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Risultati da 1 a 10 di 26
  1. #1
    Totila
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    Predefinito Crocifisso nella scuola? Via!

    Il Tribunale (Islamico) dell'Aquila ha accolto il ricorso di Adel Smith, sedicente presidente dell'Associazione dei Musulmani d'Italia.
    Fuori il Crocifisso dalle aule.
    Plausi anche da parte delle forze laiche e progressiste.
    Il numero due della CGIL ha salutato l'avvenimento come "un passo in avanti verso la laicizzazione della scuola"

    I pretonzoli dell'Accoglienza e il Vaticano sono serviti!

    Ps: Che dirà Fini Iscariota?

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  2. #2
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    Predefinito Fini?

    Forse è quello che aspettava.
    Quello che sta succedendo era già stato ampiamente previsto, mi pare.
    Il popolo dorme... (una parte)
    mentre l'altra, i traditori ed i cainisti godono perchè vedono il loro obiettivo avvicinarsi rapidamente.
    Gundam

  3. #3
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    La tradizione non è il passato. La tradizione ha a che vedere con il passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente o col futuro. Si situa al di là del tempo.
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  4. #4
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    E' possibile avere la citazione precisa del numero 2 della CGIL (chi è?) e la fonte da cui è tratta? Grazie!
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  5. #5
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    Il Tribunale: via il crocifisso dall'aula


    E' successo a L'Aquila, dove la Corte ha accolto il ricorso dell'Unione Musulmani d'Italia, ordinando la immediata rimozione dell'oggetto da una scuola materna/elementare


    L'AQUILA - Presto i crocifissi potrebbero scomparire dalle aule scolastiche. Una la prospettiva aperta da una sentenza del Tribunale dell'Aquila che, accogliendo il ricorso presentato da Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, ha condannato "l'Istituto comprensivo di scuola materna ed elementare di Navelli, nella persona del dirigente scolastico pro tempore, a rimuovere il crocifisso esposto nelle aule della Scuola materna ed elementare Antonio Silveri di Ofena", frequentata dai figli dello stesso Smith. La sentenza è stata emessa dal giudice Mario Montanaro. Il ricorso era stato presentato nelle scorse settimane dal legale di Adel Smith.

    Come era più che prevedibile, la decisione ha scatenato un vero vespaio di polemiche, non solo da parte dei cattolici, ma anche di quella parte politica che si oppone alla proposta del voto agli immigrati, fatta da Gianfranco Fini, leader di An. E difatti, uno dei primi ad intervenire è stato Francesco Storace, presidente della Regione Lazio e uno dei più critici verso la proposta. "Ad Adel Smith vogliamo dare anche il diritto di voto?". E' la domanda che pone provocatoriamente.

    LE REAZIONI
    "Rimango stupefatto, senza parole. Come si fa ad ordinare la rimozione dalle aule scolastiche del crocefisso, che è il simbolo dei valori di fondo del nostro Paese?" E' questa la reazione del card. Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, alla notizia della sentenza del Tribunale dell'Aquila. "Non riesco a capire in base a che dispositivi legislativi - è il commento -. "Non si può eliminare un simbolo dei valori religiosi e culturali di un popolo, solo perché ciò può dar fastidio a qualcuno. Mi sembra una strada pericolosa. Allora perché non togliere le chiese, o impedire alla 'Croce Rossa' di svolgere la sua azione di soccorso e umanitaria ?". "Con questa sentenza - conclude - si offende la maggioranza del popolo italiano ed anche lo spirito della costituzione".

    "Una battaglia di religione fuori luogo" e "una vera e propria provocazione": è la reazione di Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari . "Le radici cristiane dell' Europa e dell' Italia sono una realtà che non si può negare" afferma Santolini, che precisa: "il nostro è uno Stato laico, ma con le sue radici e la sua storia". In questo modo, aggiunge riferendosi alla sentenza, "non si risolvono i problemi ma se ne aggiungono" e "si tratta di una tempesta in un bicchier d'acqua". Santolini parla di "vere e proprie provocazioni" da parte islamica, a fronte di una "totale mancanza di reciprocità da parte del mondo islamico nei confronti della religione cristiana". Un musulmano che viene in Italia, conclude, "sa che viene in un Paese cristiano", e quindi deve essere preparato a trovare in giro "simboli delle nostre radici e della nostra storia"

