Una "BERLUSCONIANA" imperdibile, da incorniciare:
"Salutate nel nano l'apostolo dell'Amore", dice la parodia di Starace della macchietta di regime vigente.
ed altro ancora....... molto altro![]()
Per la serie...... Se questo è in buona fede........
è da rinchiudere!!!![]()
CORSERA 25/10/2003
Bondi, coordinatore mistico: «Berlusconi è bontà e purezza»
Da comunista a «priore» di Arcore: Forza Italia? Come un ordine monastico - il Cav. «ha preso il potere per dare benessere»
ARCORE - La fotografia di Berlusconi con la cornice d'argento e i capelli è rimasta nel parlatorio - un fratino, quattro sedie. Il ritratto a olio di Berlusconi («Ne arrivano di continuo, li mandano pittori anche noti») è in anticamera, accanto alle scrivanie della segretaria di Berlusconi, Marinella, e della segretaria di Sandro Bondi, Marinella, detta Marina per evitare scambi di persona.
Nel suo ufficio da neo-coordinatore del primo partito italiano c'è spazio appena per la fotina del piccolo Francesco, 5 anni. Non uno studio; una cella. «Questo era un antico monastero benedettino. E qui ad Arcore il presidente Berlusconi ha fondato una comunità. Quasi un nuovo ordine monastico».
Se Berlusconi è il fondatore, Bondi è il padre generale. Priore di Arcore. Studioso di eresie medievali, laureato in filosofia a Pisa con tesi su frate Leonardo Vallazzana, teologo, predicatore, agostiniano.
«Soprattutto, agostiniano. Da secoli la cristianità si divide tra seguaci di Domenico, influenzati da Aristotele e dal dominio della ragione, e seguaci di Agostino, affascinati da Platone, dal millenarismo, dall'utopia, dall'escatologia, dal messianesimo. Un ceppo da cui sono nate eresie, come quella dei catari e degli anabattisti, animate dal mito della purezza e del candore; contaminato da tentazioni luterane e ugonotte; e che ha influenzato grandi personaggi. Penso a Gioacchino da Fiore. E, in tempi moderni, a Berlusconi e a Dell'Utri.
«Io sono entrato da poco in questa cerchia. Ma mi hanno raccontato delle loro vacanze di un tempo. La giornata era scandita quasi come in un monastero: lavoro e preghiera; la conversazione, la ginnastica, la corsa, il pranzo, e nel pomeriggio la lettura e il commento di un passo della Bibbia o di un'opera di
Platone, Agostino, Campanella, Giordano Bruno, Tommaso Moro. Oppure del testo fondamentale, l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam; perché c'è un elemento di follia visionaria nell'opera del Dottore. Il vincolo che legava i fondatori va ora riprodotto tra i dirigenti di Forza Italia. I ministri, il presidente del Senato, i governatori, ognuno ha già un rapporto diretto con il presidente Berlusconi. Ora si tratta di creare un legame di solidarietà tra noi. Anche per questo Forza Italia si darà una direzione politica, in cui
siederanno tra gli altri Pisanu, Tremonti, Fitto, Martino. Non avrei mai pensato che il Dottore scegliesse me. Forse ha pensato che incarnassi il messaggio originario di Forza Italia».
Da Arcore Bondi sta organizzando il congresso - a Milano, nell'aprile prossimo - e due campagne elettorali decisive, per le Amministrative e le Europee.
Lavora al terzo libro di Berlusconi. A una mostra per celebrare il decennale della discesa in campo («il progetto è di un giovane, Massimo Piana. L'altro giorno l'ha presentato al presidente con voce incrinata dall'emozione. Mi ha commosso») e, soprattutto, all'elaborazione di una teoria politica. Da non chiamarsi ideologia, perché «il presidente Berlusconi nasce con la morte delle ideologie». Piuttosto, una mistica.
«Una politica femminile. Di qua l'Italia che ama, di là l'Italia che odia. Eppure dall'altro campo attendiamo ancora un segno. Perché il presidente Berlusconi non cerca lo scontro, se non per legittima difesa. La sua visione è un'Italia riconciliata, in cui non vi sono nemici ma avversari. La sua politica del fare è una politica donna. È il recupero della lezione di tre donne, tre vittime del nazismo: Simone Weil, Edith Stein, Etty Hillesum. Come loro, il
presidente Berlusconi mette al centro la dignità della persona umana. La conquista del potere non è che uno strumento per diffondere benessere e felicità. La logica maschile del potere viene sostituita dalla logica femminile del dono, della comprensione, dell'amore. Il prossimo seminario di Forza Italia
sarà dedicato al potere delle donne. Dove? In un hotel di Gubbio, un antico convento francescano».
Poi c'è la dimensione mondana. La fatica del lavoro: dalle 8 del mattino sino a notte, il lunedì qui insieme con Berlusconi, poi a Roma, venerdì e sabato di nuovo ad Arcore. Villa San Martino è molto diversa da come viene raccontata e pensata. Non ci sono marmi. Non c'è plastica. Legni scricchiolanti. Vecchie foto del marchese Casati a passeggio nel parco con Benedetto Croce. Ritratto della marchesa in chiaroscuro, «quasi a presagirne la triste fine» medita Bondi a braccia conserte.
Foto della famiglia Berlusconi in cui è incastrata l'immagine di padre Pio. Mappamondo ligneo. Tele devozionali. Viae crucis .
Archivio con decine di fascicoli, «qui c'è tutta la storia di Forza Italia», spiccano per mole il dossier «Pannella» e quello «Garzon».
