E mentre l' elettorato di destra più retrivo si straccia le vesti perché, a sentir loro, gli immigrati islamici faranno sparire la nostra civiltà, con il silenzio-assenso sulla vendita dei beni artistici il ministro Tremonti si appresta a svendere un bel pezzo della cultura, della storia, dell' identità di questo Paese.

I beni mobili che potranno essere acquistati da università, musei o semplici privati stranieri includono, tra gli altri, i tesori custoditi negli archivi o nelle biblioteche italiane. L' archivio di Firenze, ad esempio, conserva lettere autografe di Botticelli, Leonardo, Lorenzo il Magnifico, Machiavelli.
La biblioteca del convento dei Girolamini, a Napoli, custodisce manoscritti musicali di importanza eccezionale.
Ma i pezzi più richiesti dal mercato d' arte internazionale sono quelli archeologici, che saranno i primi ad essere venduti.

Va detto che l' ultima parola spetta alle Sovrintendenze, le quali hanno 3 mesi di tempo per dichiarare invendibili le opere. Ma 90 gg. non basteranno per catalogare tutto l' immenso patrimonio "mobile" custodito nei depositi e negli archivi di musei e gallerie. E trascorso quel periodo il silenzio verrà considerato assenso.
Certo, nessuno venderà il David di Michelangelo. Ciò che alla fine arriverà sul mercato sono opere considerate minori ma comunque testimonianze di una cultura millenaria, la nostra, che andranno perdute per sempre e non per colpa dei musulmani.

Cosi, dopo aver posto in vendita alcuni beni immobili dello Stato quali palazzi, conventi, castelli ora è la volta di quelli mobili. Zitti zitti stanno svendendo i nostri tesori ma l' elettorato di destra più retrivo chiede la testa di Adel Smith, il barbaro che attenta alla cultura italiana.
Peccato non vi sia traccia di un elettorato di destra illuminato che chieda la testa di Attila-Tremonti.

Gianni Guelfi