurdo schierarsi contro la Germania, la cui vittoria avrebbe consentito di porre le basi per una economia di tipo diverso, altrimenti destinata a fallire. Seconda) legislazione razziale. Preferisco non commentarla, ma anche in questo caso sarebbe stato ben strano schierarsi contro la germania.
Proviamo a considerare il fatto che l'Italia avesse partecipato alla seconda guerra mondiale a fianco delle "potenze plutocratiche". Che cosa mai sarebbe stato, questo fascismo? Insomma, Mussolini non si rendeva conto di quello che il fascismo in effetti era? Applicò le leggi razziali solo per far dispetto alle arroganti potenze occidentali? E fu antisistemico per occasione storica?
Insomma, tutto questo a me sembra ben strano.
Ormai nel 1938 veniva alla luce che l'Italia era un vaso dei coccio in mezzo ai classici vasi di ferro.Il fascismo era gia' finito iin pratica il 2 Settembre del 39 quando non rispetta i patti e si mette alla finestra dopo e' tutta una catena ma quello e ' il primo anello e lo capiscono bene gli inglesi.Anzi lo avevano gia' capito da un pezzo forse dai tempi di Caporetto.
Un saluto


Faccio una premessa ovvia al mio ragionamento. RItengo inutile e anche impossibile andare a ricercare le vere ragioni, autentiche, che hanno spinto un uomo a comportarsi in un determinato modo. Vi sono però dei limiti a questa affermazione.
Se qualcuno vuole, infatti, giudicare il Fascismo come ideologia, non può prescindere totalmente da quello che il Fascismo storicamente è stato; ma nel darvi un giudizio è da fare una distinzione: è stato un governo come tanti altri, che per occasione storica si è trovato ad esercitare un potere dittatoriale, e in quel caso lo dobbiamo giudicare solo come buono o cattivo governo? Da questa ottica, che rifiuto, le opinioni personali si contrastano, e la discussione rimane sterile. Chi dice che il fascismo ha fatto grandi opere, piazze e strade, le solite bonifiche, è comunemente sconfitto sul piano dialettico da quanti sostengono che abbia perso al guerra, cosa che non può non pesare in questa ottica.
Oppure il Fascismo è stato qualcosa di diverso, in questa nuova ottica gli opposti estremismi di destra e sinistra sono d'accordo nel ragionare. E' in questa ottica che il reale dialogo sul Fascismo, e un giudizio su di esso, va fruttuosamente affrontato. In pratica o fu l'arma bianca della borghesia, oppure fu davvero una terza via, fallita, che si oppose a comunismo (che altrettanto fallì) e a liberal-liberalismo, al loro materialismo e conseguentemente alla loro visione economica, nonchè teoricamente a qualsiasi altra futura dittatura di destra che, pur non essendo liberale, attuò ogni favoritismo possibile al sistema-mondo capitalista.
Se noi diamo lettura e credito alle pagine pubblicate oggi, siamo costretti a considerare, a mio avviso, il fascismo, come un qualsiasi altro governo, che agì in un determinato modo soltanto per occasione, per aspetti contingenti; nella volontà- è vero- di diventare grande potenza, ma con un significato che prescindesse da qualsiasi valore diverso da quelli imperanti.
Definire spregiativamente "plutocratiche" le potenze occidentali ha un preciso significato. E il fascismo si pose quindi contro queste potenze. Poteva, naturalmente, essere tutto inganno e propaganda, e sotto l'apparenza Mussolini agiva allo stesso modo di esse; e accettare questo ci porterebbe alle paradossali conseguenze di considerare il Duce non-fascista o addirittura antifascista. Cosa che per altro moltissimi fanno, giudicando un mostro storico il Fascismo e un bonaccione pantofolaio protodemocristiano il suo creatore, giudizio che -è inutile dirlo- mi riesce assurdo.