    "E' una cosa assurda. E' un non rispetto per la nostra cultura e la nostra storia. Ovviamente, da parte di queste persone, non c'é alcuna voglia di integrazione". Così Maria Burani, presidente della Consulta per i problemi etici e religiosi di Forza Italia . Burani ha annunciato che convocherà la Consulta a breve per decidere una protesta contro chi "vuole cancellare dalla storia dell'Europa, e quindi dell'Italia, un simbolo che anche i più laici riconoscono e che è alla base della cultura cristiana". "Io non mi sognerei mai in un paese islamico di contestare in aula i versetti del corano. Il crocifisso, poi, al di là di come si pensa, è il più alto simbolo della pace e della concordia fra popoli". La richiesta di rimuovere il crocifisso, pensa Burani, è segno che "non c'é voglia di integrazione. Ognuno può avere le sue credenze ma deve rispettare il paese. Atteggiamenti simili possono suscitare paura".

    La sentenza "é positiva. Ma la questione non si esaurisce qui. Anzi, è solo l'inizio di una necessaria riflessione sulla convivenza multiculturale e su quale ruolo rivesta in questo la scuola". Lo ha detto Titti De Simone, capogruppo di Prc alla Commissione cultura alla Camera. "Sentenza importante perché riconosce la laicità dello stato, come dice la Costituzione - ha aggiunto la parlamentare - e può fare da battistrada ad un dibattito politico e culturale sui temi dell'integrazione. Un dibattito che va aperto senza demagogia e strumentalizzazioni. La scuola, che è il primo presidio della società è oggi chiamata a corrispondere i valori della cittadinanza multiculturale". Senza queste premesse, il rischio è che certe battaglie, "come quelle della destra e della Lega in particolare nelle aule, producano nuove divisioni e nuove forme di esclusione". Per De Simone, è importante che sia "salvaguardata l'idea dello stato laico senza modelli imposti".



    (25 ottobre 2003, AGGIORNATO ALLE 20,54)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito

    Accolto un ricorso del presidente dell'Unione Musulmani d'Italia
    Tribunale de L'Aquila: via i crocifissi dalla scuola
    «Non è un patrimonio comune di tutti i cittadini». Il cardinale Tonini: «Sono stupefatto». Prc: «Sentenza positiva»
    L'AQUILA - I crocifissi dalle aule scolastiche potrebbero essere destinati a scomparire. Questa la prospettiva aperta da una sentenza del Tribunale dell'Aquila che, accogliendo il ricorso presentato da Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, ha condannato «l'Istituto comprensivo di scuola materna ed elementare di Navelli, nella persona del dirigente scolastico pro tempore, a rimuovere il crocifisso esposto nelle aule della Scuola materna ed elementare "Antonio Silverì di Ofena", frequentata dai figli dello stesso Smith. La sentenza - un provvedimento di circa 30 pagine - è stata emessa dal giudice Mario Montanaro. Il ricorso era stato presentato nelle scorse settimane dal legale di Adel Smith, avvocato Dario Visconti.

    LA SENTENZA - «Nell'ambito scolastico - si legge nella sentenza - la presenza del simbolo della croce induce nell'alunno ad una comprensione profondamente scorretta della dimensione culturale della espressione di fede, perché manifesta l'inequivoca volontà, dello Stato, trattandosi di scuola pubblica, di porre il culto cattolico al centro dell'universo, come verità assoluta, senza il minimo rispetto per il ruolo svolto dalle altre esperienze religiose e sociali nel processo storico dello sviluppo umano, trascurando completamente le loro inevitabili relazioni e i loro reciproci condizionamentì». Secondo il giudice Montanaro, «la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche comunica un'implicita adesione a valori che non sono realmente patrimonio comune di tutti i cittadini». Così facendo, sempre stando alla sentenza, la presenza del crocifisso nelle aule «si pone in contrasto con quanto ha stabilito la Corte costituzionale, rilevando come il principio di pluralità debba intendersi quale salvaguardia del pluralismo religioso e culturale (cfr. Corte cost. 12 aprile 1989, n. 203 e 14 gennaio 1991, n. 13), che può realizzarsi solo se l'istituzione scolastica rimane imparziale di fronte al fenomeno religioso».

