Calderoli: "Sugli immigrati Bossi potrebbe dimettersi"
Sempre più teso il clima nella Cdl sul voto agli extracomunitari. Il coordinatore della Lega: "Fini sbaglia a dire che non ci sarà crisi, se Umberto si troverà isolato vedo possibili le sua dimissioni".
ROMA - "Sono possibili dimissioni di Bossi". Il flash dell'Ansa squarcia la calma dei palazzi della politica romana quando sono passate da poco le 10. Ieri pomeriggio, prima con alcuni attacchi del capogruppo della Lega Cé che aveva delineato scenari e tirato in ballo il Quirinale, poi con la sdegnata replica di Fini a Porta a Porta ("Basta aggressioni"), era andato in scena il giornaliero psicodramma nella maggioranza sulla questione del voto agli immigrati.
E oggi, il casop deflagra nel modo più clamoroso. "Quando Fini dichiara che il governo non corre rischi con la proposta di voto agli immigrati non si rende conto di che strada perigliosa abbia intrapreso e di che rischi faccia correre al governo", dice Roberto Calderoli, coordinatore della segreterie della Lega Nord. Non c'è strada Se Bossi, ministro delle Riforme dovesse trovarsi isolato nella sua contrarietà "vedo possibili le sue dimissioni".
Calderoli va avanti in nome e per conto del Senatur. Ma era stato lo stesso Bossi, su Repubblica, a far capire che la corda è ormai troppo tesa. "In aula sarò io a rappresentare il governo come ministro delle Riforme e fino a che io sono al governo quella roba lì non passerà mai. La Lega presenterà 5mila emendamenti e io mi alzerò per parlare 5mila volte: ci vorranno 25 anni". E ha insistito sul fatto che la proposta di Fini nasconde quancosa di ben più grande- La volontà di riscreare la nuova Dc, dopo una crisi piloltata del governo Berlusconi. Dietro tutto, la mano del Quirinale. "Dietro Fini e Follini - afferma il leader della Lega - ci sono i Palazzi romani. Io ho letto l'intervento di Cé (secondo il quale il presidente della Repubblica Ciampi avrebbe ispirato una manovra targata An-Udc per disarcionare il Cavaliere e creare una nuova Dc). Dico che si sente sempre dire "fate attenzione al federalismo" e rispondo che è bene che il Nord stia attento. Io non so quale sia il Palazzo del potere. Certo che dietro c'é un sistema. Posso pensare che Cé a forza di sentire che Ciampi parlava contro le riforme abbia dedotto... Di sicuro dietro ci sono i Palazzi: massoneria, pezzi di Confindustria, poteri forti, un po' di Vaticano. Dietro la manovra che puntava a delegittimare Berlusconi e voleva portare a un governo tecnico non so se ci siano persone, ci sono i Palazzi".
"Si puntava tutto sul semestre europeo - continua il leader del Carroccio - se il governo fosse andato in crisi si poteva dire che era necessario un governo tecnico. Ma i mesi sono passati, adesso ne restano pochi. La strada, come ha scritto qualcuno, è avventurosa e il tempo non è molto. Si puntava ad avere un annetto per fare una riedizione di un partito di centro, una nuova Dc. Volevano rompere il governo, ma non volevano andare a elezioni perché avevano e hanno paura del voto. Sanno che senza Berlusconi valgono zero. Certe dichiarazioni come quella di Follini, uno da Baci Perugina, quando parla dell'impossibilità per Berlusconi di andare a elezioni, vanno valutate per quello che sono. Certo, in teoria é il Presidente della Repubblica che decide, ma poi bisogna vedere i voti e quelli lì i voti li prendono fino a che stanno nella coalizione, non come la Lega che i suoi voti li ha sempre e comunque. Zero, pigliano zero, se si avventurano nel regno dei leoni...".
"Io ho sopportato per mesi - confessa Bossi - dalla primavera scorsa. Le avvisaglie le ho percepite con la vicenda friulana, col tentativo di buttare addosso alla Lega la responsabilità della sconfitta; poi gli attacchi di An e dei nipotini, anzi degli ex portaborse della Dc. Volevano cacciare la Lega, dal governo. Attacchi contro la devoluzione, poi su Roma capitale... Mi dicevo "sono punture di spillo". Ho risposto portando colpi d'incontro, come al pugilato, mi muovevo prima di loro, non riuscivano a colpirmi. Nell'estate, con Maroni li ho battuti sul tempo riguardo alle pensioni: quando siamo arrivati a settembre Fini mi ha dovuto dire "chapeau, mi avete fregato", adesso l'offensiva sul voto agli immigrati. Lo ripeto non passerà, li seppelliremo con migliaia di emendamenti e se fosse necessario col referendum". Cosa avrebbe detto Bossi in contraddittorio con Fini da Vespa? "Che solo il popolo - risponde - può dare il voto agli immigrati, che quello del voto è un patto sacro e che non può essere barattato per avere un passaporto per diventare democristiano. E poi le dico un'altra cosa. Se da Vespa c'é andato Fini ci sarei dovuto essere anch'io. Occorreva un bel dibattito, Ma Lei sa che Vespa è il grande sacerdote di una trasmissione televisiva che nessuno segue più: è il cerimoniere dei palazzi romani".
(15 OTTOBRE 2003; ORE 10:25)




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