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    Predefinito I liberali come protagonisti di un'alternativa possibile

    Castelfranco Veneto 22 ottobre 2003
    Cari amici,
    Il consenso nei confronti del "sistema", in questi ultimi anni, è sempre più scemato.
    Aumentano in ogni occasione elettorale i cittadini che si rifiutano di recarsi a votare anche perché sono stufi di votare "turandosi il naso". La consapevolezza che il voto è un diritto e, come tale ci si può rinunciare perché privo di qualsiasi utilità, sta crescendo. La delusione ed il disgusto di chi, ad esempio, per anni ha lottato ed ha votato per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e poi vederselo riproposto sotto altro nome, prova inequivocabilmente l'inutilità del proprio voto. Basti pensare alle ultime elezioni politiche. Si sapeva che avrebbe vinto la coalizione che aveva in Berlusconi il proprio leader e si sapeva che non avrebbe potuto mantenere le promesse fatte sia per i trascorsi (diserzione e conseguente fallimento dei referendum liberali e liberisti) sia per la composita coalizione. Si sapeva che la coalizione perdente che aveva in Rutelli l'apparente leader non sarebbe stata in grado di svolgere il proprio ruolo di opposizione sia per mancanza di proposte alternative e sia per la contemporanea presenza di riformisti e classisti (che la condanna all'immobilismo).
    Essere speranza per i cittadini senza potere è il compito dei liberali.
    Ma chi sono, secondo noi oggi, i liberali? Sono coloro che dicono di essere alternativi a questa destra e a questa sinistra? D'Antoni diceva nel 2001 di essere alternativo a questa destra e a questa sinistra, ma da ex sindacalista democristiano mai è stato liberale, perciò confluendo oggi nel centrodestra ha dimostrato la sua coerenza. Allora, liberali sono coloro che aderiscono a qualche organizzazione così denominata? Di Pietro aderisce al gruppo liberale europeo ma il suo giustizialismo non lo rende liberale. Ma sono liberali quelli che dicono di esserlo? Costoro sono potenzialmente liberali, perché dicono di volerlo essere però occorre qualcosa in più. Quel qualcosa in più sono i programmi e la volontà di agire assieme ad altri simili, anche sacrificando qualcosa dei propri propositi. Ad esempio i radicali del 1999. I radicali si sono sempre qualificati liberali, liberisti e libertari. Hanno sempre avuto propositi in quella direzione. Nel 1999 lanciarono referendum liberali e liberisti ed avevano messo la sordina ai loro propositi libertari. E lo avevano fatto appositamente affinché moderati e radicali, riformisti e riformatori insieme potessero realizzare quello che chiamavano "Rivoluzione liberale". (Che poi quell'avventura è stata l'acme della loro parabola, per poi vertiginosamente crollare, è un'altra storia che qui non interessa).
    Ecco, secondo noi, essere liberale significa tentare di mettere assieme moderati e radicali, riformisti e riformatori senza una particolare egemonia da parte di qualche componente.
    Ciò detto, riteniamo importante consultarci con associazioni, circoli, forum, liberali (liberaldemocratici, liberalradicali, liberalsocialisti, cattolico-liberali, etcc.) ossia moderati e radicali, riformisti e riformatori: riteniamo importante sapere come la pensano anche in vista delle prossime tornate elettorali del 2004.
    Per questo convochiamo la
    II CONSULTA DEI LIBERALI IN VENETO
    I LIBERALI COME PROTAGONISTI DI UN'ALTERNATIVA POSSIBILE
    DOMENICA 9 NOVEMBRE 2003
    VENEZIA – MESTRE
    VIA PIAVE 214
    HOTEL BOLOGNA (+39.041.931000)
    DALLE ORE 9 ALLE ORE 14
    Luca Miotti - coordinatore di Veneto liberale
    Luciano Fabris - presidente del consiglio federativo
    Beppi Lamedica - presidente onorario

    •   Alt 

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    Predefinito Comunicato stampa

    COMUNICATO STAMPA

    Castelfranco Veneto 07 novembre 2003


    I LIBERALI COME PROTAGONISTI DI UN'ALTERNATIVA POSSIBILE.
    II CONSULTA DEI LIBERALI IN VENETO, A VENEZIA - MESTRE DOMENICA 9 NOVEMBRE, DALLE ORE 9, HOTEL BOLOGNA.


