Dal sito http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/
Ma sui dc 'da fucilare' Bossi aveva ragione
di Massimo Fini
Ha suscitato scandalo, giorni fa, la frase di Bossi secondo il quale democristiani, socialisti, comunisti, andavano fucilati, a suo tempo, perché responsabili del gravissimo problema delle pensioni col quale si trova oggi alle prese il governo Berlusconi. A infuriarsi maggiormente non sono state le sinistre, ma gli attuali alleati della Lega, Udc e An.
La verità fa sempre scandalo. Perché a parte il termine «fucilati» che va preso come una metafora, quale era, il senso del discorso di Bossi è incontrovertibile. Se siamo arrivati a una situazione per cui mancano i soldi per pagare le pensioni non lo dobbiamo certo all’ultimo venuto, cioè al governo Berlusconi, ma alla irresponsabilità delle classi dirigenti della cosiddetta Prima Repubblica, per l’allegra conduzione della finanza pubblica, soprattutto negli Anni Ottanta, gli anni dei socialisti e della «Milano da bere», per la politica clientelare che ha distribuito a pioggia le finte pensioni di invalidità, le finte pensioni di anzianità, le pensioni baby e le pensioni d’oro e, ultimo ma non ultimo, per l’enorme grassazione di Tangentopoli che, secondo calcoli approssimati per difetto, è costata alla collettività 630mila miliardi delle vecchie lire, portando il debito pubblico all’insostenibile deficit attuale. Ma la vecchia classe dirigente oltre a sperperare il denaro pubblico, ha mancato di qualsiasi capacità e volontà di previsione e proprio nel campo in cui essa è più facile: quello della statistica demografica che ha margini di errore ristrettissimi. Che nel Duemila gli ultrasessantenni in Italia sarebbero stati un quarto della popolazione lo si poteva sapere, con precisione matematica, fin quasi ai decimali, già nel 1980. Ma nessuno ci ha pensato, né Andreotti, né Forlani, né Craxi, né i loro criptoalleati comunisti né, tantomeno, i sindacalisti. Hanno guidato il Paese senza pensare al futuro, ragionando secondo la battuta di Oscar Wilde: «Che cosa hanno fatto i posteri per noi?». Purtroppo i posteri siamo noi e quello che poteva essere fatto a partire dagli Anni Ottanta, gradualmente e senza ledere i diritti di nessuno, deve essere fatto oggi, inevitabilmente, in fretta e furia, ledendo i diritti di tutti. E non capisco proprio perché Gianfranco Fini, che di quella stagione di sperperi non fu corresponsabile, né personalmente né come forza politica, poiché il suo partito l’Msi, era tenuto fuori dal gioco dalla truffa dell’arco costituzionale, se la prenda con Bossi, che dice una verità che anche lui, Fini, avrebbe dovuto dire, e non con coloro che meritano, metaforicamente, di essere «fucilati».




Rispondi Citando
