LA FATTORIA DEI CAPITALI
Quando è l'imprenditore a salvare l'ambiente
di Robert J. Smith
Prefazione e Postfazione: G. Piombini e C. Stagnaro
Esaminandoli bene, i problemi legati alla salvaguardia animale e ambientale sono facilmente risolvibili quando si dà spazio alla libertà d'intrapresa e alla proprietà privata. La superiorità di questi progetti è lapalissiana, non foss'altro che grazie al fatto che sono privati evitano i disastri dei sistemi a "proprietà comune". Inoltre, vantano una superiorità morale aggiuntiva, dato che si propongono di preservare l'ambiente attraverso sforzi volontari, senza far uso di tasse obbligatorie estorte a chi invece avrebbe interessi diversi. E' l'assenza della proprietà privata e di sistemi atti a generare ricchezza, non la loro esistenza, ciò che sta all'origine dei problemi ecologici. Ogni sforzo atto a ridurre la proprietà privata delle risorse naturali non servirà ad altro che a peggiorare l'ambiente in cui viviamo.
Da notare la "superiorità morale aggiuntiva", dovuta al fatto che loro lo fanno per spontanea e capricciosa bontà, e non - come tutte le civiltà pre e non moderne - come somma venerazione dell'ordine e della sacralità del cosmo.
Formidabile la spiegazione dell'inquinamento: sono i cattivoni comunisti e statalisti che impediscono ad es di rispettare le convenzioni internazionali sulle emissioni, non certo il paese guida del turbocapitalismo, che queste convenzioni non le ha mai accettate.
Ci sarebbe da ridere se non fosse che questi qua parlano sul serio e trovano pure dei dementi che ci credono.
Io mi chiedo solo fino a che punto gli ascari del turbocapitalismo possono arrivare in faccia di bronzo e plagio propagandistico degli intelletti.
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