Cappella con inginocchiatoio. «Sono venuto qui per la prima volta nell'89, da sindaco comunista di Fivizzano, insieme con il maestro Cascella. Il Dottore mi ha regalato una biografia di Hitler con dedica: "A Sandro Bondi, cultore dell'utopia, un libro sull'utopia perversa". Poi mi ha detto: "Lei che sembra così perbene, come fa a essere comunista?"».
Qui il ritorno, per lavorare. «Preparavo la risposta alle lettere. Migliaia di lettere. Trenta al giorno, tutti i giorni, per due anni». L'amicizia con Marcello Dell'Utri: «È stato emozionante costruire anche con lui un rapporto d'affetto. Il mistero di Dell'Utri non è nelle sciocchezze che dicono, è nella profondità del suo animo.
È il mistero della Sicilia, dell'intelligenza dei siciliani».
Ora, l'avvento alla guida di una macchina organizzativa che ha sempre macinato i suoi conducenti, Codignoni, il generale Caligaris, Mennitti, Previti, Frattini, Scajola, Antonione, di nuovo Scajola. Della logistica si occuperà un manager, provvederà Berlusconi a sceglierlo, «sta già facendo i colloqui».
A lui toccherà la politica. «Ravvivare il dibattito interno. Preparare il congresso in modo democratico, per la prima volta, con 121 congressi provinciali che eleggeranno i coordinatori e i delegati».
Ci sarà da viaggiare. Un tormento per Bondi che non prende l'aereo: «Soffro di vertigini. È più forte di me. Non salgo neppure sul jet privato del presidente». E poi metodi nuovi per la scelta dei candidati. «Basta decisioni interne al partito. Bisogna aprirsi alla società, consultarsi con il vescovo, con gli imprenditori. La
sinistra vince quando sceglie i Berlusconi di provincia; dobbiamo evitarlo. Ho letto l'articolo in cui Giuliano Ferrara mi consigliava di non gettare via la mia esperienza nel Pci. Concordo. Chi mi attribuisce l'idea di partito leggero non sa quel che dice. Conosco l'importanza dell'organizzazione. C'è un progetto per fare della Festa azzurra un appuntamento nazionale, vedremo se prima o dopo l'estate. Anche di questo sono grato al Dottore: avermi dato l'opportunità di riscattare il meglio del mio passato».
«Ci sono cose che non ho rinnegato. Sono figlio di un muratore socialista emigrato in Svizzera, dove nei bar c'erano i cartelli: "Vietato ai cani e agli italiani". Ero affascinato da Berlinguer, sono andato ai suoi funerali. Avverto l'afflato religioso per la giustizia sociale. Ma proprio per questo mi vergogno di una certa sinistra. Mi vergogno dell' Unità . Quando avevo 18 anni e Furio Colombo lavorava per Agnelli, io andavo la domenica mattina alla stazione di Gassano, frazione di Fivizzano, ritiravo duemila copie dell' Unità e le diffondevo casa per casa. Era il giornale di Macaluso, di Chiaromonte. Questo è un distillato di livore, di odio, di accanimento personale, che può essere pericoloso. Quando dico che «da loro mi aspetto di tutto», penso ai terroristi ancora attivi nel nostro Paese, che non sparano ai reazionari, ma ai Biagi e ai D'Antona, agli uomini indicati come traditori. Le cose peggiori non vengono dai veri comunisti, dagli eredi del Pci, i D'Alema, i Fassino. Rispetto Cossutta, capisco Bertinotti, che comunista non è mai stato, e infatti ha grande simpatia umana per il presidente Berlusconi. Provo una pena profonda per Veltroni, che nega il suo passato. Mi sgomenta la miseria umana e morale di Nanni Moretti, capace di dire in morte di Agnelli: "Era meno peggio di Berlusconi". Ma perché lo odiano così?».
Nel parco, i piloti dell'elicottero presidenziale giocano a pallone.
Daini. Cavalli. Due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone, che un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, «che li ammansì con un grido». () Il cuoco Davide, alternativa lombarda al cuoco Michele, «più creativo, mentre Davide cucina i piatti della tradizione», in particolare di lunedì.
Il mausoleo di Cascella,«una delle più grandi opere monumentali
degli ultimi decenni, con il cerchio della vita e il bassorilievo con le
offerte votive scolpito dalla moglie, signora Cordelia von den Steinen». Bondi si raccoglie, a capo chino. [b]«Ora è di moda, nei salotti e sui giornali di sinistra, indicarmi come l'adulatore per eccellenza. È vero il contrario. Sono il meno adulatore di tutti: il mio rapporto personale con il presidente Berlusconi è molto libero e franco. Lui è un uomo autenticamente liberale. A volte si lamenta dei suoi tg, ma non interviene mai per censurare o epurare. Pensi alla libertà di pensiero della signora Veronica, che mi onora della sua amicizia. E poi è enormemente buono. Straordinariamente buono. Non è vero sia duro con i collaboratori, non l'ho mai sentito alzare la voce. Ha ragione Ferrara, quando lo paragona a Mozart, per il candore e la genialità. Berlusconi è candore, è purezza. Lei dice che ha fama di uomo generoso ma spregiudicato, simpatico ma se necessario spietato? Berlusconi è la negazione della spietatezza. Se fosse spietato, non sarebbe Berlusconi».





) Il cuoco Davide, alternativa lombarda al cuoco Michele, «più creativo, mentre Davide cucina i piatti della tradizione», in particolare di lunedì.
Rispondi Citando
