Hans Friedrich Karl Günther

Tipologia razziale dell’Europa

di Hans Friedrich Karl Günther

Edizioni Ghénos, Ferrara, 2003, 224 pagine, 320 illustrazioni, 20 cartine. Costo 20 Euro.
Prima edizione a cura del gruppo di studi Ghénos
Traduzione della seconda edizione tedesca (Rassenkunde Europas, von Dr. Hans F. K. Günther,J. F. Lehemanns Verlag, München, 1926) ad opera di Silvio Waldner.

Il perché di questa casa editrice. I nostri sono tempi nei quali le problematiche razziali sono diventate di tale importanza da potersi affermare che sono (assieme, forse al degrado ecologico) (vedi Silvio Waldner, La deformazione della natura, Ar, Padova, 1997) il problema concreto epocale nel centro del quale ci veniamo a trovare e che diverrà ancora più attuale nel prossimo futuro. Non è azzardato prevedere che nei prossimi decenni esse si faranno tanto acute e tanto prorompenti da rendere qualsiasi altra problematica – sociale, economica, politica, addirittura ecologica – un semplice epifenomeno. Eppure il grande pubblico è profondamente ignorante dell’argomento ‘razza’ (quanti sono quelli che hanno un’idea chiara della differenza fra razza, etnia, nazione, popolo, ecc.?) – pur confusamente e spesso angosciosamente percependo che si tratta di qualcosa di sempre più attuale e minaccioso. Questa ignoranza viene coltivata e mantenuta dall’establishment finanziocratico imperante, con il controllo della ‘cultura’ ufficiale e dei mezzi di comunicazione di massa. Noi ci siamo posti come compito quello di cercare di spezzare questo genuino circolo di tenebre conoscitive. Pur sapendo che per gli egualitarismi inguaribili di qualunque risma non c’è rimedio, sappiamo anche che ci sono tantissimi, per naturale buonsenso, una genuina volontà di vederci chiaro ce l’avrebbero, ma che annaspano a destra e a manca per mancanza di valide opere di riferimento. A costoro sono e saranno dirette le nostre pubblicazioni.
L’Editore, Ferrara, estate 2003.

Nota introduttiva di Silvio Waldner
Sull’utilità della prima parte del presente libro, (capp. 1-6) quella più sistematica, data la totale esclusione delle nozioni razziali dall’ambito divulgativo (relegate in un iperspecialismo che quasi si vergogna di trovarsi di fronte al dato razziale, e che per ‘rimediare’ aggioga la ricerca al ‘dogma’ egualitarista), è già stato fatto cenno da parte dell’editore, Invece, vale la pena qui di soffermarsi un po’ di più sulla seconda parte del testo di Günther (capp. 7-12) Essa ratta piuttosto argomenti storici e temi di attualità (quali essi potevano essere negli anni Venti). In particolare, al Cap. 8, l’autore fa una sintesi di quegli sviluppi storico-razziologici che portarono alla decadenza dell’Ellade e di Roma, argomenti che poi egli avrebbe sviluppato in grande dettaglio in due sue opere specifiche mai tradotte in alcuna lingua diversa dal tedesco (eccettuati alcuni stralci in inglese). (1)
Indipendentemente dalla fissazione del Günther sull’idea nordica (che aveva certamente i suoi pregi ma che fu portata all’estremo), la lettura di questa seconda parte ha una sua notevole utilità, in quanto vengono prospettate tematiche sociali che, incipienti all’inizio del secolo XX, sono adesso di tragica attualità. – Quanto alla fissazione sull’idea che l’unica ‘razza portante’ della civiltà europea fosse stata e sia ancora quella nordica, è basata soprattutto su constatazioni storiche; e ‘l’idea nordica’, probabilmente valida ancora diversi secoli addietro, non è detto che continui ad esserlo adesso. Ogni cosa sembra indicare che la ‘razza’ nordica (in termini razziologici più esatti, la sottorazza nordica della razza europide) abbia subito un collasso interno dal punto di vista dell’evoliana ‘razza dello spirito’, con conseguente affievolimento della capacità di retto giudizio. Ne resterebbe, al massimo, una maggiore intraprendenza e, forse, serietà di propositi (ma probabilmente non una maggior intelligenza, laboriosità o inventiva) rispetto alle altre sottorazze europidi – qualità messe a profitto spesso e volentieri da elementi di torbida origine per scopi che con ‘l’idea nordica’ poco avevano a che vedere. Già Julius Evola aveva osservato che la facilità con cui le popolazioni a prevalenza nordica accettarono, quasi tutte, il Cristianesimo prima e il protestantesimo dopo (e l’americanizzazione in tempi recenti), non deponeva in loro favore: contro il veleno psichico biblista, la ‘razza nordica’ dimostrò di avere ben pochi anticorpi.
Il Günther, poi, dimostra anche lui un ottusa anglofilia, che si estende anche all’America del Nord – cosa non del tutto atipica della Germania della svolta dei secolo XIX e XX e anche dopo - la quale, per i tedeschi, fu ancora più esiziale della loro slavofobia, anch’essa spesso ottusa ma che, se non altro, aveva dei precisi radicamenti storici. I ‘fratelli di razza’ anglofobi sono stati la rovina della Germania(e della razza europoide). In riguardo, valgono, fra l’altro, due osservazioni: (a) la ‘nordicità’ inglese (quale che possa essere l’importanza di questo fatto) fu sempre sopravvalutata: la popolazione dell’isola inglese è ed è sempre stata fondamentalmente di ceppo occidentale/mediterraneo; con buona pace del Günther, che va incontro agli anglofobi che hanno orrore di essere confusi con i centro o sud – europei, classificare l’inglese come lingua germanica è, scientificamente, un grossolano errore. L’inglese non è una lingua germanica – e tanto meno una lingua neolatina, nonostante il suo lessico neolatino al 70% - ma un liquame fonetico, grafologico, lessicale, grammaticale e sintattico che ha molto del ‘papiamento’ (3) e che, quale idioma profondamente degenerato, è stato classificato come strutturalmente affine alle lingue bantù (4).


(1) Lebensgeschichte des hellenischen Volkes (Storia biologica del popolo ellenico) e Lebensgeschichte des römischen Volkes (Storia biologica del popolo romano) pubblicati ambedue da Franz Freiherrn Karg von Bebenburg, Verlag Hohe Warte, Pähl, 1965 e 1966 rispettivamente. (Verlag Hohe Warte, Tutzinger Str. 46 D-82396 Pähl Tel: +498808267 Fax: +498808921994 http://www.hohewarte.de )
(2) Julius Evola Rivolta contro il mondo moderno, Mediterranee, Roma, 1969.
(3) Il papiamento è quell’intruglio di spagnolo, olandese, portoghese e inglese che è adesso lingua ufficiale nelle ex-Antille Olandesi (Curacao, Aruba, Bonarie).
(4) Dal linguista francese Claude Hagège, Storia e destini delle lingue d’Europa, La nuova Italia, Scandicci, 1995. Da notarsi (!) che l’Hagège è tutt’altro che un anglofobo o un americanofobo


Nel dopoguerra, nella più grande operazione di censura e distruzione culturale della storia, anche tutte le opere di Hans Friedrich Karl Günther furono messe all’indice. Il 13 maggio 1946 la Commissione Interalleata di Controllo emanò una legge “sull’estirpazione della letteratura a carattere nazionalsocialista o militarista”. Contemporaneamente si creò nella zona di occupazione sovietica un organismo specializzato “Schriften-Prüfstelle bei der Deutschen Bücherei” che intraprese subito la redazione di una nuova lista di libri proibiti (Liste der auszusondernden Literatur). La lista iniziale di 526 pagine comprende 13.223 libri e 1502 giornali proibiti dal 1 aprile 1946. A completamento di questa prima escono altri tre volumi rispettivamente il 1 gennaio 1947 (179 pagine, 4.739 libri e 98 giornali), il 1 settembre 1948 (366 pagine, 9.906 libri e giornali) e il 1 aprile 1952 (circa 700 libri e giornali). In totale furono proibiti poco più di 36.000 libri e periodici editi prima del 1945. Queste liste di proscrizione sono consultabili in quanto ristampate nel 1983 dall’editore antiquario Uwe Berg (Uwe Berg Verlag und Antiquariat, Tangendorferstr. 6, D – 21442 Toppenstedt, Tel. 04173 6625, Fax 04173 6225) o direttamente in rete al sito http://vho.org/censor/tA.html )

Un’interessante selezione delle opere di Hans Friedrich Karl Günther è stata messa in rete ed è consultabile al sito http://www.white-history.com/earlson/gunther.htm



Il libro è reperibile al prezzo di 20 Euro più spese d’invio presso:
Libreria Bottega del Fantastico, Via Plinio 32, 20129 Milano
Tel. 02 201310 - Fax 02 66400343 E-mail: [email protected]