    IL CARDINALE TONINI: «SONO STUPEFATTO» - «Rimango stupefatto, senza parole. Come si fa ad ordinare la rimozione dalle aule scolastiche del crocefisso, che è il simbolo dei valori di fondo del nostro Paese?» È questa la reazione del cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, alla notizia della sentenza del Tribunale dell'Aquila. «Non riesco a capire in base a che dispositivi legislativi», ha commentato Tonini. «Non si può eliminare un simbolo dei valori religiosi e culturali di un popolo, solo perchè ciò può dar fastidio a qualcuno. Mi sembra una strada pericolosa. Allora perchè non togliere le chiese, o impedire alla 'Croce Rossà di svolgere la sua azione di soccorso e umanitaria?», si chiede il cardinale. «Con questa sentenza - conclude - si offende la maggioranza del popolo italiano ed anche lo spirito della costituzione».

    RIFONDAZIONE COMUNISTA: «SENTENZA POSITIVA» - La sentenza che accoglie il ricorso contro il crocifisso in aula «è positiva. Ma la questione non si esaurisce qui. Anzi, è solo l'inizio di una necessaria riflessione sulla convivenza multiculturale e su quale ruolo rivesta in questo la scuola». Lo ha detto Titti De Simone, capogruppo di Prc alla Commissione cultura alla Camera in relazione alla sentenza del tribunale dell'Aquila. «È una sentenza importante perché riconosce la laicità dello stato, come dice la Costituzione - ha aggiunto la parlamentare - e può fare da battistrada ad un dibattito politico e culturale sui temi dell'integrazione. Un dibattito che va aperto senza demagogia e strumentalizzazioni. La scuola, che è il primo presidio della società è oggi chiamata a corrispondere i valori della cittadinanza multiculturale».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
    Nebbia
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    Predefinito

    Notizie come queste sono ormai all'ordine del giorno.
    An che chiede il diritto di voto agli extra, la Mussolini con la Turco che chiede il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, il tribunale che fa togliere i crocifissi.
    La rabbia cresce, il sangue ribolle.
    Ormai siamo nelle mani di burattini agli ordini dei più beceri speculatori e finanzieri. Chi viaggia un po come me sa benissimo che in Italia non premono un milione o due di extracomunitari per entrarvici. No non ci sono un milione di persone che dall'altra parte del mare aspettano con le loro carrette di entrare in Italia.
    C'è tutto il terzo ed il quarto mondo. Sono centinaia di milioni di disperati quelli che nel prossimo decennio vorranno entrare in Europa, la ns quota sarà quella di mezza popolazione italiana: 30 milioni. Questo perchè il consumismo: molla principale della nostra economia e della nostra crescita nonchè dell'arricchimento di quattro buffoni si è fermato ed è scivolato nell'ultimo stadio, negli ultimi rivoli del superfluo. Abbiamo superato la fase del consumismo primario, dove tutti necessitavano di case, di auto, di frigoriferi, di vestiti, ecc ecc oggi consumiamo viaggi a Capoverde, videotelefonini e capi firmati; troppo poco per far ster in piedi un paese. Oggi "servono" 20 -30 milioni di disperati che una volta nel nostro paese soddisferanno la duplice domanda del capitalismo: lavoro a basso costo e consumismo primario.
    Alla fine è e sarà questa la nostra fine genetica: la nostra richezza!

    Saluti sconsolati

  8. #8
    Totila
    Ospite

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    Cordova visigota cadde in mano agli islamici perchè un "fratello maggiore" aprì le porte...
    Oggi come ieri la genia degli Iscarioti prospera.
    La "Reconquista" fu lunga e sanguinosa. Ma dopo-reconquista fu amaro e doloroso per gli iscarioti di ogni risma.

  9. #9
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Stonewall
    E' possibile avere la citazione precisa del numero 2 della CGIL (chi è?) e la fonte da cui è tratta? Grazie!
    La fonte è il Tg della notte, che ho ascoltato distrattamente. Il nome, sinceramente non lo ricordo.

  10. #10
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    Predefinito prepariamoci

    Totila dobbiamo prepararci alla reconquista:
    spada a una mano o una e mezza?
    sarà inevitabile.........
    Guai a iscarioti, giannizzeri, ascari &C
    Gundam

 

 
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