    Su iniziativa di Veneto liberale, domenica 9 novembre dalle ore 9 a Venezia - Mestre presso l'Hotel Bologna, si svolgerà un incontro di vari soggetti politici di area liberale per verificare le possibilità e le volontà di un'azione politica comune anche in occasione delle prossime elezioni amministrative ed europee.

    Hanno assicurato la propria presenza Enrico Cisnetto (Società aperta), Giuliana Olcese (Movimento per le riforme), Claudio Pietroni (Forum liberaldemocratico delle Marche), Silvio Simi (Lobbyliberal), Vittorio Vivona (Liberalitalia), nonché l'editore Leonardo Facco (rivista Enclave), oltre alle associazioni federate a Veneto liberale.

    Sono stati invitati tutti coloro che si richiamano in un modo o nell'altro ai principi liberali, dalla FdL al PL di De Luca, dal PRI ai Repubblicani europei della Sbarbati, dai liberaldemocratici del Patto Segni ai radicali ed ai socialisti della diaspora.

    <<E' chiara che la scelta di fondo di Veneto liberale è "l'unione Laica" - così ha dichiarato l'avv. Giuseppe Lamedica, presidente onorario di Veneto liberale - ma ciò non toglie che se si prospettasse qualche altra opzione realistica, Veneto liberale non la rifiuterebbe. La scelta del "non voto" operata alle elezioni politiche del 2001 non sarà ribadita qualora ci fosse l'opportunità di un'alternativa "possibile" a questo centrodestra e a questo centrosinistra. >>

    Nella lettera d'invito, tra l'altro, si legge: <<Ecco, secondo noi, essere liberale significa tentare di mettere assieme moderati e radicali, riformisti e riformatori senza una particolare egemonia da parte di qualche componente.>>

    <<E' un ennesimo tentativo che si fa denunciando che il vero nemico ad un lavoro in comune, tra le varie formazioni liberali, è la presunzione di essere unici ed irripetibili. - conclude l'avv. Lamedica - E' il riflesso etnico e tribale che deve essere eliminato>>

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    Predefinito UNA RISPOSTA ALL'IMMOBILISMO CONSERVATORE

    Si è svolta domenica 9 novembre a Venezia la II consulta dei
    liberali in Veneto. L'incontro, organizzato da Veneto liberale, la
    federazione regionale delle associazioni liberali, liberiste e
    libertarie, moderate e radicali, riformiste e riformatrici, è
    stato proficuo per aver messo intorno allo stesso tavolo Enrico
    Cisnetto, di Società Aperta, Silvio Simi, di Lobbyliberal e
    Vittorio Vivona di Liberalitalia. Sono tre sodalizi nazionali che
    hanno ritrovato un minimo comun denominatore nella analisi della
    situazione politica attuale dominata dall'immobilismo del
    conservatorismo rappresentato dagli attuali poli. Immobilismo che fa
    rischiare all'Italia un destino simile a quello che è toccato di
    recente all'Argentina (tesi Cisnetto). Di qui la necessità di far
    sorgere nel paese gruppi locali di azione politica (tesi Vivona) che
    dovrebbero avere un riferimento politico-culturale nazionale per
    evitare che i singoli gruppi si rifugino in uno sterile localismo
    (tesi Simi).
    Cisnetto ha evidenziato la necessità di un coordinamento unico
    nazionale per questi soggetti politici di ispirazione liberale ed
    alternativi al bipolarismo imperante, e su questo vi è stata la
    piena concordanza sia di Lobbyliberal che di Liberalitalia. Di qui
    l'impegno reciproco a non perdersi di vista.
    Oltre alla presenza più su ricordata diversi, per sensibilità,
    sono stati gli altri interventi. Maria Di Chio, dell'associazione
    "Libera uscita" ha annunciato il deposito in Parlamento sia di una
    proposta per la costituzione del "testamento biologico" e sia di
    una proposta riguardante la depenalizzazione dell'eutanasia. Tematiche
    libertarie che non possono essere trascurate da chi si dichiara
    liberale. Luciano Fabris, presidente del consiglio federativo di
    Veneto liberale, si è chiesto, in modo retorico, "cosa ci stanno a
    fare i liberali nei poli conservatori, quando dovrebbero uscirne per
    costruire una casa comune alternativa". Claudio Pietroni, del
    Forum liberaldemocratico delle Marche, riconoscendo la difficoltà
    nel percorso intrapreso per far stare assieme persone di tradizioni e
    sensibilità diverse, vede nell'esperienza di Veneto liberale
    un esempio di concreta realizzazione del progetto. Marco Spadaro, del
    gruppo d'azione liberale di Venezia, ha informato i presenti
    della sua partecipazione al comitato contro la separazione tra
    Venezia e Mestre, in occasione del referendum di domenica prossima.
    Ha inoltre comunicato che altri aderenti al gruppo hanno deciso di
    stare sull'altra sponda, il che rende evidente il tasso di
    liberalità e di tolleranza del sodalizio veneziano e di Veneto
    liberale dato che il gruppo veneziano ne è parte significativa.
    Luca Miotti,responsabile dell'associazione "fratelli Rosselli" di
    Castelfranco Veneto, attualmente coordinatore di Veneto liberale, ha
    constatato l'assenza di coloro che, spesso negli ultimi incontri, si
    illudevano di poter resuscitare soggetti politici ormai superati. La
    constatazione è stata accompagnata dalla soddisfazione di non
    dover più ripetere il vecchio ritornello che occorre operare
    guardando avanti e non con la testa rivolta al passato, anche se
    nobile.
    I lavori sono stati conclusi dal padrone di casa, Beppi Lamedica,
    presidente onorario di Veneto liberale, che ha riassunto il risultato
    dell'incontro affermando che <<i liberali non saranno nell'immediato
    protagonisti di una alternativa possibile ai conservatori del
    centrodestra e del centrosinistra, però questo incontro è stato
    utile per il percorso volto a costituire il soggetto politico dei
    cittadini senza potere affinché i liberali possano essere speranza
    per i cittadini delusi e disgustati dai poli conservatori, cittadini
    che oggi rifiutano di "turarsi il naso" e disertano le urne.>>

  4. #4
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    Predefinito La FdL per una lista di liberali alle europee

    Il segretario della Federazione dei Liberali, Raffaello Morelli, sabato 13 dicembre a Vicenza ha incontrato alcuni esponenti liberali per metterli a parte sull’andamento della costituzione di una lista collegata al ELDR (ndr. i liberali europei) da presentare alle prossime elezioni europee della primavera prossima. Morelli ha annunciato l’interessamento concreto del nuovo soggetto di Segni e Scognamiglio (partito dei liberaldemocratici). Inoltre ha annunciato che i repubblicani di La Malfa, prima di decidersi, vorrebbero ben capire la nuova legge elettorale che dovrebbe essere varata in conseguenza della riduzione del numero di deputati europei, riguardante anche la quota italiana. Infine Morelli ha manifestato interesse per l’eventuale partecipazione alla lista dei radicali della Bonino e di Pannella, anche se quest’ultimo sembra deciso alla partecipazione solitaria.
    Era presente, tra gli altri, l’avv. Giuseppe Lamedica, presidente onorario della federazione Veneto liberale che ha manifestato il proprio personale consenso all’iniziativa di Morelli e non ha escluso un sostegno, qualora alla lista liberale partecipassero anche i radicali della Bonino e di Pannella, in quanto si realizzerebbe una condizione essenziale per la costituzione di un nucleo combattivo ed aggregante affinché, nel prossimo parlamento europeo, all’interno del ELDR, la componente dei liberali italiani possa essere più combattiva che in passato.

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    Predefinito Mobilitazione liberale in Veneto

    In margine all’incontro di Vicenza (sabato 13 dicembre) con Raffaello Morelli, segretario della Federazione dei Liberali, si è constatato che in Veneto la presenza liberale, almeno a livello amministrativo, potrebbe risvegliarsi. Infatti non solo la federazione Veneto liberale (nell’occasione erano presenti sia l’avv. Lamedica, presidente, che il dott. Miotti, coordinatore – segretario) è impegnata per riunire moderati e radicali, riformisti e riformatori, ma anche altri soggetti liberali. Il consigliere regionale Claudia Cadorin ha dato vita ad un gruppo regionale denominato Riformatori Liberali che già da qualche tempo collabora con frange venete dei radicali italiani e con alcuni gruppi facenti riferimento al dirigente liberale Giorgio Cicogna. Le consultazioni amministrative della primavera prossima potrebbero essere una buona occasione per sperimentare una presenza liberale dignitosa a livello locale. Anche per questo Veneto liberale svolgerà, domenica 21 dicembre, il proprio 6° congresso a Padova (Corso Hotel, Corso del Popolo 2, dalle ore 10 sino alle ore 14) ove potrebbero esserci i presupposti per la presenza di una lista liberale alle prossime consultazioni amministrative.

