Come richiestomi da Johnny Buleghin, e anche per coloro ai quali non è sembrato interessare nulla della cosa, posto il testo della a dir poco disgustosa lettera inviata poco tempo fa da un dirigente della massoneria al corsera e pubblicata nella pagina curata da P. Mieli:
Qualche commento?
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MASSONI
La trasparenza
Caro Mieli, pienamente d'accordo sulla sua risposta al lettore
Gori; ineludibile la trasparenza per i massoni. Scrissi nel 1998 in
un mio libro che i massoni dopo aver (sin troppo) difeso la propria privacy devono invertire la rotta: difendere quella degli altri ma non più la propria. Questo abbandono di abitudini secolari non più necessarie è, irrevocabilmente, in atto qui in Italia e persino in Inghilterra.
Non appare peraltro fondato il sospetto di Giuliano Amato sul "dettaglio massonico" nel preambolo della Costituzione europea.
Se anche fosse così, che male c'è?
La civiltà occidentale ha appreso proprio dalle logge massoniche i principi della tollerante convivenza, del metodo democratico, dell'eleggibilità (ed assoluta temporaneità) delle cariche.
In Italia esse hanno dato fra l'altro un contributo essenziale alla
costruzione postrisorgimentale di un moderno stato laico.
Coppino, Crispi, Zanardelli ci dettero la scuola obbligatoria gratuita; la regolamentazione dell' assistenza e della beneficenza; un moderno diritto con l'abolizione della pena di morte, del reato di sciopero, dello sfruttamento del lavoro minorile e femminile.
Cose da non dimenticare anche se assenti nei libri di storia.
Massimo della Campa
Pres. Società Umanitaria
presidenza@umanitaria.it




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