Questa sera h 21, rai 3, a "Report" l'inchiesta di Sabrina Giannini sulla giornalista uccisa in Somalia

A quasi dieci anni dalla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin avvenute in Somalia durante la missione Onu "Restore Hope", la giornalista Sabrina Giannini per "Report" (Raitre, questa sera, alle 21.00) ricostruisce la tormentata vicenda giudiziaria che, ad oggi, non ha ancora accertato chi furono i mandanti del duplice omicidio. Giannini ritorna in Somalia, a Mogadiscio, e tenta ritessere le file di una vicenda di cui sembra siano scomparse troppe tracce. Quello che risalta immediatamente agli occhi e alle teste sono infatti le "mancanze", a ridosso dell'omicidio di Ilaria e Hrovatin: oggetti che vanno persi, cassette e appunti che scompaiono, indagini che nessuno compie, pure se sul luogo c'erano tutte le forze militari e politiche per farle. E ancora oggi, come ieri (lo dimostrano gli anni di tentativi caduti nel vuoto del padre e della madre di Ilaria) le domande sul perché tante indagini non sono state svolte cadono nel vuoto, rimbalzano contro i muri di gomma dei silenzi, ripetuti, costanti, impenetrabili, di istituzioni e servizi. L'inchiesta di Giannini non fa che mettere una dopo l'altra tutte queste domande. Il risultato finale è un'ipotesi sconcertante e ineludibile: non si tratta di sciatteria ma di un piano preordinato di messa in sordina di tutto ciò che riguarda Ilaria e i perché della sua morte. La giornalista di "Report" aggiunge un altro tassello, ai diversi che sono già stati indagati dalla stampa: ci parla infatti della strana morte di un maresciallo del Sismi, Li Causi, ucciso a Mogadiscio quattro mesi prima di Ilaria, poco prima di partire per l'Italia (anche lui, come la Alpi, però, perde l'aereo) dove avrebbe dovuto deporre al processo Gladio, di cui era un iscritto.

Il silenzio su Ilaria non ha colto solo servizi, istituzioni e magistratura allora, ai tempi dei fatti, ma ancora oggi. Oggi, quando in Somalia tutti conoscono i nomi dei killer e (come ha dichiarato l'ex Ambasciatore in Somalia, Mario Scialoja), li conosce il signore della guerra Ali Madhi (l'omicidio avvenne nella parte di Mogadisico che lui controlla).

Come in molti ricordano, Ilaria Alpi stava da mesi indagando su un presunto traffico di armi e rifiuti tossici (soprattutto scorie nucleari) tra Italia e Somalia. Un traffico di interesse strategico per una nazione che ha bisogno di terreno per insabbiare rifiuti e l'altra (perennemente in guerra civile) che vuole essere pagata soprattutto con armi.

Ilaria Alpi aveva lasciato molte tracce in questa direzione, ma non sono mai state seguite. Se non da uno dei tre magistrati che ha preso in mano l'inchiesta: Giuseppe Pititto, il quale, nel ‘97, con una motivazione pretestuosa, è stato esonerato dall'incarico.

Ro. Ro.Questa sera h 21, rai 3, a "Report" l'inchiesta di Sabrina Giannini sulla giornalista uccisa in Somalia