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    Predefinito Verso gli Stati Generali liberali?

    "Siamo incazzati neri e tutto questo non lo sopportiamo più" questo il succo del 4° meeting nazionale dei liberali, organizzato da Liberalitalia, svoltosi a Bergamo nei giorni 13 e 14 dicembre.
    Sono intervenuti liberali di varie aree politiche e geografiche.
    Significativa è stata la constatazione dell'assessore forzista di Milano, Salvatore Carrubba, che non vede spazio né per un nuovo soggetto liberale né tantomeno di un terzo polo alternativo a quelli esistenti. Significativo perché proviene da chi è soddisfatto della situazione politica attuale. Liberalitalia, invece si rivolge a coloro che dicono "questa Italia così com'è non ci piace". Lo avevano detto alto e forte a Colleferro (Roma) in conclusione del 2°meeting nella primavera dello scorso anno, e questa ulteriore assemblea ha ribadito la linea politica radicalmente alternativa ai poli conservatori del centrodestra e del centrosinistra.
    Altrettanto significativi sono stati gli interventi di Enrico Cisnetto (Società Aperta) e Silvio Simi (Lobbyliberal), di recente ospiti anche alla seconda Consulta dei liberali in Veneto svoltasi a Venezia Mestre in novembre. Entrambi hanno ribadito l'insoddisfazione per la situazione presente e la necessità di riappropriarsi della "politica" offrendo ai cittadini strumenti utili per farsi ascoltare dai governanti. Interessante l'intervento di Giovanni Cominelli, ex segretario dell'associazione radicale milanese ed ex componente del comitato centrale dei "radicali italiani".
    Interessante perché ha manifestato un certo pessimismo sulla possibilità del superamento dell'autoisolamento di Pannella & soci.
    La maggior parte degli altri interventi (dagli amici di Piacenza e di Parma, da quelli di Napoli e di Palermo, da quelli di Ancona a quelli di Padova) è stata di fiducia e di speranza (l'ottimismo della volontà è prevalso sul pessimismo della ragione)tant'è che è stata annunciata la costituzione di una commissione composta dai rappresentanti delle associazioni presenti al Meeting e che si amplierà con l'adesione dei rappresentanti di altre associazioni.
    Qualcuno ha parlato che si sta dando vita agli Stati generali dei liberali. Comunque, se son rose fioriranno.
    Ulteriori informazioni sono rintracciabili sul sito www.liberali.net

  7. #7
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    Predefinito 6° Congresso di Veneto liberale: la mozione approvata

    Si è svolto oggi 21 dicembre a Padova il 6° congresso della federazione denominata Veneto liberale.
    E' stata approvata con una sola astensione la seguente mozione politica:

    Il 6° congresso di Veneto liberale, riunito in Padova presso il Corso Hotel, domenica 21 dicembre 2003
    premesso
    - che i casi "Cirio" e "Parmalat" provano ancora una volta lo stato del sistema economico finanziario nel nostro paese: il "declino" del nostro sistema economico non è solo una constatazione di teorici ma è la constatazione di un fatto sotto gli occhi di tutti;
    - che è il "mercato" il luogo ove le informazioni ed i controlli potrebbero agire per impedire che accadano questi fatti così sconvolgenti e che prefigurano, per l'Italia, un destino "argentino";
    - che il centrodestra, dominato da componenti tutt'altro che liberiste, e il centrosinistra, dominato da forze dirigiste, non hanno la capacità di produrre "più mercato" come anticorpo al declino del sistema economico-finanziario;
    - che il sistema politico si dimostra, quindi, non all'altezza di affrontare la situazione economico-finanziaria, con gravi conseguenze sulla capacità del sistema-Italia di resistere alle sfide della globalizzazione politica ed economica-finanziaria in atto;
    si afferma la necessità di applicare una radicale ricetta di riforme politiche, economiche e civili per modernizzare il paese: presidenzialismo, federalismo e maggioritario dovrebbero essere i ccapisaldi di un nuovo patto politico per passare finalmente ad una democrazia compiuta. Liberare il mercato da interferenze corporative e burocratiche per renderlo maggiormente flessibile ed adattabile alle nuove opportunità. Diritti individuali pienamente riconosciuti a fronte della attuale riduzione del cittadino a suddito, a contribuente e a consumatore;
    si afferma, inoltre, che un soggetto politico che si facesse carico di questi impegni e che si facesse interprete delle esigenze dei cittadini senza potere è necessario per tentare di evitare che l'attuale crisi del sistema si risolva in una catastrofe per tutti.
    Ciò premesso si sostiene
    1) che è possibile realizzare il soggetto politico dei moderati e dei radicali, dei riformisti e dei riformatori se, a livello locale, si riesce ad immettere nelle istituzioni attivisti liberali che rifuggano dalla tradizionale gregarietà ai soggetti politici maggiori o che rifiutino l'autoisolamento in torri d'avorio;
    2) che vi sono condizioni politiche, oggi in Veneto, che permettono tale percorso: non solo il consenso nei confronti dei maggiori schieramenti non è affatto consolidato, come affermano anche studi recenti, ma vi è un fiorire di associazioni, circoli, comunità liberali che non si riconoscono più in soggetti centralisti.
    Detto ciò il 6° congresso di Veneto liberale
    dà incarico al coordinatore-segretario di prendere al più presto contatti con i vari soggetti liberali in Veneto affinché, non oltre il mese di febbraio 2004, si organizzi una occasione di incontro per verificare la volontà e la possibilità di presentare liste liberali e/o laiche, alle prossime consultazioni amministrative alle seguenti condizioni: 1) pluralità di componenti senza egemonia di alcuno; 2)contribuzione reciproca di energie umane e finanziarie; 3) alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra (senza ricadere nella solita "lista civica"); 4) simbolo unico; 5) candidati e programma concordati con tutte le componenti partecipanti.
    Delibera
    A) di accantonare la tradizionale scelta del non voto qualora si realizzassero le condizioni per una radicale alternativa liberale possibile, la cui sussistenza sarà sottoposta a verifica nel corso della predetta occasione di incontro;
    B) di essere disponibile a sostenere alle prossime elezioni europee le candidature di una lista liberale, che sia 1) rappresentativa di varie componenti senza egemonia di alcuna, 2) non semplicemente simbolica;
    C) di sostenere l'eventuale campagna di raccolta firme per l'indizione del referendum abrogativo della cd. legge sulla "procreazione assistita" a condizione che sia anche l'occasione per costituire un terzo polo laico alternativo al centrodestra e al centrosinistra.

  8. #8
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    Predefinito Veneto liberale: cosa è e cosa vuole

    Cari amici,
    innanzi tutto auguri a tutti. Devo informarvi che sulla home page della ML yahoo dei Liberali veneti troverete lo stralcio della mozione approvata a Padova domenica 21 dicembre: è la nostra presentazione oltre al nostro progetto per il 2004. Speriamo che siate molti a raggiungerci in modo che "insieme", senza l'egemonia di alcuno, si possa realizzare quel soggetto dei cittadini senza potere che stiamo tentando di costruire da qualche tempo. Vi trascrivo il link:
    http://it.groups.yahoo.com/group/liberali_veneti/
    Vi abbraccio,
    Beppi

  9. #9
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    Predefinito I prossimi impegni della federazione "Veneto liberale"

    AMMINISTRATIVE, MAGGIORITARIO ED ANTICLERICALISMO: I PROSSIMI IMPEGNI DELLA FEDERAZIONE
    Si è svolta mercoledì 14 gennaio la prima riunione della direzione della federazione denominata "Veneto liberale". In esecuzione della mozione politica approvata dal VI congresso, svoltosi a Padova il 21 dicembre, il coordinatore - segretario, Luca Miotti, ha reso noto di aver inviato ai "riformatori liberali", all'associazione radicale di "Treviso e Venezia", nonché ad esponenti liberali, repubblicani e socialisti un invito per realizzare assieme una occasione d'incontro a livello regionale, anche per verificare la fattibilità di una presenza laica autonoma ed alternativa alle prossime elezioni amministrative. Il coordinatore-segretario ha informato la direzione che parteciperà alla prossima riunione a Bassano del Grappa (VI)con i responsabili dell'associazione "Carlo Pisacane" e il "mov. radicale bassanese", nonché con liberali, repubblicani e socialisti al fine di verificare la possibilità della presenza di un candidato sindaco laico e di una lista tipo "Unione laica" alternativi ai poli esistenti. Il coordinatore ha informato, infine, di un analogo tentativo che l'associazione "Lib.id.o.s." sta effettuando a Padova in previsione delle prossime amministrative.
    A propria volta Marco Spadaro e Claudio Gabrieli (gruppo d'azione liberale di Venezia) si sono assunti l'impegno di contattare la consigliere regionale Claudia Cadorin affinché si possa concordare un'azione comune in appoggio alla proposta di legge di modifica, in senso maggioritario, del sistema elettorale regionale.
    Nell'occasione si è insediato il nuovo Consiglio federativo, organo vicario del congresso. All'unanimità è stato riconfermato presidente Luciano Fabris. Il Consiglio federativo ha deliberato di sostenere la petizione popolare proposta dalla "L.I.A.C. - Lega Italiana Abrogazione Concordato" volta anche ad ottenere la cancellazione dell'art. 7 della Costituzione. L'organo vicario del congresso ha dato, altresì, incarico al coordinatore-segretario, al presidente onorario Beppi Lamedica e all'arch. Cesare Canilli di partecipare il 22 febbraio ad un incontro a Treviso con i responsabili delle associazioni "Bertrand Russell","A.M.I.", entrambe di Treviso e il "M.A.I. - Movimento Anticlericale Italiano" di Salzano (VE) per regolarizzare l'impegno di "Veneto liberale" ad assumersi la responsabilità organizzativa della "L.I.A.C." per il biennio 2004-2005. (bl)

