giudice ordina: via il crocifisso da quella scuola
Accolto il ricorso di Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia
Ultimo aggiornamento 26 ottobre 2003, 11:45 ora italiana (10:45 GMT)
L'AQUILA (CNN) -- Un magistrato abruzzese ha ordinato la rimozione del crocifisso dalle aule della scuola statale di Ofena, in provincia dell'Aquila, frequentata dai figli di Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, che aveva presentato un ricorso contro l'esposizione del simbolo cristiano.
"L'imparzialità dell'istituzione scolastica pubblica di fronte al fenomeno religioso - afferma il giudice Mario Montanaro - deve realizzarsi attraverso la mancata esposizione di simboli religiosi piuttosto che attraverso l'affissione di una pluralità, che peraltro non potrebbe in concreto essere tendenzialmente esaustiva e, comunque, finirebbe per ledere la libertà religiosa negativa di coloro che non hanno alcun credo".
La sentenza prosegue affermando che "la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche comunica un'implicita adesione a valori che non sono realmente patrimonio comune di tutti i cittadini. Presume un'omogeneità che, in verità, non c'è mai stata e, soprattutto, non può sicuramente affermarsi sussistere oggi, e che, però, chiaramente tende a determinare, imponendo un'istruzione religiosa che diviene obbligatoria per tutti, poiché non è consentito non avvalersene, connotando così in maniera confessionale la struttura pubblica 'scuola' e ridimensionandone fortemente l'immagine pluralista".
Soddisfatto il promotore dell'eclatante iniziativa. "Siamo di fronte a una chiara e storica sconfitta dell'arroganza degli esponenti dello strisciante razzismo religioso istituzionale", commenta Adel Smith. "Questa sentenza - prosegue - dovrebbe servire al ministro Moratti per farle capire che una cosa è l'Italia e tutt'altra cosa il Vaticano".
Contrastanti le reazioni del mondo politico. Il Vaticano non rilascia alcun commento ufficiale, anche se il cardinale Ersilio Tonini, a titolo personale, esprime una fortissima contrarietà. "Rimango stupefatto, senza parole: come si fa a ordinare la rimozione dalle aule scolastiche del crocifisso, che è il simbolo dei valori di fondo del nostro Paese?" Secondo il cardinal Tonini, quindi, "non si può eliminare un simbolo dei valori religiosi e culturali di un popolo solo perché ciò può dar fastidio a qualcuno".
Sulla stessa lunghezza d'onda l'onorevole Maria Burani, presidente della Consulta per i problemi etici e religiosi di Forza Italia, che ha parlato di "mancanza di rispetto per la nostra cultura". La parlamentare ha annunciato che convocherà la Consulta quanto prima per decidere un'eventuale protesta formale contro chi "vuole cancellare dalla storia dell'Europa, e quindi dell'Italia, un simbolo che anche i più laici riconoscono e che è alla base della cultura cristiana".
D'accordo con la decisione del magistrato aquilano Enrico Panini, segretario generale della Cgil scuola. "Le aule - afferma - devono essere luoghi neutri, la decisione del giudice Montanaro è un passo avanti verso una dimensione di laicità della scuola italiana".
Per Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione comunista alla commissione Cultura della Camera, la sentenza è una cosa positiva, ma il tema "non si esaurisce qui: è solo l'inizio - spiega - di una necessaria riflessione sulla convivenza multiculturale e su quale ruolo rivesta in questo la scuola".
Caustico, infine, il commento del governatore del Lazio, Francesco Storace. "Ad Adel Smith vogliamo dare anche il diritto di voto?".
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