anche Cernunnus, Carnunnus
La traduzione del suo nome è "Il Dio Cornuto" da cernos=corna. Secondo alcuni studiosi questo è un soprannome dato al Dio in modo da non pronunciare il suo vero nome così da non attrarre la sua attenzione ( benigna o maligna che sia ) nel momento non appropriato. Il più delle volte viene associato al cervo maschio, all'ariete o caprone e ad una creatura con il corpo da serpente e la testa da ariete ( simbolo fallico ). Egli è il signore degli animali selvaggi, della fertilità, della salute, dell'abbondanza, della rigenerazione della vita, del sottomondo ( gli inferi ) ed è considerato il Primo Sciamano. Proprio a causa della sua connessione con il cervo e il viaggio sciamanico pare sia strettamente legato all'utilizzo sacro dell'Amanita Muscaria di cui lui è il detentore dei segreti. Il "Dio Cornuto" è una divinità strettamente legata al ciclo naturale delle stagioni, infatti egli nasce al solstizio d'inverno, muore al solstizio d'estate per poi rinascere l'anno successivo. Nelle tradizioni successive si possono ancora rintracciare tracce del suo culto nella "Caccia Selvaggia" di cui si dice egli sia il capo ( in mertio alla "caccia selvaggia", alle processioni degli spiriti e all'esercito dei morti ved. il testo di Carl Ginzburg "Storia Notturna" in cui vi è un abbondate ed esauriente sezione dedicata all'argomento ). E' da notare che la "Caccia Selvaggia" si scatenava sulla terra durante i mesi invernali, quando il Dio dimorava nel sottomondo. Anche il Dio nordico Wotan viene in molte leggende messo a capo della caccia o dell'esercito dei morti. Abbiamo sue raffigurazioni risalenti al Paleolitico ritrovate in alcune grotte in Francia e la sua rappresentazione più famosa sopra il calderone di Gundestrup ove è rappresentato come un uomo con corna da cervo attorniato da molti animali selvaggi. E' seduto con le gambe incrociate ( posizione meditativa ), regge con la mano sinistra un serpente e con la destra un Torc. É una delle divinità in assoluto più antiche e complesse del pantheon celtico, anzi la sua stessa celticità è messa in dubbio da vari studiosi.


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