  10. #10
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    Predefinito Radicali italiani: verso una nuova "assemblea dei Mille"?

    La prima riunione del comitato centrale dei radicali italiani,
    svoltasi dopo il congresso dello scorso dicembre indica alcune
    novità interessanti. La prima è l'abbandono dell'iniziativa
    di una lista "antiproibizionista ed anticlericale" alle prossime
    elezioni europee. Era una iniziativa che, ventilata nella mozione
    politica approvata al congresso di dicembre, contraddiceva l'analisi
    politica della situazione che quel soggetto racchiudeva nelle parole
    "caso Italia". E' vero che stavolta la predetta definizione non
    c'è, ma è sostituita, opportunamente, dall'analisi politica
    della situazione (<<[...]Il Comitato constata la sempre più estesa,
    violenta e sistematica negazione, in Italia, di ogni certezza del
    diritto, di qualunque valore non meramente ordinatorio di
    Costituzione e leggi scritte, e, in ultima analisi, di tutto ciò
    che garantisce -a partire dall'einaudiano "conoscere per deliberare"-
    che i diritti democratici dei cittadini non siano ridotti ad
    un "flatus vocis", ad una pura e semplice emissione di voce[...]>>).
    Conseguentemente si è ritenuto impossibile affrontare una campagna
    per la raccolta di firme al fine di presentare una
    lista "antiproibizionista e anticlericale". Perciò non resta che
    la vecchia lista Bonino che nel 1999 ebbe un notevole successo di
    consensi. E' vero che allora il tutto fu ottenuto grazie ad un
    percorso politico attentamente studiato (campagna per Emma for
    president, dialogo con il popolo produttivo, Assemblea dei
    Mille, vendita dei gioielli di famiglia, pacchetto di referendum
    liberali e liberisti, etcc.) ed è altrettanto vero che in pochi
    mesi quel patrimonio di consensi fu dissipato, non solo per la
    capacità di resistenza del regime.
    La seconda novità e che si vorrebbero riprendere le fila di quel
    discorso ripartendo da una "convention" da tenersi nella
    prima metà del mese di aprile per il lancio del partito radicale -
    liberale europeo.
    A mio avviso sembra una operazione difficilmente praticabile vuoi
    perché è impossibile ripetere l'exploit del 1999 (non vi
    sono neanche le stesse premesse), vuoi perché un soggetto politico
    che è stato capace di dissipare quel consenso in pochi mesi non
    è in grado di essere preso sul serio dai cittadini che, stufi di
    turarsi il naso, decidono di non recarsi a votare. Diverso sarebbe
    stato se i radicali, assieme ad altri (moderati, riformisti e
    riformatori) avessero dato vita ad una lista legata al partito
    liberale europeo.
    Di fronte alla frantumazione delle forze italiane che si richiamano
    ai popolari o ai socialisti europei, una lista liberale europea
    avrebbe potuto godere della rendita liberale in uno scontro politico
    che sarà sempre più caratterizzato dai tifosi pro e anti
    Berlusconi.
    Un'alternativa ai conservatori di destra e di sinistra non avrebbe
    dato un consenso pari a quello del 1999 ma avrebbe permesso a
    Pannella e Bonino di dire la propria nel prossimo Parlamento europeo.

 

 
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