Alle elezioni svizzere trionfa un nazista miliardario
di Cinzia Zambrano
È accaduto più di quello che i sondaggi avevano pronosticato: nelle elezioni per il rinnovo del parlamento federale elvetico, l’Unione democratica di centro, il partito della destra populista, anti-europeo e xenofobo del magnate Christoph Blocher ha sbaragliato, e sfondando anche le più generose previsioni demoscopiche è diventata la prima forza politica della Svizzera, riuscendo là dove ha fallito il suo amico Jörg Haider nelle elezioni austriache del novembre 2002. Una vittoria quella di Blocher, offuscata però dal rafforzamento del Partito socialista e dei Verdi a scapito di liberali e democristiani.
Le operazioni di voto per rinnovare il Consiglio Nazionale (camera bassa, 200 seggi, con il sistema proporzionale) e il Consiglio degli Stati (46, in quasi tutti i cantoni con il sistema maggioritario), si sono concluse a mezzogiorno. In serata le prime proiezioni -i dati ufficiali arriveranno oggi- confermavano ciò che più o meno tutti si aspettavano: in termini percentuali l’Udc sale al 27,2% -ben cinque voti in più rispetto al ‘99- i socialisti si accreditano al 23,3% (22,5% nel 1999). In termini di seggi alla Camera bassa, l’Udc otterrebbe 56 seggi su 200, ben 12 in più rispetto ai 44 di adesso, i socialisti passano da 51 a 52 seggi. Grandi perdenti, i liberali che perdono 8 seggi e i democristiani che passano a 27 contro i 35 attuali. I verdi guadagnano 5 seggi e salgono a 14.
In quello che sembrava, e che poi è stato, un risultato scontato, le sorprese però non sono mancate. La prima sorpresa: le dimensioni del trionfo dell’estrema destra. L’Udc, di solito ben piazzato nella Svizzera tedesca, trionfa e guadagna consensi anche nella Svizzera francofona, tanto da scatenare l’immediato entusiasmo del mattatore Blocher, che sottolinea: «l’Udc è una forza nazionale e non solo rappresentante della Svizzera tedesca», perché, come poi aggiunge, «anche gli svizzeri romandi non amano l’aumento delle imposte e l’abuso del diritto di asilo». È la solita solfa contro l’aumento delle tasse e gli immigrati, suoi cavalli di battaglia. Ieri e oggi. L’Udc è primo anche nel canton di Vaud, dove perdono i radicali e democristiani. Avanza anche a Ginevra, cantone dove il partito del miliardario-prestato-alla-politica guadagnerebbe due seggi in Consiglio nazionale.
A Ginevra è legata la seconda sorpresa: l’ascesa del partito socialista. Che nella città sul lago otterrebbe tre seggi, uno in più rispetto a quattro anni fa. La sinistra però si rafforza un po’ ovunque. Ottiene un risultato storico a Berna, dove Simonetta Sommaruga, attuale consigliera nazionale socialista, è stata eletta al primo turno. Sorpresa anche a Basilea città, dove il Partito socialista ha difeso il seggio lasciato vacante da Gian Reto Plattner: la 46enne consigliera nazionale Anita Fetz è stata eletta già al primo turno. Vittoria della sinistra anche in terra ticinese, dove il partito socialista passa da due a tre mandati.
La terza sorpresa: la sconfitta in «casa» di Blocher. A Zurigo, dove il miliardario vive in una villa-fortezza a Herrliberg, sul lago, l’Udc infatti, avrebbe perso un seggio in Consiglio nazionale, nonostante il partito sia riuscito a mantenere praticamente immutato la percentuale di elettori col 32,8%. I Verdi dovrebbero guadagnare due mandati e salirebbero a 3. Ma lo xenofobo Blocher si consola guardando altrove: il suo partito è primo nel cantone di San Gallo, dove avrebbe conquistato altri due seggi salendo a quota 5. Avanza nel canton dei Grigioni, superando nei consensi i socialisti che nel ‘99 erano stati la prima forza politica. Conquista un altro seggio a Lucerna, passando a tre, in Argovia l’Udc vince ma fanno un importante scatto in avanti anche i Verdi: gli ecologisti manderebbero a Berna un loro rappresentate, mentre l’Udc conquisterebbe un sesto mandato.
Come quattro anni fa, anche stavolta Blocher è stato bravo a cogliere e usare politicamente le paure che toccano gran parte dell'opinione pubblica di una Svizzera sempre più porta di ingresso di immigrati e rifugiati. Da abile oratore qual è, il populista imprenditore-politico ha saputo catalizzare intorno a sé le ansie di molti. Dicendo no a tutto: no agli immigrati, no all’abuso del diritto di asilo, no all’Europa, no al voto agli immigrati, no all’aumento delle tasse. I suoi bombardamenti verbali contro gli stranieri, -di solito tutti criminali- hanno provocato persino le ire dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, secondo cui la campagna elettorale di Blocher «è stata così razzista come non si vedeva da tempo».
Il risultato di ieri è comunque un bonus importante per il leader dell’Udc, che , se vuole, può mettere in pericolo la leggendaria stabilità politica del paese. Dal 1959 la composizione del governo -sette ministri eletti dal parlamento- è infatti fondata sul principio di una vasta concordanza tra le quattro maggiori forze politiche e non sull’alternanza. Da allora il governo è stato composto da due socialisti, due radicali, due democristiani ed uno Udc. Ora, con il trionfo di ieri, la destra xenofoba avrebbe diritto ad un secondo seggio in governo. Non è detto però che le pretese di Blocher -che ha parlato di «risultato superbo per la Svizzera»- vengano esaudite. Durante la passata legislatura, l’Udc ha spesso assunto posizioni opposte a quelle del governo ed al momento della rielezione dei membri del governo -prevista a dicembre- gli altri partiti potrebbero decidere di non rischiare mantenendo nella ripartizione delle poltrone il tranquillo status quo di adesso. Sarà poi così?
Molto obiettivo Furia Colomba.....
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