E Pisanu affondò la Bossi-Fini
di Maristella Iervasi

L’immigrazione è una risorsa? «Nient’affatto - tuona Bossi - gli immigrati costano moltissimo a tutti i cittadini del nostro paese perché lavorano poco, pochissimo. Anzi, siamo noi che li dobbiamo mantenere». Il leader leghista “sputa” veleno dai microfoni di Radio Padania ma dal Senato il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, lo stronca. Così: «La Bossi-Fini non va, troppe luci ed ombre. Va modificata». A Bossi non resta che incassare l’autogol, visto che era stato proprio lui a sollecitare una verifica ad un anno dall’entrata in vigore della legge sull’immigrazione: «È una legge complicata - commenta subito dopo - normale verifica». E mentre il clima nella casa di governo diventa sempre più pesante, il centrosinistra, i sindacati e le associazioni del volontariato, dicono: «Finalmente la verità è stata ammessa».

Ieri mattina il ministro leghista aveva chiamato in causa il responsabile del Viminale chiedendogli di «darsi da fare» per risolvere l’emergenza, chiedendogli brutalmente di respingere le barche in arrivo. Poi una stoccata al premier: «È illusorio - ha detto Bossi - sperare nell’aiuto dell’Europa, degli immigrati non gliene importa nulla». Pisanu - che ha parlato a Palazzo Madama rispondendo alle interrogazioni sul problema dell’immigrazione, tornato all’attenzione nazionale ed europea dopo i drammatici sbarchi al largo dell’isola di Lampedusa - non ha fatto attendere l’attacco, proprio alla Lega: «La Bossi-Fini, applicata per un anno - ha precisato - ha manifestato punti di forza che vanno valorizzati e punti di debolezza che vanno rivisti». Le luci sono poche e tante le ombre. Ed è lo stesso ministro a lasciarlo capire, anche se non lo dice apertamente. «Non posso personalmente dichiararmi soddisfatto - ha detto Pisanu - perchè anche le politiche o soprattutto le iniziative di carattere europeo che abbiamo assunto e stanno positivamente andando avanti, lasciano ancora largamente scoperto il versante della regolazione dei flussi legali e della integrazione dei migranti, che è l’aspetto più delicato di questa già delicata e complessa materia».

Già: integrazione, flussi, non dimenticando mai che si tratta di persone innanzi tutto e non di immigrati con la valigia in mano, considerati solo braccia. Problemi questi denunciati più volte dall’opposizione politica, dai sindacati, dal mondo dell’associazionismo e dall’imprenditoria. E che ora, forse, s’intravede uno spiraglio. E un cambiamento di linea se lo augura Piero Soldini, responsabile immigrazione della Cgil nazionale. «Altro che luci e ombre. C’è il vuoto sui diritti della persona immigrata; il vuoto assoluto dell’integrazione, l’unica via per un’immigrazione legale». Mentre Guglielmo Loy, segretario nazionale della Uil, aggiunge: «Finalmente una buona notizia, cambierà la Bossi-Fini». Il sentatore Gavino Angius, ha invece replicato a caldo alle parole di Pisanu. «Abbiamo apprezzato l’intervento del ministro - ha detto -. Un discorso equilibrato e improntato sull’accoglienza e solidarietà nei confronti di chi cerca lavoro e asilo nel nostro paese. Peccato che Bossi e Castelli, ma anche le leggi di questo governo, parlino un’altra lingua». Don Giancarlo Perego, della Caritas, non crede alle sue orecchie: «Se davvero il ministro avesse detto questo è una prospettiva che ci rende felici. La chiedevamo da tanto tempo. C’è da segnalare - ha aggiunto il sacerdote - che ultimamente si stanno registrando diverse aperture verso alcuni temi che prima non erano per nulla presi in considerazione, come il voto agli immigrati, il riconoscere che queste persone hanno una dignità che non va calpestata».

Il responsabile del Viminale ripropone in parte il discorso fatto ieri al Parlamento: «Dobbiamo fare di più - ha detto ai senatori - Come ha detto il presidente Ciampi, dobbiamo andare oltre le azioni e le politiche di contenimento e di contrasto, puntando sul dialogo con l’Africa». Per Giulio Calvisi, responsabile immigrazione dei Ds, «finalmente inizia ad emergere la verità sulla Bossi-Fini. Le parole del ministro Pisanu sulla legge se non un vero e proprio affossamento - che magari lo stesso ministro non potrebbe permettersi - rappresentano quantomeno un cambio di linea». Secondo Calvisi, i primi mesi di applicazione hanno confermato che la Bossi-Fini è una legge che ha creato problemi, intoppi e contenziosi anche nella parte su cui la maggioranza di governo aveva riposto più aspettative: il controllo dell’immigrazione clandestina. Sulla legge dell’immigrazione della destra, pende la pronuncia della Corte Costituzionale: oltre 400 ricorsi promossi dalla procure per incostituzionalità.

«Ricorsi - conclude Calvisi - che testimoniano non il complotto delle toghe rosse contro la Bossi-Fini ma l’assoluta inadeguatezza di una legge concepita più come mezzo di propaganda politica che come strumento volto a governare meglio un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione».