Dedicato a quei rottami che storcono il nasino schifati quando si parla di RSI, ma sono pronti a stendere il tappeto rosso alla partigianaglia e alla merda demo-marxista.
Estratto da un libro della Collezzione GLI STRUZZI 4 dell’Editore EINAUDI. Edizione del 1968
BEPPE FENOGLIO – Il partigiano JOHONNY
“QUESTO E’ QUELL CHE OGGI SI CHIAMA UN PARTIGIANO”
“- Basta che un fascista armato d’un vecchio catenaccio si presenti in qualunque località, e gli viene facile arruolare e incolonnare tutta quella gioventù... – Ma il rimedio lo conosciamo armai tutti, - disse Corradi, con voce nuova, in cui midollo s’era inserito nella sua fiera ma grattante voce di liceo. Monti non parlò, evidentemente s’erano polemizzati poco prima. E cosí riprese Corradi: - Basterà che uno qualsiasi di questi renititenti, armato anche lui di un catenaccio, o di roncola o di temperino, apposti il fascista sulla strada di prepotenza, e gli cali addosso. Alle spalle, beninteso, perché non si deve affrontare il fascista a viso aperto, egli non lo merita, egli deve essere attaccato con le medesime precauzioni che un uomo deve prendere con un animale. Gli cala addosso, lo ammazza e lo trascina per i piedi in un posticino dove seppellirlo, cancellarlo dalla faccia della terra. E sarebbe consigliabile portarsi dietro una scopetta con la quale cancellare per l’eternità persino l’impronta ultima dei suoi piedi sulla polvere delle nostre strade. - Questo è quell che oggi si chiama un partigiano, disse un ex alunno. – Tu resti il primo ed il migliore, - gli disse Corradi, mentre un lampo di sarcastica soddisfazione gli fendeva le lenti nebulose.”




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